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I baci ai concerti delle Indie Rock Band

Qualche giorno fa sono ritornato in un locale storico delle mie zone che frequentavo moltissimo quando ero un po’ più giovane. A quelle quattro mura io voglio un gran bene. Ci ho sentito Mark Lanegan, i Gomez, forse anche i Sodastream. Ci ho visto gli Afterhours più volte, ci ho visto i Modena City Ramblers a 18 anni – in seconda fila a pogare che se lo facessi adesso non basterebbe un tubetto di Voltaren – e ci ho visto anche The Vaccines, non moltissimo tempo fa.

Suona una Indie Rock Electric Alternative Rock (l’ho già detto?) Band. Per farla breve: suona questo gruppo rock formato da quattro giovani laureandi. A me loro piacciono parecchio. Per avere poco più di vent’anni stanno messi piuttosto male, ad ascoltare i testi delle canzoni. Ma preferisco che mi parlino delle loro sfighe, piuttosto che mi raccontino di quanto sia bello l’amore. I miei vent’anni, in fin dei conti, sono stati piuttosto densi di crisi esistenziali e sguardi persi nel vuoto. La mia età – non sono più un universitario da troppo tempo – mi consente di ascoltare questi racconti con un po’ di nostalgia ma anche con la consapevolezza che si cresce. E crescendo le cose cambiano in meglio. Almeno è quello che è successo a me.

Io e l’amico che mi accompagna ci poniamo sulla destra del palco, prendiamo da bere e aspettiamo l’inizio del concerto. Il locale è pieno, l’età media bassa. Io mi guardo intorno e incrocio lo sguardo di qualche collega che condivide con me una laurea presa molti anni fa e un probabile lavoro a tempo indeterminato. Segni d’intesa, non sono solo. Loro però, gli studenti, sono molti di più. Fa niente, mi godo il concerto. Al mio fianco un ragazzo giovane e molto alto tiene le mani addosso ad una ragazza giovane anche lei ma piuttosto bassa. Le tiene le mani addosso e cerca di baciarla, abbassandosi in maniera poco naturale vista la differenza di altezza. All’inizio mi chiedo se si siano appena conosciuti. Poi capisco che sono una coppia.

Si baciano molto a lungo. Lui ci mette trasporto. Lei è un po’ più composta, forse un po’ imbarazzata. Si baciano. Quando inizia il concerto mi faccio distrarre da quello. Ma loro non si fanno fregare e continuano a limonare durissimo. Ad un certo punto spariscono e io penso maliziosamente che non abbiano potuto resistere alla passione. Pochi minuti dopo sento un gomito sulla mia schiena. Il limonatore folle è tornato. Il suo braccio attorno al collo dell’amata urta contro la mia schiena. Lui non se ne rende conto, tanto è concentrato. Mi fanno tenerezza, anche se mi giro e gli faccio capire con buonissime maniere che il gomito sulla schiena delle persone è meglio di no. ‘Chè finché sono io – un pacifista non violento – va tutto bene, ma se trovi i Nazisti dell’Illinois, per dire, sono cazzi. Credo che una attività così intensa metterebbe a dura prova qualsiasi mandibola, qualsiasi lingua. Ma è sempre questione di allenamento.

Il concerto passa veloce. Un’ora e mezza tirata, divertente. Il cantante si lancia sul pubblico mentre canta l’ultima strofa dell’ultima canzone, con il microfono in mano. Canta a pancia in su sostenuto dai colleghi universitari che hanno pagato i 10 euro per vederlo cantare. E allora io penso a tutti gli artisti con carriere ben più lunghe e con quella grassissima considerazione di sé che tanto odio che non hanno mai potuto lanciarsi sul proprio pubblico per paura di non trovare appoggio. E ci metto quella fetta di invidia che riservo sempre a 22enni che vivono facendo quello che sognavo di fare io alla loro età, in quel periodo in cui suonavamo in quella mansarda abbandonata, con il pavimento arancione e un divano di seconda mano. Senza dimenticare le Moretti da 66.

Soundtrack: Lo Stato Sociale – Mi sono rotto il cazzo

46 Comments

  1. le moretti da 66… le fanno ancora, ma io continuo a preferire le peroni da 66, ho gusti poco fini

    • Fa Fa

      Ti assicuro che la Moretti da 66 non rientra esattamente nel mio concetto di “fine”. Ma costava il giusto, a noi piaceva, durava abbastanza. 🙂

        • Fa Fa

          In tutte le scuole c’è un tipo losco che vende alcol e tabacco. Oggi gli arriverebbe perlomeno una verifica dell’Agenzia delle Entrate.

          • mi sono espresso male, il tipo losco era un esercizio pubblico del tipo “sala giochi” aveva i flipper, i biliardi, i tipi loschi in fondo che giocavano a carte sul tavolo verde… Un posto chic in pratica, e poi aveva la licenza per vendere alcolici e forse tabacchi, dico forse perché le sigarette sfuse non si potevano vendere negli anni ’90!

