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Le scollature delle signore

Questo post avrebbe dovuto intitolarsi “Tette”, solo “Tette”.

Ma mi pareva fosse un po’ troppo esplicito e non esattamente centrato rispetto a quello di cui voglio parlare. Anche se, di fatto, voglio parlare di tette.

Nel libro “Alta Fedeltà” di Nick Hornby il protagonista racconta che da Laura, la donna che l’ha appena lasciato, ha imparato molte cose. Non grandi cose, cose pratiche del vivere comune. Ne ricordo una in particolare: a non posare lo sguardo sulla scollatura di una donna mentre le si sta parlando. Gli occhi vanno centrati sugli occhi di chi sta facendo conversazione con te. Io, che con quello e altri libri del genere mi sono formato, ho cercato di fare mio il dogma. Non che prima di leggere quel libro mi rivolgessi alle donne parlando ad una loro seconda personalità diciamo posta qualche centimetro più in basso rispetto al viso, ma ho comunque iniziato a fare attenzione a me e ai miei occhi.

Ho continuato a praticare questa che mi sembrava una banale regola di bon ton per molti anni, convinto che non fosse carino far cadere l’occhio su parti anatomiche sensibili, diciamo così, di altre persone. Ma ad un certo punto ho affrontato una conversazione che mi ha un po’ destabilizzato. E io sono tendenzialmente uno che vuole fare la cosa giusta. Dicesi “cosa giusta”, in questo caso, quella che preferiscono le donne, che restano pur sempre il nostro benchmark (ho detto benchmark?).

Il fattore destabilizzante fu, nel caso specifico, una conversazione con una cara amica. Non ricordo né il perché né il quanto di quella chiacchierata che ci condusse dritti dritti a parlare di questo. La bionda sostenne senza preavviso che le donne vanno guardate negli occhi, e fin qui tutto bene, ma non SOLO negli occhi. Cito: “se mi guardi solo le tette penserò che non sei interessato a quello che ti sto dicendo e che mi consideri solamente per la mia rappresentazione sessuale. Se mi guardi solo negli occhi penserò di non essere attraente ai tuoi occhi.

Ergo, conclusione mia, forse un po’ troppo semplicistica, “devo guardarle le tette”.

Non arrivai davvero a questa conclusione, è ovvio. Ma ci pensai per qualche momento, al di là di quella che poteva sembrare una battuta, la sua, ma che battuta non era. Ed è pure piuttosto banale, a pensarci. Tutti, donne e uomini, sentono il bisogno di sentirsi desiderati. E essere guardati in un certo modo, posso immaginare, è una manifestazione piuttosto esplicita di apprezzamento. Ma è un terreno pericolosissimo. E io continuo a preferire lo sguardo fisso negli occhi di chi mi parla. Ma non voglio fare il supereroe, non ci riesco mica sempre.

Però potevate dirlo subito, che era più semplice.

Soundtrack: Beatles – I’ve Just Seen a Face

64 Comments

  1. e comunque… le cose belle vanno ammirate.
    L’importante è non farne una questione a sé ma va vista sempre nel complesso della persona. Se poi una ha delle belle tette evviva Dio se gli occhi ti scivolano nel décolleté. Il problema è se lo sguardo resta fisso lì, senza schiodarsi, ma dipende sempre dalle circostanze. Se sei allo sportello delle poste e l’impiegata mette in mostra le sue generose rotondità, non è bello chiederle di spedirti una raccomandata fissando lo sguardo sempre lì. Se invece sei in dolce compagnia e nell’intimità ti trovi in contemplazione di due morbide rotondità, non c’è nulla di male se gli occhi della “titolare” di cotale panorama, per qualche momento, non sono più il fulcro attorno a cui ruota tutto il mondo.
    Ripeto, le cose belle vanno ammirate.
    “Quanta gente a Firenze si ferma ogni giorno ad ammirare, spesso per svariati minuti, i genitali del David di Michelangelo…”

    • Fa Fa

      Sono d’accordo. Ma bisogna saperlo fare. Ho visto uomini ipnotizzati da quelle rotondità. Non è una bella scena. 🙂

  2. manutheartist manutheartist

    Ricordati che se una donna può pensare male, lo farà 😉

    • Fa Fa

      Dovresti definire “pensare male?”. 🙂

  3. Bia Bia

    il mio capo, quando mi consegna i lavori da fare, non mi guarda mai negli occhi….

