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Lo stallo alla messicana

Lo stallo alla messicana è quella classica situazione nella quale due o più persone puntano rispettivamente l’arma verso l’altro o gli altri in modo che nessuno possa sparare senza essere colpito a sua volta. Moltissimi film e moltissimi registi  – Quentin Tarantino ne è un discreto appassionato – hanno utilizzato lo stallo alla messicana dai tempi dei western di Sergio Leone in poi. A me non è mai capitato di prendere in mano una pistola, da ragazzino mi sentivo in colpa anche solo ad utilizzare la fionda, per cui non sono mai stato coinvolto in un mexican standoff.

A pensarci bene, invece, ci sono capitato dentro diverse volte. Perché è una situazione piuttosto comune nei rapporti con altre persone. Semplificando, possiamo dire che si tratta di situazioni in cui nessuno vuole fare un passo indietro o un passo avanti, come volete. Diciamo che abbiamo questa enorme arma metaforica puntata e nessuno la vuole abbassare. Succede continuamente. Succede in ufficio, succede nella vita di tutti i giorni. A volte, succede fra amici.

Se io non faccio un passo verso di te, non abbasso la pistola, o tu non fai un passo verso di me, non abbassi il fucile, rimarremo bloccati per giorni.

Finisce, dopo settimane che ti rifiuti di abbassare l’arma, che ti dimentichi del perché stavi minacciando qualcuno con quell’arma. Finisce che ti chiedi: resteremo qui in eterno?

Io ho sempre abbassato l’arma per primo. Sono fatto così. La cosa può essere vista in due modi. Primo: sono un debole. Uno che non regge la minaccia dell’altro e decide di mollare. Hai vinto tu, fai di me quello che vuoi. Secondo: sono molto più ragionevole e meno orgoglioso dell’altro. Vogliamo la stessa cosa, probabilmente. Parliamone.

Ecco. Sul parlare tendo ad essere molto disponibile. Mi piace farlo, anche se sono più bravo ad ascoltare, e credo sia il modo giusto per affrontare le cose. Soprattutto quando ci si trova in uno stallo alla messicana. Lo stallo può anche essere risolto da un intervento esterno. Arriva un terzo, dà due sberle ai due idioti che si guardano in cagnesco, e la cosa si risolve con dell’alcol. Le due sberle sono importanti, in questo caso. Anche l’alcol, a pensarci.

Va bene, finirà che abbasserò la pistola io, anche stavolta.

E se poi quello spara?

Soundtrack: Iron Maiden – Afraid to shoot strangers

50 Comments

  1. Se spara ti uccide e tu muori, ma imbriaco è meglio.

    • Fa Fa

      Mi piace molto il tuo punto di vista. 🙂

  2. il mexican stand off è una situazione psicologica davvero interessante, perfetta per comprendere le proprie reazioni alle situazioni di stress 🙂

    • Fa Fa

      Già. Solo che non è proprio divertente. Io preferisco evitarlo, lo stress, se posso. 🙂

      • Ahahha potendo certo. Ma ogni tanto capita 🙂

  3. stallo alla messicana… interessante…. ci sono dentro da più di un anno e nn ho ancora risolto.. non so come risolvere…

    • Fa Fa

      Spara. O abbassa quella pistola. Altrimenti qualcuno rischia di farsi più male ancora…

      • un misero tentativo l’avevo fatto…. sai… un whatsup con cui fai gli auguri e ti senti rispondere “chi sei?”…. mi sa che quella persona aveva già eliminato la mia faccia pure dal cellulare…

        • Fa Fa

          Elenuccia, mi spiace, ma pare che quello abbia già fatto la sua mossa. Voltiamo pagina, forse è meglio.

          • Immagino tu abbia ragione. ….. senti sulla vostra paginetta fb ho posto una domanda tecnica. . Se tu sapessi rispondere sarebbe grandioso…
            Io nn te l ho chiesto ma la controparte del tuo stallo chi è? ??

            • Fa Fa

              Uh. La pagina è territorio d’altri, principalmente. Adesso verifico e ti faccio sapere. Il mio stallo? Il mio migliore amico.

              • il mio stallo era la mia migliore amica.. ma mi sa che, cm dici tu, me la sn giocata… e tutto senza parole… il silenzio è stata la causa… e altre cose che hanno portato a quel silenzio…

                *sospiro di sconforto*

                • Fa Fa

                  Io queste cose non le capisco. Come si può restare a guardare senza decidere che è forse il caso di parlarne? Magari per poi decidere che è il momento di interrompere un rapporto, voglio dire. Ma stare a guardare? Lo trovo stupido. La tua amica è stata ottusa, secondo me.

                • .. o forse non eravamo amiche abbastanza. .

  4. 21 21

    True Romance insegna che se sei bravo a svignartela e a lasciare che gli altri si sparino addosso, al massimo te ne esci senza un occhio. Good deal.

    • Fa Fa

      Ma bisogna essere in tanti. Se siamo in due e io provo a svignarmela, tu mi spari alle spalle. 🙂

      • 21 21

        In quel caso, il calcio nelle palle (o anche meglio, la sparata alle palle, come insegna 21 Jump street) è la via.

        • ro ro

          E’ la stessa cosa che ho detto a Fa anche io qualche sera fa: il calcio basso o sul naso hanno sempre il loro perché.

        • Fa Fa

          La prossima che ci vediamo salto i convenevoli e parto con una testata sul naso. Così. 🙂

          • 21 21

            Sono di Bari e non mi freghi mica eh! 😀 Il motto di Bari è “c ammen apprim, ammen du vold” (trad: who hits first hits twice) 😀

            • Fa Fa

              Questo motto ha molto senso. 🙂

              • 21 21

                Forse è il modo migliore per risolvere uno stallo alla messicana.

  5. ro ro

    A supporting actor is an actor who performs a role in a play or film below that of a lead role, and above that of a bit parts. These range from minor roles to principal players and are often pivotal or vital to the story as in a best friend, love interest, ‘sidekick’ (such as Robin in the Batman series) or ‘antagonist’ (such as the villain). A supporting actor should usually not upstage the starring or main actor/actress.

    Bisogna capire se nel film sei tu l’attore protagonista e regista e quindi stai duellando, ma il finale l’hai già deciso. Nella trama già proiettata abbiamo forse già degli indizi per capirlo?
    Pare un film drammatico, non una storia d’amore, vero?

    • Fa Fa

      Una storia, direi. Non un dramma. Il finale non è mai scritto. E io qua sono un non protagonista. Non certo il regista. 🙂

      • ro ro

        Perché i due hanno la pistola? Non capisco.
        Uno dei due ha fatto qualcosa di male? Si stanno affrontando per impossessarsi di qualcosa? Uno dei due è uno zombie? E come fai a dire che non sei il protagonista? Chi è nella vita di chi?
        ( n.d.r. si capisce che un’ora con Franca – cioè Antonietta 2 – mi ha snervata? )

        • Fa Fa

          No, no. Nessuma pistola. Nessuno ha fatto niente di male. Nessuno deve conquistare niente. Zombi? Credo di no ma non si può mai dire. Questi non morti sono subdoli. Il protagonista? Come si fa a stabilire chi è il protagonista? Io lo sono della mia vita. L’altro lo è della sua. Fosse un film io sarei il coprotagonista. Sai che non amo le luci della ribalta. Sono un tipo da ultima fila, ai convegni. 🙂

          Mi dovresti raccontare di Franca. Dovresti proprio. Non è un buon segno che ti abbia snervata al primo incontro. Non iniziamo bene.

          • ro ro

            Il mio HTC è morto ieri sera. Morale: non avevi una mia richiesta di amicizia pendente su wechat?
            Franca ha una compartecipazione in un’azienda agricola… vacche e tori. E’ molto praticante, è gentile e ha un figlio che si chiama Enrico di ventitre anni.

            • Fa Fa

              Le richieste di amicizia io le ho accettate tutte. Certo, se non usassi dei nomi di fantasia sarebbe più facile. 🙂

  6. Scribacchina Scribacchina

    Io ce l’ho una pistola: è finta e non spara, ma in un certo senso è anche vera perché arriva da uno dei set di Sergio Leone. Ha un’unica maledizione: mantiene il proprietario in una perenne situazione di mexican standoff. Un giorno mi deciderò a buttarla nell’Adda – in fondo è sempre una questione di libero arbitrio 🙂

    Vado a farmi un caffè, che è meglio! Buona domenica 🙂

    • Fa Fa

      Il problema è che i liberi arbitrii sono più di uno. È viene sempre fuori un casino. 😉
      Per questo io sono per sedersi e risolvere la cosa davanti ad una birra.