            Il tipo era lontano dalle scuole (credo abbia chiuso), noi ci andavamo il sabato sera, prendevamo una birra a testa, ci sedevamo sulla panchina del parco pubblico e guardavamo le stelle facendo a gara a chi la sparava più grossa, di solito vincevo io, anche perché gli altri non partecipavano…

        • Fa Fa

          Da me il tipo losco era un compagno di classe. L’hanno arrestato per spaccio qualche anno più tardi. Cercò di vendere sigarette di contrabbando al nostro professore di italiano. Gente per bene.

          • Gente in gamba che mancherà al panorama economico italiano, gente che si sarebbe fatta da sé

        • Fa Fa

          E non poche volte.

  2. ro ro

    Non l’avevo mai sentita. C’è della poesia in questa canzone. Esprime il mio pensiero delle mattine ( due su tre ultimamente ) in cui vengo svegliata dal bambino del piano di sopra. Certo, ci sono alcune ripetizioni nei testi, ma enfatizzano il sentimento.
    E chi di noi non ha mai desiderato nella vita di fare il benzinaio?
    “… che se vince la sinistra, vince la droga, e mai che mi invitino ad un festino….”
    E’ effettivamente una canzone giovane e molto divertente, ottima al sabato mattina alle 7,40 e fuori c’è la nebbia.
    Quasi quasi la riascolto.

    • Fa Fa

      Tu ti svegli troppo presto. Per colpa del bambino del piano di sopra, certo. Sempre troppo presto. Peccato non si possa cambiare casa per così poco. O forse sì.
      “che cazzo faccio di qui fino alla pensione che poi mica me la danno e comunque …non avevo le carte”.
      Io la poesia ce la vedo. 🙂

      • ro ro

        Sto vedendo se un tipo mi sposa, così cambio casa. Ah, sono tornata a letto. Poesia.

        • Fa Fa

          Hai fatto bene a tornare a letto. Il sabato mattina è fatto per questo.

  3. duepassietorno duepassietorno

    ricordi malinconici di un’ età che adesso sembra bella ma che quando ci stavi dentro non lo era poi mica così tanto…che pensi ah se potessi rifarlo col cervello di adesso, come sarebbe diverso… ma poi non è vero, sarebbe la stessa identica cosa. sicuro.
    davvero bel post.
    A

    • Fa Fa

      Ciao A!
      Io non ci tornerei ai miei vent’anni. Davvero. Perché li ricordo bene e ne ricordo gli aspetti positivi ma anche quelli negativi. E preferisco la mia vita di adesso.
      A vent’anni si hanno troppe responsabilità. :))
      Io invidio solo il tour fra amici a suonare in tutta Italia. Lo stage diving e la musica che ti mantiene. Ma erano sogni del me ventenne. Adesso sogno altro.

      • duepassietorno duepassietorno

        fondamentalmente neppure io tornerei a vent’anni (erano faticosi, eccome!) e che li vivrei con una testa diversa è solo un’illusione… visto che ci sto vivendo pure i trent’anni con la stessa testa… grrrrr!!!

  4. Guardo pure io i ventenni pensando cn invidia che loro fanno quello che avrei voluto fare io… nel senso più ampio di godersi i propri anni xe nn tornano più. ….

    • Fa Fa

      Capisco. E qualche piccolo rimpianto forse ce l’ho. Ma non molto. Ho fatto le scelte giuste al momento giusto, credo.
      O forse no. E se avessi fatto scelte diverse? Non sarei qui ma in un altro posto. Con altre persone attorno. Felice in maniera diversa o del tutto infelice.
      Sliding doors. 🙂

      • ro ro

        Non ti vedo tanto bene biondo…

        • Fa Fa

          Dici?
          Non pensavo al film in sé, che non ho mai visto.
          Pensavo al concetto delle porte.
          E se diventassi una enorme citazione Verghiana e mi facessi rosso?
          Verresti lo stesso a bere dell’alcol con me e la Vale o ti vergogneresti?

          • ro ro

            Secondo me con il tuo incarnato staresti meglio con un colore freddo. Parlando di rosso poi, parliamo di un rosso Valentino ( tipo bandana Zapatista ) oppure di un quasi viola, tipo il mio smalto da unghie dell’altra sera, che tu sai come è stato definito dal noto critico che sedeva al nostro tavolo?
            Il film dovresti guardarlo. Ormai è preistoria ma è come non aver letto Camus e lei, Gwyneth, a metà film ha un’acconciatura che ho copiato per anni quando ero bionda e come me migliaia di donne.

        • Fa Fa

          Io avevo già cancellato il commento sul tuo smalto. Il film lo guarderò. Se un giorno tu dovessi tornare bionda io andrei in analisi, sappilo.

