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Fràteme

Questo blog parla di rapporti familiari impegnativi, rapporti personali complicati.

La storia è più o meno questa: pare, secondo la mia famiglia, che io sia nella posizione di poter chiedere a due signori con cui separatamente ho a che fare per lavoro di tenere in considerazione le richieste di mio fratello di un avanzamento di livello retributivo.

Il primo è il mio ex capo, che mi stima indubbiamente e che mi ha chiesto innumerevoli favori, ma che in quanto capo potente e arrogante, mi apprezza fino a che non gli rompo il cazzo, tant’è che non m’ha mai retribuita a sufficienza, né promossa a tempo debito. Tuttavia tale ex capo ormai può contare su poche persone fidate, io risulto tra di esse, ed è questo che fa ritenere alla mia famiglia che io possa chiedergli di parlare con il responsabile del personale per accontentare la richiesta di mio fratello. Già qui comprenderete che l’impegno è maggiore: non è il mio ex capo a decidere per le sorti di mio fratello, ma dovrebbe a sua volta chiedere ad un’altra persona un favore.
Con il secondo uomo che potrebbe far qualcosa, anche lui ovviamente chiedendo al capo del personale, ho pranzato oggi.
Ha lo stesso stile del primo, seppur celato sotto le spoglie di un rilassato gran fumatore: stessa statura, stessa postura rigida e stesso capello bianco pettinato all’indietro. Apparentemente dovevamo vederci perchè lui voleva dei dettagli lavorativi da me: nella pratica ha parlato sempre lui, io ho sorriso e annuito pur non essendo talvolta molto d’accordo con certe sue scelte, e margini per inserire mio fratello nella sua programmazione creativa non ne ho intravisti. Anzi, mi ha pure detto di essere in tensione con il capo del personale perché non vuole concedergli gli uomini che chiede.

Mio fratello, ex tipo tronista and now tipo hipster, è bravo nel suo lavoro, ha tutte le note a posto, quest’anno più che negli anni passati, ma ogni tanto una spintina può servire, perché la concorrenza è tanta e una parola giusta serve per lo meno ad essere visto dall’alto in mezzo alla folla. Lui per ora una spintina l’ha avuta in passato quando voleva essere trasferito in un’altra città dove abitava la sua fidanzata dell’epoca, ma gli anni sono passati e i suoi colleghi coetanei sono stati promossi e lui no. La spintina in quel caso l’aveva agevolata mio padre, che aveva parlato, come ora chiede di fare a me, con il capo di turno.
Mio fratello non è laureato e stavolta la promozione prevedrebbe un po’ di qualifica oltre che per capacità palesi. Te diglielo a mio padre che si ostina a non vedere certi dettagli. Perché io, se fossi il capo del personale di mio fratello, non avrei proprio tutta questa urgenza a dargli un livello superiore e più soldi. Non lo stanno gratificando, ma rientra nella media.

“Ma se tu pensassi al bene di tuo fratello, che sta pensando di metter su famiglia e ha una fidanzata senza lavoro, non diresti questo!”

Sono una stronza?
Voglio veramente molto bene a mio fratello, ma dovrei pregare i due sopra citati per farmi pure rispondere con sufficienza?
Secondo mio padre sì, perché non ho niente da perdere.
E io non ci riesco. Ho buttato sul piatto l’argomento più volte, ma i due non hanno rilanciato o abbandonato e io ho compreso l’antifona senza dover strisciare e pregare. Non lo farei neanche per me, insomma. Soprattutto capisco perfettamente quando posso vincere una battaglia e quando l’affondo non serve, quando i tempi non sono matur,i per esempio.
“Ma tuo fratello ha bisogno ora! Ma tu hai insistito? Gli hai spiegato bene?”
“No”.

Me.
Mi viene da pensare che nessuno ha fatto alcun che per me (ma io non ne ho bisogno ovviamente) che volevo essere promossa e anche – pensieri spaiati – che la promozione a mio fratello serve per ingrossare un po’ la busta paga, più che avere un riconoscimento. Il mio amato fratello, tra l’altro, non vuole affatto che la sua fidanzata lavori, perché desidera che lei sia rilassata per avere presto un figlio: quando qualche settimana fa gli ho mandato un annuncio di lavoro per lei, mio fratello si è tenuto per sé l’informazione.

Bah. Adesso gli mando un messaggio. Magari gli faccio notare che così almeno non sarà tenuto a tagliarsi la barba per il colloquio con uno dei due, i quali non sono tipi da apprezzare tanta modernità.

