Skip to content

Due occhi che sembrano stelle

Quando avevo 15 anni lavoravo in un piccolo supermercato. Era uno dei punti vendita di questa catena piuttosto nota in Italia. Un conoscente era il direttore del personale e si sa come vanno queste cose. Io avevo bisogno di guadagnare due soldi da spendere in birre estive, lui doveva coprire il personale che andava in ferie. Lavoravo lì più o meno giugno, dalla fine della scuola, luglio e metà agosto. Poi usavo quello che rimaneva delle vacanze per sputtanarmi quello che avevo guadagnato. Erano gli anni 90, i primi, e i miei genitori avevano deciso dovesse funzionare così. Io lo trovavo tutto sommato abbastanza ragionevole. Le birre estive sono pur sempre una voce di bilancio da considerare, se sei un adolescente.

Mi occupavo degli scaffali, del carico e scarico della merce e della cassa numero 2. I clienti, in un piccolo supermercato della periferia, sono più o meno sempre gli stessi. La signora dai capelli corti, bianchi come il latte, che mi dicevano vivesse di espedienti, il primo giorno che passò per la mia cassa mi disse di tagliare i capelli. I miei capelli, ora come allora, erano un po’ lunghi. Un lungo che fosse accettabile allora che lavoravo in un supermercato come lo è adesso che indosso una cravatta per andare in ufficio. Ma pur sempre lungo. Mi disse “Tagliati i capelli, che ti nascondo gli occhi. Che sembrano due stelle”. A quei tempi – c’era la lira – il resto si arrotondava alle cinquanta lire. Ergo, da cliente, a volte, rischiavi di rimettercele. Un giorno stavo per arrotondare un resto alla signora per difetto e lei mi disse “metti anche le venti lire tesoro, che per me sono importanti anche quelle”. Conservo un ricordo piuttosto chiaro. Vivace come la signora dai capelli bianchi.

A volta partivo da casa, sfilavo una John Player Special dal pacchetto nero di mia madre, e mi avviavo a prendere l’autobus. Scendevo e camminavo per 10 minuti per raggiungere il supermercato fumando quella unica sigaretta. Impressionante quanto si possa aver da pensare a 15 anni. Il lavoro in supermercato aveva questo pregio: lasciava tempo per pensare. Mentre mettevo la roba sugli scaffali o mentre allineavo i prodotti in modo che tutto sembrasse pieno e ordinato o anche mentre stavo in cassa.

Ora che ne scrivo ricordo un paio di giovani ragazze che venivano a trovarmi. Una era una cliente fissa, veniva con la madre e aveva lunghi capelli neri. Ci scambiavamo lunghi sguardi che rischiavano spesso di farmi fare confusione con il resto. L’altra veniva solo per incrociare me, mi conosceva dalla comune frequentazione del liceo e aveva corti capelli biondi. Qualche mese dopo ci scambiammo qualche bacio in un locale non molto lontano. Uno di quei baci che è più una spunta da mettere, senza alcun investimento, senza particolare passione. Probabilmente io piacevo a lei molto più di quanto lei piacesse  a me. Per una volta, concedetemelo, la situazione era questa. Credo di non averla mai più incontrata una situazione del genere.

E’ sempre successo il contrario. E sono certo continuerebbe ad essere così anche ora.

Soundtrack: Snow Patrol – This Isn’t Everything You Are

17 Comments

  1. Ricordi di gioventù ma pur sempre ricordi. Chi non ha fatto laveretti estivi per arrotondare le entrate settimanali?
    Ma più che altro sono belle e delicatri i ricordi di quegli sguardi che volevano dire tutto o niente e ci lasciava a fantasticare su.

    • Fa Fa

      Sì, erano sguardi ai quali non avevo quasi più pensato. Scrivendoci su mi son tornati alla mente. Sono ricordi che metto fra quelli belli, piacevoli.

  2. Avevi il camice o una maglietta degli ironmaiden? (cosa me ne frega? non lo so, sarà l’ora tarda)

    • Fa Fa

      Indossavo il camice. Ma sotto forse avevo la maglietta. 🙂

  3. ro ro

    Stavi pensando di farti un codino a mezza testa anche tu, vero?

    • Fa Fa

      Ro, io avevo buon gusto anche a 15 anni. Oltre che due splendide orecchie. Che ho ancora. Niente codini. 🙂

  4. duepassietorno duepassietorno

    anch’io ho iniziato a lavorare come cameriera in terza media per pagarmi i primi viaggi in Inghilterra. lavoravo in una pizzeria vicino casa e per me era un modo anche per uscire visto che dopo il lavoro si andava sempre a mangiare le bombe lungomare (una istituzione d’estate dalle mie parti) e invece i miei a quell’ora, da sola, certo non mi avrebbero mandata… che adolescenza difficile la mia, in effetti se ci penso 🙂

    A

    • Fa Fa

      Il barista l’ho fatto all’università. Ma da me non c’era questa splendida usanza di andare a mangiare le bombe. 🙂

      • duepassietorno duepassietorno

        ehi nulla di illegale! (sono davvero troppo ingenua e rimbambita per certe cose) 🙂
        ma se nasci in un posto di mare, le bombe calde dopo le due di notte sono un must!
        buon sabato… e pure oggi sono in ritardissimo!
        ciao

        • Fa Fa

          Corri! Sì, non avevo pensato a qualcosa di illegale. Anche se, a pensarci, poteva essere una storia affascinante. 🙂

  5. Io ero fortunata .facevo la hostess nei congressi medici.ricordo le calze a compressione graduata per resistere in piedi tutto il santo giorno gli hotel di lusso la cultura rubata a menti notevoli le dormite infinite appena tornavi a casa…già ..buon sabato cara !

    • Fa Fa

      Fortunata tu. Anche se posso immaginare che non fosse semplice stare in piedi tutto il giorno. Mi piacciono gli hotel di lusso.
      Uh, dimenticavo. Post scritto da me, che poi sarei Fa, quello dei quattro con un po’ di peluria in faccia. L’uomo, insomma. Buon sabato anche a te!

      • Scusa fa 🙂 sai ogni tanto vi confondo! …ps…per quanto riguarda la peluria in faccia non mi addentrerei troppo… 😀 !

        • Fa Fa

          Nessun problema! È capitato molte volte. La peluria è solo un po’ di barba incolta, ma è sempre meglio non addentrarsi!

  6. Daphne871 Daphne871

    Belli i momenti in cui ti tornano in menti ricordi che sembrano usciti da un film ma che invece hanno fatto parte davvero della propria vita!

    • Fa Fa

      Giuro che alcune cose mi sobo tornate alla mente mentre ne scrivevo. Davvero bei tempi. 🙂

Rispondi

Scroll Up
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: