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Fichi con la panna

La mia nuova passione sono gli uomini di una certa età, piuttosto grassocci e non molto alti, che parlano poco, risolvono misteri riguardanti delitti, mettono a tacere donne in preda a sconvolgimenti emotivi e soprattutto a pranzo non vogliono essere disturbati: Hercule Poirot e Nero Wolfe.
Ammetto anche una certa passione per un’altra brontolona attempata, di uguale stazza e attributi, la Miss Marple di Margaret Rutherford.

Amo l’ambientazione anni trenta o quaranta perchè c’è qualcosa che mi fa sentire comoda come se fossi a casa mia – di simile arredamento considerando la presenza di una sedia a dondolo, radio di inizio secolo, un grammofono e parecchi libri – ma soprattutto adoro alcune abitudini di questi personaggi, in primis l’atteggiamento verso il cibo: il pranzo devono gustarselo e nessuno deve interrompere finché non hanno finito.
Hercule Poirot legge il giornale mentre fa colazione, ma si può perdonare.
Anche Sherlock Holmes era un appassionato di buona tavola nei momenti di relax, ma era troppo secco e incline alle droghe per rientrare tra i buongustai a cui guardo io con apprezzamento: pare infatti che gradisse più il vino di Borgogna che ciò che necessita di essere masticato. Se non fosse per l’ambientazione sicula, che ancora non ho deciso se amo o odio, sicuramente dovrei includere Salvo Montalbano con i suoi pranzi sotto la pergola: mangiare in silenzio è un’abitudine che condivido.
Non comprendo invece chi cena a lume di candela: personalmente trovo che guardare ciò che mangio sia parte del piacere. Al lume di candela riservo le fragole, lo champagne e i baci.

Dopo aver comprato anni fa “Il Carnet della Cambusa. Le ricette di Corto Maltese” e averne perso la copia perchè mai restituita da chi l’aveva ricevuta in prestito, ieri sono diventata il felice possessore di “Crimini e Ricette. A tavola con Nero Wolfe“.

Si tratta di un libro di 282 pagine di ricette, intervallate da spiegazioni e citazioni. Non ci sono purtroppo delle foto, cosa che mi invita a pensare che potrei provare tutti i piatti indicati e scattare un’immagine per ogni piatto. I capitoli si dividono per momenti e persone: prima colazione nella vecchia casa di arenaria, pranzo in casa Wolfe, cena per la stagione calda e cena per la stagione fredda, dolci, la cena perfetta per il detective perfetto, la ricaduta, spuntini, ospiti femminili e maschili, colleghi a cena, Fritz Brenner (il cuoco), piatti preparati da altri, il ristorante Rusterman, Nero Wolfe in cucina e infine la cena alle terme di Kanawha (località della Virginia).

Lo sto leggendo come se fosse un romanzo, immaginandomi con indosso il mio grembiule nero a provare ogni ricetta. Molti sono piatti né eccessivamente raffinati né pretenziosi, tuttavia soddisfano l’appetito e il palato.
L’inizio, il capitolo della colazione, è ricco di burro, ma d’altronde l’autore, Rex Stout, era un americano figlio di quaccheri, nato alla fine del Novecento. Ho notato anche parecchio sherry, liquore a me caro.

Mi piacciono inoltre molto i rituali: Nero Wolfe prende la sua colazione vestito del suo pigiama giallo, sempre in camera da letto, alle 8.15, per poi passare nella serra delle orchidee fino alle 9.00, e questo è ben descritto nel libro, che l’autore spera porterà molti soldi al giovane e bello Archie Goodwin, il segretario appassionato di donne.

(da Il Diritto di Morire)
Con gli ospiti, Wolfe fa sempre in modo di orientare la discussione a tavola su argomenti che, as uo avviso, i commensali possano trovare interessanti. Mentre Fritz era impegnato a servire le cozze, mi chiesi cosa avrebbe trovato per quei due. E’ presto detto: William Shakespeare. Dopo i dovuti complimenti alle cozze in vino bianco con burro cremoso e farina, Wolfe chiese loro se avevano letto il libro di Rowse. Ne disquisirono a lungo. Quando l’anatra e il contorno furono portati via, e Fritz ebbe presentato in tavola il sufflé di fichi, mi sembrava che Iago fosse ormai alle corde.