Soundtrack: Beck – Loser

 

32 Comments

  1. È un atteggiamento da sorella che trovo giusto, corretto, posato.
    Comunque, i due tipi barbuti a destra dell’immagine sarebbero anche il mio tipo.

    • rO rO

      Ah, interessante a sapersi. Sapevo che qualcuna li avrebbe graditi.

  2. Quanto hai ragione nel cercare di svicolare da un impegno ingrato e fastidioso.
    Va bene violer bene al fratello ma perorare una causa solo per avere la busta paga più pesante mi sembra pochino.

    • rO rO

      Diciamo che un passaggio di livello gli consentirebbe di pagare più serenamente il mutuo. Non é che miracolosamente diventerebbe ricco.

      • Capisco per il mutuo ma un passaggio di livello implica, almeno mi è sempre capitato, anche un aumento di responsabilità. Però non è detto

        • rO rO

          Nel suo caso non necessariamente.

            • rO rO

              Eh, tipo, dai. Una cosa del genere.

              • Speriamo che ci riesca. Anzi gliela auguro di tutto cuore.

  3. Tralascio commenti su questioni di soldi, promozioni e barbe. Tutto quello che volevo dire in questo commento è che adoro il film Clerks

    • rO rO

      :)))

  4. No, no mi sembri una str. Mi sembri una persona che ragiona con equilibrio e buon senso.

    Applausi per Clerks

    • rO rO

      Mi piaci. Anche per te thumb up per il riconoscimento di Clerks. Miao 🙂

  5. E io che pensavo di essere una delle 3 persone in italia ad aver visto Clerks…
    Deduco che se può permettersi la fidanzata a casa abbia già uno discreto stipendio, fatto salvo che non conosco la sua situazione economica generale.
    Per me hai fatto bene, ma la famiglia è sempre un posto complicato. E ciò che appare ovvio può essere eufemisticamente opinabile.
    Ma Fa che fine ha fatto?

    • rO rO

      Fa l’ho visto stasera in palestra. Sono arrivata tardi. Siamo arrivati a tre chilometri di corsa e poi lui é andato via e io ho fatto altro.

  6. Non ho Fb. E’ solo un pò che non lo leggo. E in palestra sarà qualche hanno che non ci metto piede.

  7. Esigere un credito è una cosa, chiedere un favore è un’altra.
    Se tu fossi nella posizione di esigere un credito, forse, dico forse, ti spingerei magari a spenderlo per lui. Ma dovendo chiedere un favore, a fronte del quale probabilmente ci sarà un prezzo da pagare (there’s no such a thing like a free lunch), e non essendo tutto questo funzionale ad una sopravvivenza, ma semplicemente ad una facilitazione di vita, ed infine essendo tu la sorella e non la madre, beh penso che il tuo ragionamento non faccia una grinza.
    Ti suggerirei di farlo presente ai tuoi genitori, che non sei la madre. Magari a loro sfugge. Scusa se sono tagliente, è un periodo un po’ così.

    • rO rO

      Hai toccato un punto corretto: credito o favore. Con certe persone la bilancia del credito non è mai tarata a pari. Lo dicevo anche a mio padre: per chiedere un favore a uno di quei due dovrei avergliene fatti io in maniera spropositata.
      Inoltre hai detto bene anche sul fatto madre/sorella, ma questa è una cosa che nella mia famiglia si comprende poco (ci potrei scrivere un post) visto che già in passato ho fatto da moglie a mio padre e madre a mio fratello per poi scapparmene un anno al’estrero a prendere fiato; ricordo ancora mio padre che un giorno mi disse di averlo capito che non andava bene che io a vent’anni stavo rivestendo un ruolo che non mi competeva.
      E’ un periodo un po’ così? Dai, che tu hai il mare! 🙂

  8. Effettivamente anche io gradirei un ritocchino al salario, verso l’alto s’intende. E sono anche laureato. Ti mando la email del capo del personale, ok!?

    • rO rO

      Mi sa però che il tuo capo non lo conosco. Lo conosco?

      • Non credo. Pensavo che il parametro fondamentale fosse la laurea, visto che il sangue non serve 😛

  9. Cara rO,

    si vede che l’argomento ti scalda tanto dal punto emotivo poiché nell’incipit dici: Questo blog parla… anziché questo post.

    E, successivamente, scrivi: … i tempi non sono matur,i…

    Detto ciò, un altro argomento su cui potresti far leva coi tuoi familiari potrebbe essere quello della meritocrazia.

