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Opzioni

In economia un’opzione è un titolo che conferisce il diritto di acquistare (o vendere) un bene o un servizio ad una certa data prefissata. In particolare se si parla di diritto ad acquistare allora l’opzione si chiama call. Il possessore dell’opzione è chiaramente l’holder (talvolta anche il Giovane Holder), mentre chi propone di vendere questo diritto, il suggeritore in pratica, è il writer, il quale, al momento della vendita incassa il premio per aver venduto il bene o il servizio sottostante l’opzione, sulla base della decisione dell’holder.

Il funzionamento di un’opzione call è piuttosto semplice: l’holder paga oggi il premio al writer, mantenendo tale opzione ad acquistare il bene per un periodo di tempo, per poi decidere, alla scadenza del tempo (o prima, se l’opzione è americana, perché si sa che in questo gli americani sono meno rigidi degli europei) di comprare il bene oppure no.
Dove si guadagna e chi trae profitto?

Se alla scadenza del tempo il prezzo di mercato del bene è più basso di quello proposto con l’opzione call, allora conviene lasciar perdere l’opzione, viceversa, se il prezzo di mercato sarà più alto, l’holder avrà tutto il vantaggio di esercitarla.

Ora, diciamo che tu sei l’holder e io il tuo writer: il tuo diritto ad acquistare il bene o servizio lo puoi esercitare solo alla scadenza del termine, cioè nel tuo tempo libero, perché sei europeo e non americano. La tua perdita non può scendere sotto un determinato livello, perché quando acquisterai il bene potrai farlo a prezzo di mercato o esercitando l’opzione. Certo, se il prezzo di mercato sarà salito molto in questo lasso di tempo, allora potrebbe non valer la pena di esercitare la tua call.
In definitiva avrai un profitto solo se la somma del prezzo del bene che vuoi acquistare e del premio che devi a me sono inferiori al prezzo di mercato. Però di tempo, nuvoloso o soleggiato, ne è passato poco e senza particolari crisi che abbiano potuto stravolgere il valore del bene e il tuo tempo libero c’è, con un po’ di incertezza, ma c’è talvolta.

La domanda è: qual è il premio che hai pagato a me per l’opzione? Basso, molto basso, non di più del contenuto del tuo vaso di Pandora.
Si potrebbe persino dire che l’opzione è stata una buona idea e che è il tempo di esercitarla.

Soundtrack: Neil Young – Like a Hurricane

 

22 Comments

    • rO rO

      Ah ah ah! Geniale.

  1. Non puoi farmi certe domande di prima mattina! Fammi almeno prendere il caffè! 🙂

    • rO rO

      Senza fretta. L’opzione si esercita solo alla scadenza 🙂
      Buon caffè.
      Fai venire voglia adesso anche a me di berne un altro.

  2. Se ho ben capito (mi hai fatto scoprire Investopedia, prima manco sapevo della sua esistenza) si cerca, pagando in anticipo, di controllare la variabile tempo, rimandando la compravendita ad un dato momento preventivamente concordato e remunerando chi sgobba (il writer) per ottimizzarla.

    Cmq ti preferivo in veste sportiva.

    E, facendo l’insolente, come questo si concili con Neil Young e il subcomandante Marcos, solo Dio lo sa. Però ammetto che ha un suo fascino.

    • rO rO

      Lo immagino. Sono misteri.
      Tutto il resto è proprio come hai scritto tu.
      (vesto per voi in scarpe da ginnastica)

  3. io sono più da, “Io Tarzan, tu Jane, bello fiore, bella tu, passeggiata aggrappati a liane”.
    Ovviamente con la tecnica del troglodita ho avuto scarsi successi… però erano tempi certamente migliori di questi in cui viviamo quando funzionava

  4. elinepal elinepal

    Sono troppo stupida per capire questi meccanismi, mi perdo e mi ritrovo a piangere come una bambina smarrita in un supermercato

    • rO rO

      Non credo, ma grazie per la pazienza ad averci provato. Il post era impegnativo.
      Era solo per dire che in definitiva, organizzati i pensieri, valutati anche i paracadute, ci si deve pure buttare ogni tanto.

      • elinepal elinepal

        Caspita! Certo che si

  5. E se il buyer esercita il call nonostante il prezzo di mercato sia inferiore a quello del titolo assommato a quello dell’opzione, eventualmente facendo la debita rivalutazione?
    Non è sbagliato, solo il fattore tempo non viene considerato.
    Io posso esercitare il call nella speranza che in un futuro il prezzo del bene salga oltre la soglia prezzo di mercato+opzione. O no?

    • rO rO

      Risposta alla domanda 1) Puoi, ma ci rimetti.
      Risposta alla domanda 2) La speranza al tempo t+1 sarà certezza: solo nel caso in cui il prezzo di mercato del bene più il premio sarà uguale a quello offerto dall’opzione potrei rilevare dei “vaghi” dubbi. Mi spiego meglio: in questa eventualità, bisognerebbe comprendere per quale ragione comunque procedere con l’esercizio dell’opzione. Farsi amico il writer?
      😉

      • Il call si esercita in perdita immediata, me nel futuro il prezzo POTREBBE salire. Azioni sconsiderate di questo tipo, ovvero rivolte alla speranza sono, appunto, speranze.
        Io stavo dando una spiegazione che potrebbe starci sotto.
        L’orizzonte temporale, prima e dopo il call è fondamentale. Il prezzo è basso all’aumentare dalla distanza temporale tra acquisto e call. Mentre maggiore è il tempo trascorso dall’opzione di call maggiore saranno le PROBABILITA’ di remunerare l’investimento.
        Aver evidenziato “probabilità” rende l’idea del campo in cui si navighi…

        • rO rO

          Devi aver preso più di me in matematica finanziaria.

          • E se ti dicessi che non ho mai fatto matematica finanziaria, le cose cambierebbero?

            • rO rO

              No.

  6. Pur avendo studiato economia, queste sono di quelle cose delle quali m’è rimasto veramente poco…..

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