FICHI FRESCHI CON LA PANNA

12 fichi freschi
2 cucchiai di zucchero
250 ml di kümmel (liquore cannamela)
120 ml di panna

Lasciate marinare i fichi nel kümmel er almeno due ore in frigorifero. Scolateli e mondateli rimuovendo i piccioli. Infine disponeteli sui piatti cospargendoli di zucchero e aggiungendo un goccio di kümmel. Mondate la panna finché non sarà ferma e distribuitene un cucchiaio in ogni piatto.

Se vi sembra una ricetta peccaminosa, potreste aver intuito bene.

 

 

 

20 Comments

  1. aaaaagh! no, ti prego, Pannofino come Nero Wolfe no, ti prego, è stato un sacrilegio… 😀

    • rO rO

      Capisco, eppure… tutto sta a rimuovere Pannofino dalla memoria precedente. Prendi me: io non sapevo neanche chi fosse prima di vederlo mangiare un’agnello cucinato in ventuno modi diversi.
      😀

  2. Avevo l’intera collezione di gialli di nero Wolfe con relative ricette in appendice. Non sapevo che le hanno raccolte tutte in un bel libro. Ormai la buona tavol va di moda e impazza ovunque.
    Nero è un buon gustaio e un abile giardiniere (la sua passione sono le orchidee).
    Però preferivo il precedente Nero televisivo.

    • rO rO

      Complimenti per la collezione. Ma poi che fine ha fatto?

      • Per mancanza di spazio nella nuova casa l’ho dovuta vendere e con loro altri 400 volumi. O loro o io? Quale era la scelta?

        • rO rO

          Capisco la scelta. I miei Dylan Dog sono in garage.

  3. I tengo i miei marvel nel sottotetto. Kindle ha un suo perchè.

    • rO rO

      Kindle? Ancora non ci riesco.

      • Nemmeno io. Però la tentazione è forte solo per la funzione salvaspazio.

  4. Non mi è molto chiara la figura di Archie Goodwin, il segretario appassionato di donne, nel contesto della storia (che non conosco). Probabilmente la mia attenzione è stata catturata dal fatto che sia appassionato di donne, per l’appunto.

    • rO rO

      Non potevo non citare Archie, moderato bevitore di whisky e raramente champagne, occasionale giocatore di poker, serio e scrupoloso, intelligente e amante, ricambiato, delle donne: è lui il narratore delle storie di Nero Wolfe e quindi è lui che racconta le ricette nel libro.
      Insomma, è quello giovane e figo nelle storie di Wolfe.

      • Ho capito. Perchè va bene il mangiare, e il mangiare bene, ma poi alla fine bisogna anche bruciare la calorie o rifarsi gli occhi. E qui torna utile il buon Archie.
        Grazie per la spiegazione. Bel post.
        Buona giornata!

        • rO rO

          :*

      • Archie era anche forte bevitore di latte, se non ricordo male – ho letto tutto Wolfe due vite fa, qualcosa l’oblio lo confonde 😀

        • rO rO

          Confermo. Beveva un sacco di latte. L’ho omesso a dispetto perché stamattina mi pareva che l’alcool ci stava meglio.

  5. Scribacchina Scribacchina

    Un condensato di belle cose che anch’io adoro: la splendida Miss Marple-Margaret Rutherford, gli anni Venti-Trenta, i baci a lume di candela, i fichi, la panna e le cose dolci in genere, la cucina e il cucinare, i libri e (un po’ in bilico, ma secondo me potresti innamorartene) anche la Sicilia di Montalbano. Appena maturano i fichi mi metto all’opera 🙂

    • rO rO

      Abbiamo molto in comune. Attendiamo la maturazione dei fichi 🙂

      • Scribacchina Scribacchina

        😀

  6. Posso dire che quando ho letto che esiste “Il carnet della cambusa. Le ricette di Corto Maltese” un brivido m’è corso lungo la schiena? 😉

    • rO rO

      :))

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