    • Fa Fa

      Questa è una buona notizia per tutti. Significa che c’è di che farsi distrarre. 🙂

      • Bia Bia

        per mia fortuna, ancora sì! 🙂

    • Beata te che hai sostanza fisica da mostrare! Non cm certe tavole da stiro…

      • Fa Fa

        Ahahahaahaha, Ele, mi fai morire! 🙂

          • Fa Fa

            Immaginavo. Ele, le proporzioni possono essere importanti. Non i valori in assoluto. 🙂

          • Fa Fa

            La questione non è seno grande o seno piccolo. La questione è come sta il tuo seno sul tuo corpo. Ricorda la psicologia della Gestalt: l’insieme è più della semplice somma delle parti.

            • su di me ci sta male. se lo trovi ovvio.

  4. Sun Sun

    Ci vuole la giusta misura, come in tutto. Un’occhiata discreta, un passaggio in punta di piedi ci sta, è normale. Ma poi, occhi negli occhi.

    • Fa Fa

      D’accordo con te. Ribadisco: ci vuole stile anche in questo. Bisogna saperle fare, queste cose. 🙂

      • Sun Sun

        e purtroppo non è da tutti avre stile 🙂
        esclusi i presenti… naturalmente 😀

        • Fa Fa

          Naturalmente. 😉

  5. Ci sono tanti modi di far sentire una donna desiderata.credo che guardare il seno non sia tra i più eleganti diciamo.un mio ex mi conquisto prendendomi una mano e dicendomi quanto erano fini ..fantasia buon gusto charme lascia perdere le tutte! 🙂

    • Fa Fa

      Io infatti ho sempre evitato. Ma nessun uomo riesce a evitare sempre. E sono ragionevolmente convinto che non sia un peccato così grave buttare un’occhiata. D’accordissimo con te che esistono mille modi di far sentire desiderata una donna. Per questo vanno molto bene anche le parole, per dire. 🙂

      • Niente di male in un occhiata !anzi 🙂 volevo sottolineare che ci sono tanti modi eleganti di corteggiare!

        • Fa Fa

          E noi che abbiamo gusto cercheremo sempre di utilizzare quelli!! 🙂

  6. Mmh bel post Fa. Sono d’accordo con il senso della misura e sulle circostanze attenuanti. Anch’ io cerco di applicarmi il più possibile, ma se ti capita una bella donna in total black ci possiamo passare sopra, credo. E poi la perfidia femminile nel sfruttare questo nostro punto debole potrebbe valere un post a sè

    • Fa Fa

      Grazie. Proprio ieri mi raccontavano di un idiota che sostiene di aver firmato per l’acquisto di un auto di lusso solo perchè sedotto dalla venditrice. Alcune donne usano la loro abilità. Ci proviamo anche noi uomini. Normalmente, mi vien da pensare, noi siamo più sensibili. Che è anche un modo per ribadire che a volte siamo proprio rincoglioniti. 🙂

      • ah ah ah… io mi spingerei oltre fino ad usare una parola dal significato inequivocabile. allocchi.

        • Fa Fa

          Quoto senza alcuna remora. Allocchi è perfetto.

  7. Se vogliamo fare una classifica faceta io preferisco le gambe. Ma qui si parla di tette però.

    • Fa Fa

      L’autista di un pulmann, molto tempo fa, mi raccontò che ai suoi tempi (non era giovanissimo) la sola vista di un ginocchio scoperto provocava enormi reazioni. 🙂
      Siamo un po’ anestetizzati, forse.

      • Senza il forse. Però il gionocchio scoperto mi pare obbiettivamente un pò poco 😉

        • Fa Fa

          Per noi sì.

  8. rO rO

    Mi ha fatto pensare che effettivamente a guardare il sedere delle signorine alle volte si va male. Il seno chiaramente viene più facile.

    • Fa Fa

      Il sedere però è posizionato strategicamente per guardare e non essere visti. Il seno è più immediato ma più pericoloso. So’ probbbblemi. 🙂

  9. elinepal elinepal

    Le tette sono troppo belle per non essere almeno sfiorate dallo sguardo. Io, che sono donna assolutamente etero, non riseco a farne a meno, se la mia interlocutrice ne ha unbelpaio. Forse sarà compensazione perchè nonne ho mai avuto un generoso decoltè. La tua formazione, con Honrby mi sembra comunque tra le migliori.