    Oggigiorno si fa un gran parlare di ciò e di come la sua mancanza danneggi la competitività del nostro Paese, quindi danneggia tutti noi.

    Non conosco tuo fratello e, magari, è il dipendente più bravo dell’azienda.

    Però questo è il tipico caso della meritocrazia come criterio che va applicato agli altri ma non a noi poiché teniamo famiglia.

    Dopodiché non stupiamoci se la situazione è quella che è.

    • rO rO

      Il “questo blog parla” era un riferimento all’about del blog. Per il resto, la meritocrazia, come sappiamo, è rara, rarissima.
      Il “matur,i” l’avevo effettivamente notato una volta pubblicato il post e mi sono detta che non avevo proprio voglia di fare la correzione.
      Ciao!

  10. Da una parte chiedere per un altro è sempre più facile che chiedere per se stessi (almeno per me vale questa regola), d’altra però trovo molto giusto fare solamente le battaglie che si pensa di vincere. In altre parole se devi chiedere solo per far contento tuo padre (e magari sentirti a posto con la coscienza) allora lascia perdere! Tra l’altro magari fra qualche tempo cambierà qualche condizione e allora sarà più semplice ottenere quello che chiedi. A volte i tempi sono fondamentali!

  11. Essendo figlio unico, non ho esperienza di questo genere di situazioni; però a dirla tutta mi sembra un filo assurdo: capisco i rapporti famigliari, ma dover chiedere a te di chiedere a tua volta avanzamenti per tuo fratello, direttamente o per interposta persona… mah… mi sembra un po’ esagerato e discretamente fuori luogo; che poi mi sembra il classico caso che può generare recriminazioni a lungo termine…

    • rO rO

      Suona ridicolo? Non c’avevo pensato che poteva esserlo. Però è questo quello che é accaduto.

      • Non ridicolo (ho usato il termine ‘assurdo’, forse un po’ improprio), anzi, a vederla dal tuo punto di vista, ti hanno messo in difficoltà, in una situazione decisamente fastidiosa; anche perché come quando si mescolano rapporti famigliari con questioni lavorative, i risultati tendono ad essere deleteri… insomma, ti hanno addossato la ‘responsabilità’ delle sorti professionali di tuo fratello, che tutto sommato non ti compete…

        • rO rO

          Mi piace questo tuo difendermi.

          • Diciamo che, trovandomi nei tuoi panni, la riterrei una magna rottura di zebedei 😉 A prescindere che la cosa finisca bene o male, poi è il classico argomento destinato ad essere tirato fuori in caso di discussioni e fonte di recriminazioni da una o dall’altra parte….

  12. Non sono un esperto in materia, oppure sì, non conosco la mansione di tuo fratello, ma ho pochi dubbi sulla disciplina dell’inquadramento lavorativo. E se è vero che ogni occupazione ha il suo contratto di categoria, è altresì vero che ogni livello ha la mansione che si merita. Perciò qualsiasi cosa stia facendo ora tuo fratello, la domanda più appropriata è la seguente: il livello che corrisponde alla sua attuale mansione è quello stabilito dal contratto di categoria? Se la risposta è no, lo si fa notare al superiore o al responsabile delle risorse umane e casomai si procede a una vertenza, qualora il “capo” dimostri di non ritenere necessario l’adeguamento PALESE. Se la risposta è affermativa, ma tuo fratello vorrebbe un aumento di stipendio, che si confronti col suo capo e stabilisca degli OBIETTIVI che, raggiunti, gli consentano di portare a casa un personale premio per risultati.

    Tutto il resto è raccomandazione e la categoria più consona è quella MORALE. Ho personalmente raccomandato mia sorella alla dirigente dell’azienda per cui lavoro e non mi vergogno affatto. Mia sorella è una ragazza madre con due bambini e un affitto da pagare.

    Ma è tuo fratello il tipo colla barba? E tu sei fotogenica quanto tuo fratello al netto dei peli in faccia? Se sì: apperò. Se no: ohibò.

    • rO rO

      Mio fratello è molto bravo, al punto di aver ricevuto più volte anche dei premi aziendali per i risultati raggiunti personalmente e su centinaia di dipendenti.
      Tuttavia il livello è conforme all’età, al ruolo ricoperto etc.
      Lui da anni parla con i suoi capi che promettono di accontentare le sue richieste ma sopra di loro hanno altre persone a loro volta.

      Quanto alla fotogenia, siamo belli entrambi, soprattutto per nostro padre 🙂

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