  7. Sopravvissuta a due anni e mezzo di stallo. E io queste cose le odio, sono per il “se ci vogliamo bene fanculo tutto”. Vivo le relazioni (di qualunque tipo) secondo la regola che se ci si vuole MOLTO bene si possono capire i propri sbagli e, senza nemmeno bisogno di scusarsi, andare avanti. E pensando che, se l’altro ha sbagliato, è pur sempre un errore umano, non intenzionale e che saprà migliorarsi.
    Ma probabilmente vivo in un mondo fatato nella mia testa del “siamo tutti buoni”.
    Sto divagando.
    Come ne sono uscita? Parlando, prima di abbassare il fucile. “Se vuoi possiamo fare un passo avanti, o indietro, io sono pronta a venirti incontro ad armi scariche. Decidi tu”.

    Mi è andata bene. Per questa volta.

    • Fa Fa

      Completamente d’accordo. Sono per il dialogo. Vivo nello stesso tuo mondo fatato. 🙂

  8. Molto più utile non stare nello stallo perché è parlando che i colpi partono davvero! Buona domenica 😀

    • Fa Fa

      Certo, potendo evitate si evita. Ma non sempre è possibile. E poi, dai, nonostante tutto è meglio prendersi i colpi che partono nel parlarne. Ne dovrebbe derivate almeno la consapevolezza reciproca.

  9. Di solito resto in stallo tanto ho imparato che nulla e nessuno rimane uguale …perciò ciao !

    • Fa Fa

      A ognuno le proprie esperienze e le proprie controdeduzioni.

  10. I miei modi per risolvere uno stallo:

    1. “Oh ma che sei scema, vuoi farti sparare? Dove vai? Non mi dare le spalle! Guarda che la pistola te la tiro dietro!”

    2. “Vedi ho posato la pistola, posala pure tu… come no? Dici che devo stare alla larga, riprendere la pistola e spararci contro? Vuoi la violenza? ok…”

    3. Dopo due giorni di stallo “Dove sono finite le pistole?”

    • Fa Fa

      Mi pare che in questo modo dire che la questione sia risolta è un eufemismo. Ma se non ci sono alternative…

      • Lei spara le sue motivazioni, io ricambio con le mie, non sempre uno dei due vince, ma che vuoi farci? Le sfumature di grigio sono più di 50 e molte sono fuori dallo spettro visivo umano (e se ti stai chiedendo cosa vuol dire ti faccio un esempio pratico, io dico bianco, tu dici nero, la risposta è giusta è grigio, prima o poi te ne rendi conto. Se invece io dico grigio topo e tu rispondi grigio chiaro ma la risposta è un qualche grigio non ben definito o t’arrendi al fatto che non a tutto c’è una soluzione definitiva o dallo stallo non esci più

  11. Mystral Mystral

    Faccio la dura ma alla fine abbasso l’arma e cerco di chiarire. Le cose in sospeso non mi piacciono, lasciano dubbi e rischiano di rovinare tutto.
    Oh! se poi l’altro/a è de coccio riprendo la pistola e le sparo su un piede 😀

    • Fa Fa

      Ecco, la soluzione mi piace. Non uccide. Ma ferisce a sufficienza. 🙂

  12. Sarebbe peggio fare come il buon Tuco del “Buono il brutto il cattivo”, tenere alta la tensione per tutto il tempo, e poi sparare convinto di avere un’arma, quando in realtà sei proprio senza proiettili! Se mi vedo in un triello, ecco, mi vedo così!

    • Fa Fa

      Hai proprio ragione. Probabilmente in questo momento non ho assolutamente nulla in mano. Nessuna arma contro chi mi sta di fronte. 🙂

      • Bachelorette Bachelorette

        Magari è un telefonino!!

        • Fa Fa

          Neanche quello. Era una mano in tasca con il dito puntato.Un bluff.

          • Bachelorette Bachelorette

            Una pistoletta insomma… Burlone!

  13. Gli auguri te li faccio qua!
    Buon compleanno e fatti portare il brodo di pollo da Ro! 😀

    • Fa Fa

      Grazie! Ro in effetti è passata a portarmi uno splendido regalo, ma niente brodo di pollo. 🙁
      Lo chiederò per la prossima visita. 🙂

  14. Io invece mi sa che sto giro sparo per primo.

    • Fa Fa

      Non è mai sbagliato. Ma poi non lamentarti se resti solo. Gli hai sparato tu. 🙂

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