    • Fa Fa

      Grazie. Ci tenevo che qualche donne testimoniasse in questo senso. Non sei la prima che ammette, pur in tutta la sua eterosessualità, che a volte risulta difficile non guardare anche per voi. 🙂

      • elinepal elinepal

        🙂

    • che poi, è solo perché guardare la scollatura ha una determinata codifica sociale. al di là degli occhi, io guardo ad esempio con ugual interesse le mani, in una donna, ed ovviamente non incappo in critiche sul dove il mio sguardo cada. userei la stessa espressione di eli: “le mani sono troppo belle per non essere almeno sfiorate dallo sguardo”, oltre che da esse passa tanto, davvero tanto di sensualità (non sto neanche a dirlo, magari un giorno ci scrivo un post).

      • Fa Fa

        Assolutamente. Non si discute. 🙂

  10. Anche io guardo le tette, non riesco a farne a meno…
    … credo che non ci sia una regola, credo che dipenda da svariati fattori. Il primo è l’età della donna. Io sono vecchia e se non mi guardi negli occhi non mi offendi, anzi preferisco uno sguardo maleducato alle tette che uno pietoso al cervello ….

    • Fa Fa

      Molto interessante. Non avevo considerato la questione, devo ammettere. E comunque, buono a sapersi. Un motivo in più per convincere Ro e venire a trovarti. 🙂

  11. Ammetto che tenere, per tutta la conversazione, lo sguardo impallato sul viso della tua dirimpettaia, per quanto sinonimo di grande interesse per quello che sta dicendo, è anche un perfetto segnale di squilibro da maniaco. Cioè, bisogna pur distrarre l’attenzione, a volte, in maniera discreta.
    Poi ci sono i casi limite, come i vestiti tradizionali dalle mie parti che, per questioni di folklore, sono adibiti a mostrare in maniera generosa il davanzale delle signorine che lo portano.

    Se no ci si può rifugiare nella grandissima frase d’uscita detta da un mio amico, 70% ubriaco, ad una ragazza. Lui le fissava le tette, lei lo rimprovera dicendo: “non mi ascolti, mi guardi le tette”, lui, con tranquillità serafica, disse: “no, sto guardando i tuoi occhi riflessi sul pavimento”.
    Voto 10 (ma io sono generoso con l’inventiva)

    • Fa Fa

      Applausi al tuo amico. 🙂
      Applausi anche all’attenzione distratta.

  12. O perbacco non ci sono solo quelle da ammirare. Una panoramica iniziale serve bene a inquadrare l’interlocutrice, poi concentriamoci sugli occhi, che io apprezzo moltisismo in una donna. Gli occhi parlano, trasmettono segnali che le tette non sono in grado di fare.
    Il guaio è che le donne, talvolta, non dico tutte, usano come arma di seduzione proprio quel particolare anatomico, dimenticandosi che o sono veramente belle (naturali e non ritoccate) oppure è meglio lasciar perdere.
    Gli occhi no. Non li puoi taroccare.

    • Fa Fa

      Non scherziamo, Io mi innamoro di un viso, innanzitutto. Poi di tutto il resto, per carità, ma da un seno puoi farti distrarre, difficilmente te ne puoi innamorare.
      Ribadisco comunque il concetto: l’insieme vale più della somma delle parti.

      • L’insieme è completo, le singole parti sono frammenti.
        Il seno ti può far distrarre? Certamente ma deve essere perfetto, cosa di per sé assai improbabile al giorno d’oggi, perché non c’è parte del corpo che non sia ritoccata, a esclusione degli occhi.

  13. Certe mie amiche e io in questo momento sorrideremmo sornione: siamo donne semplici noi, non mettiamo gli uomini in questa condizione imbarazzante di non sapere dove guardare / come dividere lo sguardo tra i paralleli del nostro corpo giacché le tette vanno dal non risaltare particolarmente sul torace all’effetto pialla. (Tanto per banalizzare un discorso che è tutt’altro che banale)

    • Fa Fa

      Vorrei solo far notare che non l’abbondanza non è condicio sine qua non per creare distrazione. L’uomo non si perde a guardare solo bianche vette innevate, per dire, ma anche ad osservare verdi e dolci colline. Che sono rassicuranti e accoglienti, a modo loro. 🙂

  14. Tette in ogni caso, se c’è uno scollo qualcuno l’avrà messo.

    • Fa Fa

      E noi ne siamo contenti. 🙂

  15. Mi piace il rispetto… È seducente…. Le donne e gli uomini sono essere umani e pensanti, quindi degni (come anche gli animali) di esser guardati negli occhi… Se si desidera conquistare una donna è perché la si stima (ovviamente, non sto parlando di abbordaggi…) quindi attenzione a lei, il suo viso, pensieri ed emozioni…. Se poi il suo corpo talvolta richiama la propria attenzione, senza essere morboso, ma solo forma di apprezzamento…. Ben venga…

