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Sabato a New York

Location:  New York, Central Park, The Lake, panchina dedicata a Helen Faith Kean Richter, insegnante.
Il bambino accanto a me se la sta godendo per una leccata in viso di un poppy di 25 kg.

Alex, il ventitreenne hipster del posto 36A del volo Delta di ieri mi chiedeva se ero già stata a New York prima e se mi piace. Sì, ci sono stata e mi piace come tanti altri posti, ma casa mia, casa mia e l’Italia sono un’altra cosa.

Al controllo passaporti d’entrata negli Stati Uniti ho consegnato il solito foglietto riepilogativo di cosa non porto contro la legge americana. Sul retro del foglietto una specifica era sugli articoli ambigui: sex toys?? Chissà.
Nota: gli americani che entrano in Europa non devono fare altrettanto. L’omone in divisa nera, mentre mi invitava a lasciare impronte delle cinque dita di entrambe le mani e mi scattava una foto ricordo, cerchiava con decisione una delle informazioni che avevo scritto sul foglietto: “numero di persone nel proprio nucleo familiare: 1”.
E poi mi chiede:
– “Viaggia sola?”
– “Sì. Dei colleghi li ho incontrati in volo, ma viaggio sola”.
E lui cerchiava quell’uno.

Poco più tardi il tassista rumeno, fanatico del calcio, chiedeva alla ragazza che era con me di non scattare foto nel Queens Tunnel, perché c’erano delle telecamere e la polizia avrebbe chiesto di accostare se avesse notato la cosa. Ho chiesto il perché: sicurezza.

central park new york

L’aria è pesante da smog, puzza.
Le persone sono enormi, grasse.
La luce però é bella. Credo che sia perché siamo piuttosto a nord.

 

Sono venuta al parco nella speranza di trovare un biglietto per il Globe Theatre, volevo vedere recitare Shakespeare, ma non sapevo che ci sono persone in fila sin dell’alba. Così dovrò passare al piano B) chiacchierare con americani a caso.
Normalmente attaccano bottone loro. La mia prima chiacchierata di oggi é stata con un vecchio uomo, poteva essere novantenne, che ha voluto sapere tutto di me; di lui mi ha detto che faceva l’imprenditore edile e che per lui lavoravano sempre degli italiani simpatici che si mettevano in testa dei cappelli a bacchetta fatti con la carta di giornale.

Provo a cambiare panchina. C’è tantissima gente dappertutto. È sabato, ok, ma è veramente troppa.
Lungo la strada passo davanti ad una stazione della polizia. Mi colpisce un cartello: “100$ each gun consigned, no information requested”.

Mi metto gli auricolari nelle orecchie e rientro in hotel. Sono stanca. Peccato non aver avuto la pazienza di caricare qualche canzone di Bob Dylan. Ci sarebbe stato bene. Ascolterò Neil Young.

 

34 Comments

  1. un punto di vista diverso, finalmente. interessante.

    • rO rO

      Può essere che non vogliano essere identificati?

        • rO rO

          No, non ne ho idea! 🙂

  2. foodlovecouture foodlovecouture

    Ho letto il tuo articolo d’un fiato, mi è piaciuto il tuo modo di condividere un (finalmente) punto di vista indipendente . Bello!

    • rO rO

      Oh, be’, se mi sentissi parlare in questi giorni, avresti un’anticipazione del 4 luglio 🙂
      Ad ogni modo mi fa piacere che il post sia stato per te gradevole. Sono in uno di quei giorni che ho bisogno di condivisione.

    • rO rO

      Confermo che sono qui! Grazie

    • rO rO

      Non farti sentire da Moraliainlob 🙂

      • E’ un giudizio oggettivo, non vedo come si possa contraddire 😛

        • A parte che i giudizi oggettivi sono indimostrabili, ma la rilevanza di Dylan a livello musicale non ha paragoni. Almeno su questa terra.

    • Questa è davvero grossa Barney. Un pò come credere alle scie chimiche

  3. Da noi cose del genere creerebbero un polverone enorme. Da loro è quasi formalità. Mondi diversi, mentalità differenti. Mi ha incuriosito la cerchiatura del 1 e la richiesta se viaggi da sola. Forse gli sembrava strano.

    • rO rO

      Sì, probabilmente sono una potenziale terrorista 🙂

  4. Niente di più, questa NY? Avevo intenzione di farci un salto l’anno prossimo, passando per Boston e Philadelphia. Sei stata solo un weekend? Avevo sentito di gente che ci è stata un paio di settimane a cui era piaciuta molto.

    • rO rO

      Non ti far condizionare da me. Vienici. Il mio è un giudizio sicuramente molto personale e condizionato da molte cose, come per esempio dal fatto di essere qui per lavoro e avere ultimamente preferenze per i posti poco affollati e con una natura rigogliosa 🙂

  5. Viaggerò anche tanto, ma a NY non ci sono mai stato. Ma davvero l’aria è così irrespirabile?

    • rO rO

      Yes. Se stai lontano dalle strade principali o ad alta concentrazione di locali che lasciano fuori la spazzatura, non è male. Ma NY non è solo la Fifth Avenue di Central Park.

  6. Harrison Fiat Harrison Fiat

    wow

  7. duepassietorno duepassietorno

    quando mi chiedono come è NY? io rispondo sempre: è un luna park.

    la cosa più simpatica me la disse un ristoratore napoletano incontrato a Little Italy (credo l’unico rimasto)…con l’accento napoletano, ma il senso è questo: gli italiani vengono qui 5 giorni, si fanno i piedi come due zampogne, su giù, avanti e dietro come i pazzi, tornano in Italia e dicono ahhh bella l’America; ma voi nun sapete ‘nu cazzx dell’America!
    A

  8. Io non ci sono mai stata a new york, e vorrei tantissimo andarci.
    A me tennero tanto al controllo delle impronte perché non capivo un accidenti di quello che mi chiedeva la tipa che parlava non velocissimo ma di più! xD

  9. Signor Smith Signor Smith

    Ciao, divertiti a NYC… (oggi) ascolta Indipendence Day. Su New York City prova questa, oppure questa… Springesteen vede NYC dell’altra sponda dell’Hudson, ma la vede bene.

    • rO rO

      Grazie! 🙂
      In realtà sono anche già tornata ma apprezzo i suggerimenti. Ciao.

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