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Snapshot

Vorrei parlare di quella sensazione ben chiara che ho provato qualche giorno fa guardando la foto di una persona e trovandola bella. Questo uomo non è fisicamente più attraente di altri e magari mesi addietro l’avevo trovato anche bruttino. Improvvisamente però da qualche giorno ho la sensazione di avere davanti un’altra foto: guardo l’immagine e mi piace proprio. Mi piace perché lo conosco meglio e sorrido, anche se non sempre con la bocca, alla sensazione che provo quando facciamo qualcosa insieme o l’uno per l’altra.

E’ una sensazione molto simile a quella che credo di aver provato mangiando alcuni cibi che per anni non apprezzavo: improvvisamente ne ho avuto voglia e mi sono piaciuti e ho sentito che mi erano mancati.
E’ una sensazione molto vicina anche a quella che ho in testa adesso mentre scrivo, pensando, in questa luminosa giornata, all’aria fresca dovuta alla pioggia di stanotte, alle foglie verde brillante, alle montagne che si vedono nitide, alle fragole che ci sono sul piattino di vetro appoggiato sulle mie gambe e al vento che sbuffava sotto la mia gonna camminando verso l’auto tre ore fa.

Tra i miei propositi degli ultimi mesi c’è quello di cercare di essere ben cosciente delle mie azioni. Se per le scelte che prendo il ragionamento mi pare sufficientemente ponderato e chiaro, le mie azioni talvolta non seguono scelte dichiarate.
Chissà se mi sono spiegata.
Non voglio in definitiva ritrovarmi più in quella situazione per cui il diploma di laurea l’ho dovuto appendere vicino al letto per prendere coscienza che ero ormai non più una sprovveduta neolaureata ma una professionista, nè ritrovarmi con un uomo senza capire per quale motivo pur soffrendo mi ostino a starci insieme, nè altre cose ora non elencabili.

Così sto pensando che ogni tanto mi devo fermare, anche se non per molto, guardare me, guardarmi intorno e fare una foto, seppur mentale. E ciò non per ricordarmi successivamente di quella situazione, ma per prenderne coscienza adesso.

Credo che continuerò comunque a fare molte cose stupide, perché è nella natura umana, perché accade e basta e perché ho bisogno di leggerezza, ma desidero anche essere ben presente in me, per lo meno finché non mi sarò stancata di questa nuovo atteggiamento nella mia vita.

 Soundtrack: Anna F. – DNA

37 Comments

  1. Mi piace molto questo tipo di consapevolezza, la rivalutazione di sé e delle cose attorno.
    Mi piace l’idea di controllarsi la vista, che non vuol dire essere miope ma solamente stanchi di guardare dallo stesso verso.
    E mi piacciono le fragole. Quando è la stagione. ..
    Un abbraccio che è una brezza! :*

    • rO rO

      Ebbene sì, l’idea c’è già da qualche mese. Oggi ho pensato di scriverne un po’, forse perché mi sono sentita come l’animaletto della foto, mangiando fragole.
      Un abbraccio anche a te e un soffio sotto la tua gonna! 🙂

  2. Anch’io per qualcuno all’inizio ero “passabile” e adesso sono diventato “bello” (è ancora dubbia però la cosa). Anche gli uomini bruttini si sposano. Ma come fate voi donne, più attente di noi alla propria immagine, a prendere il bello che uno ha dentro e vederlo fuori è un mistero affascinante

    • rO rO

      Magari succede anche a voi uomini con noi? Credo poi che non sia un fatto di sesso. E’ come quando vedi una persona a te cara che su Facebook cambia foto. Lei non è bellissima, la foto è quella che è, ma tu hai cara quella persona e la foto ti piace e un like sotto ce lo metti senza proprio pensarci.

  3. Prendere coscienza di se, cambiare l’ottica con cui si guarda a se stessi e al mondo va benissimo (e fa benissimo), ma continua (come dici) a fare “molte cose stupide” perchè… che sarebbe la vita senza un po’ di stupidità?

  4. elinepal elinepal

    Fare cose stupide è nella natura umana. Io per mia natura sono un’impulsiva e sentimentale. e guardare sorridendo una foto so bene cosa vuol dire. Ho anche dovuto però pagare duramente certe scelte “leggere”. La vita non mi ha perdonato

    • seguire il cuore non è solo leggerezza eli… 🙂

      • elinepal elinepal

        Certo, forse non ho spiegato bene il concetto. La leggerezza di cui parlo è il contrario della consapevolezza di se di cui avete scritto così bene te e Ro. Avere presente chi si è, da dove si viene e dove si sta andando comporta anche avere una coerenza nelle azioni, nelle scelte, nei pensieri . Quando si mette in campo questa consapevolezza di se la vita acquista armonia. Al contrario se agiamo in modo impulsivo, non considerando proprio quello che il cuore (che non è solo simbolo di amore ma anche vita , anima) ci suggerisce, allora di può arrivare a momenti molto dolorosi. Non solo in relazione a persone o cose esterne a noi, ma proprio a se stessi. Sono momenti di crisi profonda. Come ogni crisi possono però essere estremanente utili per crescere. (Scusa Ro se ti ho preso tutto questo spazio)

        • rO rO

          (sentiti libera per quanto riguarda lo spazio qui: lo spazio commenti è fatto a posta)
          A me pare di capirti benissimo.

          • elinepal elinepal

            Grazie! Mi fa piacere, condividere pensieri è forse la parte più interessante che ho scoperto aprendo il blog.