    • Fa Fa

      Completamente d’accordo. Noi apprezziamo la personalità e il carattere. La scollatura è un diversivo, un piccolo divertimento. 🙂

  16. …” “se mi guardi solo le tette penserò che non sei interessato a quello che ti sto dicendo e che mi consideri solamente per la mia rappresentazione sessuale. Se mi guardi solo negli occhi penserò di non essere attraente ai tuoi occhi”…

    questa sincera considerazione è l’apoteosi del “cerchiobottismo” femminile, mi permetto di tradurla: “se mi piazzo davanti a te con una scollatura ombelicale che appena copre i capezzoli e mi guardi negli occhi, penso che ti sia gay, se invece mi fissi le tette sei un maschio fallocrate che ragiona con i testicoli”

    consiglio personale, in casi simili guardate un po’ ovunque, anche l’arredamento e poi piazzate lì un destabilizzante: “hai dei capelli stupendi, mi piace molto anche la tua voce”, a questo punto sarà lei a decidere cosa farvi vedere meglio.

    bel post

    TADS

    • Fa Fa

      Grazie!
      In effetti il rischio è proprio quello di sbagliare in ogni caso. Ma se vengo criticato per l’una e l’altra cosa io passo oltre. Amo le donne dotate di senso dell’umorismo.
      E si può parlare di tutto, anche delle tette di una donna, proprio con quella donna. Magari non come primo argomento di discussione.

      • è quella che chiamano “terapia d’urto?” 😉

  17. Insomma un colpo al cerchio e una alla botte…ti descrivo la situazione peggiore per una donna: cammini per strada, davanti a te una ragazza passa davanti ad uno o più uomini, loro fanno finta di ignorarla, immediatamente dopo che la malcapitata li ha superati….zac sguardo al sedere e relativo commento, la cosa peggiore è che hai appena visto quello che ti aspetta nel tuo immediato futuro

    • Fa Fa

      Ecco, magari quella situazione è un po’ più sgradevole. Io sono per un approccio moderato: mentirei se dicessi che non osservo. Ma magari, colleghi uomini, evitiamo fischi e commenti e evitiamo di voltarci platealmente se lei sta camminando in direzione contraria alla nostra.
      Dai, un po’ di stile. 🙂

  18. Tette? Qualcuno ha detto tette?

    In “Altà fedeltà” Laura insegna anche a non restare troppo sorpresi se la tua ex vuole fare sesso in macchina subito dopo la morte di suo padre. Sono cose che servono, nella vita 🙂

    • Fa Fa

      Uno dei film d’animazione più belli degli ultimi anni.
      “Alta Fedeltà” mi ha insegnato molto, in effetti. 🙂
      Scoiattolo!

  19. Credo mi sia successo una sola volta di non fissare un bel decollete.
    La “proprietaria” era una stronza colossale e non volevo darle la soddisfazione di buttar l’occhio sul davanzale. Fu una discreta sofferenza :D.

    • Fa Fa

      Comprendo. Ma immagino sia stata una discreta soddisfazione. 🙂

  20. Al piccolo edera davano la vita di oscar wilde. Non tutta, in verità, un’ora e mezza appena, uno stralcio di vita più corporale che intellettuale. E per corporale intendo davvero corporale. Non fisica, corporale. E considerata l’inclinazione sessuale dello scrittore, la corporalità invadente si alimentava di nudi virili in pose di mimica evidenza, del tipo che si usa al bar, tra i pecoroni avinazzati, quando le intenzioni sono chiare quanto la nebbia in valpadana. Insomma, dopo un’ora di amplessi disimpegnati, l’imbarazzo trovò uno sfogo. Una voce maschile, impastata di coca cola e pop corn, segni evidenti di qualcuno che probabilmente aveva scelto la sala sbagliata, proruppe in un: ma qui sono tutti recchioni! E quasi per magia, saltarono tutti gli altri tappi del conformismo intellettuale, riversando in platea fiumi di risate nervose e contratte che l’atteggiamento snob non permetteva di sfogare.
    Ecco, tu sei come il mangiatore compulsivo di junk Hood, che spiegando a tutti i paraintellettuali maschi, di cultura cattolica e di sinistro orientamento, quanto un culo fosse semplicemente un culo e non una metafora della libertà di espressione, ha spogliato dalle ipocrisie la parola pensata ma religiosamente taciuta.

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