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Anatre e amici

Sono a pagina 80 della storia del Giovane Holden.
Ero proprio indecisa se comprare l’edizione con la nuova traduzione oppure quella che molti italiani hanno letto fino ad ora: ho scelto la strada vecchia, sicura di poter sempre decidere in futuro di ripassare per la nuova.Di quest’edizione mi ha affascinato pure la copertina bianca, liscia, minimale: come l’ho presa in mano ho pensato che avevo trovato il mio orsetto di pezza per la giornata e anche per qualche giorno seguente. Ché poi ero andata in libreria, la seconda libreria, per trovare un saggio, proprio tutt’altra cosa. Invece in un battibaleno quando ho visto il libro sullo scaffale mi sono ricordata che io non sapevo affatto chi era Holden, perché a scuola mi avevano fatto leggere Werther e dopo dieci pagine di lettura ho anche capito perché.
Nonostante io non abbia la più pallida idea di cosa succederà nei prossimi capitoli, sin dalle prime pagine del libro ho pensato a due cose:
– i miei professori devono aver ritenuto che una tale libertà di linguaggio e modi non sarebbero stati un buon esempio per delle giovani e fresche menti che, come avrebbe detto Jane Austin, sono facilmente influenzabili;
– le mie relazioni interpersonali sono oggi poche e molto diverse da quelle che avevo fino a dieci anni fa: Holden non solo passa del tempo con i suoi luridi e tonti compagni di scuola, ma anche li cerca, ne ha bisogno. Li schifa, li schifa terribilmente, esprime pure parecchi giudizi negativi su di loro, ma poi ne ha comprensione, presta la giacca a quadri allo sbruffone Stradlater, gli scrive un tema perché glielo chiede e basta, e va a buttarsi sul letto affianco al lurido Ackley.

 

Una cosa però mi accomuna ad Holden: la ricerca delle anatre.
Però dovrei cercare amici, e non anatre, e il top sarebbe cercare delle anatre con degli amici.

 Soundtrack: Eddie Vedder – Unthought known

15 Comments

  1. i miei professori devono aver ritenuto che una tale libertà di linguaggio e modi non sarebbero stati un buon esempio per delle giovani e fresche menti -> la stessa cosa che ho pensato io quando l’ho letto.
    A me a scuola però non hanno fatto leggere nemmeno Werther.

  2. Anch’io non ho letto il giovane né wether. Altri tempi oppure la vostra stessa impressione? Però dico una bugia, perché Werther l’ho letto nella lingua originale. Che due…
    Il giovane invece l’ho letto molti anni fa. Quindi vecchia edizione. Ricordi? Sbiaditi.
    Per quanto riguarda le anatre, ottima idea è quella di andarle a ricercare. I fossi non ghiacciano e gli stagni pure. Quindi presumo che rimangano stanziali.

  3. Ecco, vorrei dirti una cosa sul libro che stai leggendo. ma temo di influenzarne la lettura. Oppure no. Mi pronuncio ugualmente. Il Giovane Holden è la Corazzata Potemkin della letteratura contemporanea. Mi rimane solo un dubbio piccolo piccolo: se l’avessi letto a quindici anni, mi avrebbe annoiato di meno? Non lo so. Tuttavia amo chi legge a prescindere dal titolo.. E finchè non smetti… Ah! tesoro.

    🙂

    Robinson Crusoe mi ha formato. Io le anatre le mangio. Tu invece ancora ci parli. Se vuoi ti passo il numero di un buon etologo.

  4. Sottoscrivo milodonteskin, e ci metto sopra il carico da undici: assieme al Giovane Holden, io ci schiafferei pure Siddharta tra le cagate pazzesche che sono state fatte passare per capolavori.

  5. Io l’ho letto tot volte, non ricordo quante, diversi anni nei giorni pre-Natale. C’è una certa magia nella semplicità/ingenuità del racconto e nella libertà con cui viene narrato.

    • Bachelorette Bachelorette

      Quindi ti era piaciuto parecchio. Da quando ho letto il post ad ora sono andata avanti di una pagina e mezza, forse. Per esprimere un mio giudizio a questo punto sento che dovrò proprio arrivare alla fine.

      • Sì, molto, soprattutto per la sua leggerezza e per la sua capacità di centrare proprio quei due/tre punti sensibili che fanno scattare all’istante nostalgie adolescenziali anche in chi è poco avvezzo a passatismi e rimpianti per il bel tempo che fu.

  6. In tanti invece per divertirsi non cercano le anatre, ma le oche.

  7. menade menade

    Ho odiato e amato questo libro.
    Forse l’ho letto nel momento sbagliato (o giusto).

    Adoro ogni qualvolta, per conferire serietà al racconto dei suoi aneddoti, esclama perentorio: senza scherzi!

    —-

    Ti/vi leggerò con piacere 🙂

    • Bachelorette Bachelorette

      Non è che sono andata molto avanti ultimamente.
      Però mi distrae molto, qualità che apprezzo tanto in un libro.

      • menade menade

        Mi “tocca” rileggerlo.
        Ho voglia di ri-distrarmi (ci spero, tanto )
        😉

  8. Io lo lessi qualche anno fa e dovrei riprenderlo in mano, non lo capii molto ahimé. Ma m’è rimasta in testa la storia delle anatre, e ogni volta che le vedo, o noto un laghetto, ci penso istantaneamente 🙂

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