          • ro ro

            Rassegnati. Farai la felicità di qualche psicoterapeuta.
            E’ previsto che io un giorno mi sposi, abbandoni il mio fisico a se stesso e mi tinga bionda. Possibile che non è mai capito di parlare di come vedo il mio futuro a cinquant’anni?

            • Fa Fa

              Se lo vedi così sarà così.
              Ma se lo farai a cinquant’anni avrò il tempo di abituarmi all’idea. Manca ancora un’eternità. L’importante è che tu non lo faccia domani.

              • ro ro

                No, no. Il mio desiderio attuale è intorno al blu, ma non si può fare. Oh, esco. Tu che fai?

                • Fa Fa

                  Io mi butto a fare le pulizie. Aspirapolvere, come prima cosa. 🙂

                • ro ro

                  Domani viene a fare un sopralluogo una Antonietta 2.
                  Cia’. Che la forza sia con te!

                • Fa Fa

                  Speriamo sia quella giusta.
                  E se passassi al lato oscuro? 🙂
                  Cia’.

      • Magari si potesse vedere cm sarebbe andata… dov è che ho fatto il vero errore da cui è derivato tutto questo. .

        • Fa Fa

          Io sono ragionevolmente certo che rifarei tutti gli errori che ho già commesso. Ma mi pare che possa andare bene così.

          • No no, tante cose le farei diversamente xe cm le ho fatte nn mi ha dato chissà che risultati. .

  5. Purtroppo (o per fortuna?) io non sono tollerante come te.
    La gente che limona duro ai concerti deve morire male, per quanto mi riguarda.
    Se volete un sottofondo alle vostre effusioni, aprite youtube e statevene a casa, cazzo.

    Sì, sono vecchia.

    • Fa Fa

      Credimi: se a Giugno, al concerto degli Arcade Fire, mi trovo davanti due ventenni che limonano duro per tutto il concerto probabilmente diventerò violento. La tolleranza, questa volta, deriva dal fatto che era un concerto più per loro che per me.
      Non per questo non mi infastidivano le gomitate sulla schiena..

  6. Bell’articolo e bella soundtrack. E’ vero comunque, anche se i gruppi “debuttanti” spesso deludono per la loro troppa ingenuità e il rifarsi magari a band ben più grandi di loro, riescono comunque a creare una bella atmosfera.
    PS il lanciarsi dal palco sulla folla è anche un mio sogno, anche se non so suonare nemmeno il triangolo 😀

    • Fa Fa

      Puoi sempre cantare. Sono i front man che si lanciano. Anche perché lanciarsi con la chitarra diventerebbe pericoloso. 🙂
      Tutta questione di personalità. Ci sono persone che ne hanno e persone che non ne hanno. Lo stesso per le band, giovani o meno.
      Grazie!

  7. roceresale roceresale

    Grandissimo, dal titolo in giù

    • Fa Fa

      Grazie! 🙂

  8. Ottimo resoconto di una serata diversa tra band e gomiti nella schiena, tra baci e Moretti da 66.
    Appassionato di rock, a quanto pare.

    • Fa Fa

      Molto appassionato. Se poi al rock sommi la Moretti… 🙂

  9. Bachelorette Bachelorette

    Ora, non per far polemica, ma non mi potevi chiamare e venivo anche io?

    • Fa Fa

      Pensavo non avessi una grande passione per l’Indie Rock italiano. Tu sei quella internazionale. 🙂

  10. […] farovale, “I baci ai concerti delle Indie Rock Band”: Si baciano molto a lungo. Lui ci mette trasporto. Lei è un po’ più composta, forse un po’ imbarazzata. Si baciano. Quando inizia il concerto mi faccio distrarre da quello. Ma loro non si fanno fregare e continuano a limonare durissimo. Ad un certo punto spariscono e io penso maliziosamente che non abbiano potuto resistere alla passione. Pochi minuti dopo sento un gomito sulla mia schiena. Il limonatore folle è tornato. Il suo braccio attorno al collo dell’amata urta contro la mia schiena. Lui non se ne rende conto, tanto è concentrato. […]

  11. Lavoro in un locale simile e mi capitano spesso sia i limonatori incalliti sia gli stage divers, spesso con gonfiabili da spiaggia. E’ bello sentirsi parte di serate così, forse perchè ciascuno fa ciò che sognava di fare anche se qualcuno ci ha messo 10 anni in più degli altri.

    • Fa Fa

      A me pare sempre un gran bel lavoro, quello che fai tu. Ma i lavori degli altri sembrano sempre più belli del tuo. 🙂

      • E’ un gran bel lavoro, ma a volte invidio la regolarità di chi ha un posto di lavoro fisso. Se vuoi far cambio ogni tanto per me non c’è problema 🙂

  12. Lo stato sociale, lo immaginavo. Divertenti dal vivo, davvero divertenti!!!

    • Fa Fa

      Ah! In realtà la indie band non era Lo Stato Sociale, che ancora non ho visto ma che spero di vedere presto, ma un’altra di quelle. Giovani e simpatiche.

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