  5. Credo sia molto agganciato alla consapevolezza del presente. A volte ci si trova nelle situazioni che hai descritto perché si è troppo proiettati nel futuro o troppo ancorati al passato, scordandosi di vivere il presente. È il presente che conta, perché il tuo presente si poggia sul passato accaduto ed è nel presente che metti le basi per il futuro. Sembra una banalità ma non lo è affatto, e se stai facendo l’esercizio di consapevolezza di cui hai parlato, confido che ti arrivi la profondità dell’affermazione. In ogni caso, è un passo importante, perché dalla consapevolezza è necessario partire per andare ovunque dentro se stessi.

    • rO rO

      Buongiorno. Grazie per il commento. Intendevo proprio quello.

    • Philip K Dick ha scritto un romanzo bellissimo sul tempo e sullo spazio occupato dall’uomo nel tempo, considerando lo spazio non (solo) luogo ma anche) sensazione, E sentimento.. Il titolo è “In senso inverso” e nell’edizione (Fanucci) del duemilauno ogni capitolo è aperto da una citazione cha pare uno squarcio di luce nel buio di un conto alla rovescia. Ne cito solo una, quella che apre il capitolo quattordici: “ma non si è ancora raggiunto il domani e si è già perso lo ieri. E la vita di oggi non è più lunga di quell’attimo fuggevole e transitorio”. Boezio

      Sono in perfetta sintonia con i commenti che mi hanno preceduto. Perchè la vita è un contratto a termine e la natura precaria dovrebbe costringerci a cogliere qualsiasi momento, affinchè non diventi come le rose di Gozzano in Cocotte. Ve le ricordate? “Non amo che le rose che non colsi. Non amo che le coseche potevano essere e non sono state” . Peccato che la prassi (del vivere) prediliga un esercizio di lenta ma inevitabile oscillazione tra passato e futuro, Transitando figgevolmente nel presente,. come lo squarcio di luce di una citazione in apertura di capitolo ancora da leggere.

      • rO rO

        Oh, Cocotte! Che ricordo! 🙂

      • Fa Fa

        Sono in piedi sulla sedia dell’ufficio ed applaudo la citazione di Gozzano.
        La sedia dell’ufficio ha le ruote, peraltro. Si apprezzi il rischio che mi prendo.

        • E’ dall’Attimo Fuggente in poi che le ruote delle sedie sono più piccole e poco scorrevoli. Troppi poeti estinti, Fa. Non possiamo più permetterci ullteriori sprechi di versi e rime.

  6. rO rO

    Il fatto che nessuno dei più di mille iscritti a questo futile blog non mi faccia presente i riferimenti a Snaps e Shot mi preoccupa.

    Skål!

    • Trattengo a stento un belato di disappunto. Non ci arrivo e la colpa non è delle corna. Troppa erba, forse.

      Tuo, belodonte

      • rO rO

        Ci sono delle briciole di pane da seguire eventualmente.

  7. Erre Erre

    Mi piace tantissimo questo post. Il senso, la consapevolezza, e il modo in cui lo dici. Ti abbraccio…

    • rO rO

      Buongiorno! Dai. Non è scritto neanche particolarmente bene. Mi fa piacere che ti sia piaciuto.

      • Erre Erre

        A parte che invece è scritto bene, ma è il senso che mi ha colpito.

      • Erre Erre

        E poi hai rimesso la O maiuscola… bene anche questo, ti caratterizza.

        • rO rO

          Ci mancherebbe solo che i lettori pensassero che magari mi chiamo Roberta! 😉

          • Erre Erre

            Che non sia mai…

          • Io pensavo più a Rosanna in verità

            Comunque Erre ha ragione, i tuoi post fanno lo stesso efffetto del lanciare un sasso nell’acqua. All’inizio fanno un suono sordo, ma poi le onde si propagano sull’acqua e danno piacevoli sensazioni.

            • rO rO

              Questo non me l’aveva mai detto nessuno! Non mi chiamo Rosanna e questa immagine mi suona ridicola e strana. Se tu sapessi chi è Rosanna nella mia famiglia! 🙂

              Per il resto, per un momento avevo letto che i miei post fanno acqua e mi aveva fatto ridere. Dei post come un colapasta o un lavandino che spande: sarebbe divertente, no?

          • Era sarcastica rO, non pensavo di scoperchiare un piccolo vaso di pandora 🙂 Si, lo scolapasta è un oggetto affascinante, cosìì come il setaccio.

            • rO rO

              Certo che era sarcastica! Pure il mio pensare a Rosanna lo era!

              • Qui a forza di allusioni, sarcasmi e rimandi indiretti mi sa che ci finiamo noi nel vaso. Forse dovrei rispolverare Occam: “Bel post rO”. Semplice e chiaro.

                Ciao 😛

                • rO rO

                  Chi sei tu?
                  Sono ORA a pagina 113, leggo “Però mi sono scordato del rasoio di Occam” e mi è preso un colpo.
                  Forse sei solo peggio di me o forse è una banalità come l’acqua calda di cui non conoscevo l’esistenza.

                • Occam non banale, è fondamentale. Per quando ci sono troppe parole e allora serve tornare a capo per ripartire. Più leggeri. E’ una versione diversa del tuo snapshot, se vuoi. Prosit! Ai peggiori allora.

                • rO rO

                  È una simpatica coincidenza.

          • Già.. mi ha fatto sorridere 🙂 A me è successo con “il soggetto è capace e non si applica” ieri sera al bar e tu l’hai scritto nel post sulla pastiera. Ma mi sembrava troppo, uno è credibile due sospetto.

            • rO rO

              Ti consolerà sapere che non amo molto la senape. Tu probabilmente non ami molto … .

            • rO rO

              Ah, che sollievo!

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