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Buchi neri ed infrarOssi

Soundtrack: Francesco Novara – Sountrack for lovers

Ieri ho pensato di far lavare la mia auto.
Mentre aspettavo che due uomini dell’est Europa la rendessero luccicante, sono andata a pagare. Ero alla cassa e stavo tirando fuori i soldi con la mano sinistra dalla tasca davanti dei miei pantaloni verdi, quando mi sono sentita dire: “Ciao! Tu lo sai fare?”. Alle mie spalle c’era un bambino, il figlio del benzinaio, che mi allungava un giochino di plastica in cui, come in un flipper, dovevi far fare un percorso ad una pallina e farla finire dentro un buco. Ho fatto il percorso e il bambino era felice ed era anche molto più bravo di me, perché riusciva a finire il gioco subito e anche ad occhi chiusi, mentre io gli occhi li chiudo quasi e soltanto per dormire. Anche quando bacio qualcuno, ma non mi succede da moltissimo tempo.
La mia auto non era ancora pronta quando il bambino è tornato da me per farmi vedere il suo cannocchiale allungabile. Era un giocattolo anche questo e in realtà le lenti non ingrandivano affatto, erano solamente dei pezzetti di plastica.

Il cannocchiale fu forse creato da un olandese o da un arabo, non certo da Galileo, come alcuni raccontano per il solo fatto che un giorno egli si presentò con il “nuovo artifizio, cavato dalle più recondite speculazioni di prospettiva, il quale conduce gl’oggetti visibili così vicini all’occhio, et così grandi e distinti gli rappresenta, che quello che è distante, v.g., nove miglia, ci apparisce come se fusse lontano un miglio solo: cosa che per ogni negozio et impresa marittima o terrestre può essere di giovamento inestimabile; potendosi in mare in assai maggior lontananza del consueto scopre legni et vele dell’inimico, si che per due hore et più di tempo possiamo prima scoprir lui che egli scuopra noi...

Nell’ottobre del 1604 apparve in Ofiuco una nuova stella e Galileo tenne tre lezioni a riguardo: che cosa significava l’improvvisa comparsa in cielo di questo nuovo astro, più splendente di Venere? Era un presagio di incombenti sventure? Si trattava davvero di una stella o erano vapori ardenti di origine locale? E insomma, qual era la sostanza, il moto, il luogo e la ragione di questa effimera apparizione che lentamente si andava spegnendo? Galileo non poteva rispondere a tutte queste domande, ma ad una sì: concluse che l’oggetto, qualunque ne fosse la natura, doveva essere molto lontano, probabilmente nell’ottava sfera, tra le stelle fisse.

Nessun cannocchiale o telescopio può invece vedere un buco nero, un corpo celeste nato dall’esplosione di una stella, una gigante rossa, in una supernova, in cui lo spazio e il tempo rimangono legati tra di loro. Nella nostra galassia, la Via Lattea, si ritiene che ci sia un enorme e potente buco nero, estremamente denso, di miliardi di volte più grande del Sole. I buchi neri attirano tutto ciò che si avvicina a loro con una forza impressionante e una teoria afferma che inghiottano qualsiasi cosa, distruggendola, scomponendo ogni atomo e la rigettino poi dall’altra parte, nel buco bianco, caratterizzato da uno stato di espansione, che emette cioè materia e nel quale niente può entrare.

I buchi neri intrappolano anche la luce e non possono essere visti come le stelle.
Essi possono essere intuiti: per sospettarne la presenza bisogna guardare con attenzione il cielo e notare i comportamenti anomali di qualche stella, come si è notato per il centro della nostra galassia, che presenta un insieme di stelle che si muovono chiaramente verso un’unica area.
Un’altra difficoltà nell’osservazione di un buco nero è data dal fatto che il cuore della via Lattea è oscurato da una spessa coltrina di polveri e neanche i telescopi più potenti permettono di osservarlo, ma solo qualche onda luminosa, invisibile ai nostri occhi, può riuscire a viaggiare tra le polveri, come gli infrarOssi, che viaggiano a lunghezze d’onda più ampie.

Così alla fine sono andata al mare.
Ho fatto parecchi chilometri, la mia auto è nuovamente sporca e non ho trovato alcun buco nero: m’ha dato buca.

16 Comments

  1. Ho come avuto l’impressione che parlassi del cuore dotato di una porta anche dal retro…
    Ma è domenica mattina con un’ora avanti magari è solo che voglio andare al mare anche io!
    Un bacio grande! :*

    • ro ro

      Parlavo di un sabato pomeriggio, di un uomo, di un ragazzino e di un sacco di cose inspiegabili, come sempre.
      Ma è domenica mattina e magari ho bisogno di un po’ d’aria!
      Un bacio grande a te!

      • 😀 ma tu lo sai…ho una grande immaginazione… non fossi distante ti farei compagnia in mezzo all’aria. Ribacio.

        • ro ro

          Grazie! Ci divertiremmo molto, ne sono sicura!

  2. gianlughino gianlughino

    Leggerti migliora.

    • ro ro

      :*

  3. Ognuno di noi è stato inghiottito almeno una volta da qualcosa che ci ha risputato fuori ricomposti in maniera diversa, a volte cose possiamo solo subire, a volte siamo stati noi stessi il nostro buco nero sui quali ci siamo concentrati troppo fino a collassare. Siamo la propria stella, prima o poi ci spegneremo, possiamo decidere se farlo come supernova o come buco nero.

  4. Non hai trovato il buco nero. Come ricompensa hai sporcato la macchina, hai giocato col bambino, hai riflettuto sul cannocchiale

  5. Mi hai fatto venire in mente Fitzgerald

    “Si scrive di cicatrici guarite, un parallelo comodo della patologia della pelle, ma non esiste una cosa simile nella vita di un individuo. Vi sono ferite aperte, a volte ridotte alle dimensioni di una punta di spillo, ma sempre ferite. I segni della sofferenza sono confrontabili piuttosto con la perdita di un dito o della vista di un occhio. Possiamo non perderli neanche per un minuto all’anno, ma se li perdessimo non ci sarebbe niente da fare.”

    Poi magari non c’entra nulla con la tua metafora, con quello che volevi dire. Però mi è piaciuto. Molto.

    • ro ro

      Sei solo fuori post. Questo commento sarebbe stato opportuno sotto al mio precedente post e sotto diversi altri.

      • E lo chiami poco? E come dire: non hai capito una mazza 😉

        • ro ro

          C’est pas grave.
          Con i post e i blogger accade spesso. Mi includo nel gruppo.

  6. Non c’ho capito niente. Nella metafora, intendo. Il bambino, Galileo e i buchi neri li ho capiti… comunque suppongo che nei buchi neri ci si finisca più o meno casualmente…

    • ro ro

      E qui ti sbagli, perché tu non li vedi e loro ti attraggono con la loro forza potentissima!

  7. Pare che Hawiking si sia ricreduto. I buchi neri non esistono. Qualcosa in realtà esce dal buco, ma non è mai ciò che è entrato. Questione di feedback? poesse. Aspettando la controriforma cosmologica, io mi tengo stretto l’unico concetto romantico di tutta questa storia: l’orizzonte degli eventi. E’ un’espressione così bella e flessibile da essere applicabile a qualsiasi situazione, Amore compreso. Perchè si spiega melgio quel fall in love che uno capisce ma anche no. L’orizzonte degli eventi è l’orlo dell’abisso, il limite oltre il quale tornare indetro non si può, il punto di non ritorno dove l’atto del cadere diventa la più naturale delle esperienze.

    (se oltrepassi il limite, ti spaghetizzi. Ma paradossalmente è anche più facile trattenerti. Questione di ergonomia)

    • ro ro

      🙂

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