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Cui prodest scelus, is fecit

Ad un giorno dall’approvazione da parte del Governo italiano del Job Act e delle riforme che troveranno i miliardi per favorire economia e disoccupazione, fortemente voluti dal presidente del Consiglio, non riesco a non pensare ad alcune questioni strettamente personali.

Nonostante l’ammollo in piscina di ieri, che ricordo ancora per lo stato febbrile in cui mi trovo oggi, il mio rilassamento è stato minato dalle telefonate del mio capo, a cui tuttavia non ho risposto, in quanto non ho sentito il richiamo.Le questioni personali a cui mi riferisco riguardano il fatto che sono una giovane donna, che non appoggia con particolare forza le posizioni femministe, e che, visti i comprovati fatti, svolge un lavoro per il quale non ha un riconoscimento formale e solo parzialmente economico.

In Italia non esiste la parità dei sessi e senza dilungarmi sul perché dello status quo, vorrei rispondere a chi su Twitter ha scritto che il Governo sta decidendo se in parlamento devono andare i migliori oppure se i parlamentari devono rappresentare la società, che è fatta anche di scarponi. Spero che ci fosse dell’ironia, perché il presupposto è, ahimè, errato, in quanto non esiste alcun filtro per gli imbecilli e quelli potranno essere sia uomini che donne. E’ vero invece che esistono forti pregiudizi ancora nei confronti delle donne e che se chi governa non ha una rappresentanza femminile lo farà con soluzioni di parte. “Ma poi il partito ha promesso che inserirà il cinquanta per cento di donne!” Seh, nun te fidà! Che è come tuo fratello che su Facebook ha la foto da sorridente e pulito bancario, ma poi nella vita ha un barbone da hipster che lo potresti scambiare con il cantante degli Eels al punto da chiedergli un autografo.

E vorrei accennare anche ad una seconda questione che mi sta a cuore e che credo sia una piaga in Italia: i pensionati che vengono riallocati come consulenti.
E quanti saranno mai? Tanti. Tantissimi.
Ecco, io vorrei suggerire al nostro nuovo Governo di valutare una disposizione di legge che consideri che almeno gli ex dipendenti pubblici, che già godono di pensione, non possano essere riallocati, nel pubblico o nel privato, mantenendo integro tale salario.
Perché succede e spesso che, complici amicizie generate negli anni, uomini – normalmente lo sono – ultra sessantenni, vengano nuovamente chiamati a fare da consulenti in quanto “persone di fiducia”. Succede anche che ovviamente non ci vanno a gratis, anzi.
E cosa c’è di male se sono bravi? C’è che siamo un paese in crisi, con persone giovani e altrettanto brave che hanno lavori precari.
Tra l’altro capita poi che questi consulenti non sempre siano particolarmente illuminati, capita che siano completamente fuori dal mondo, vista la loro età, su tutto quello che è attuale, moderno, informatico e capita anche che alla loro età abbiano bisogno pure di assistenti, quando invece una persona più giovane risulterebbe più efficiente, se non addirittura più economica.
Per questo motivo ritengo che in Italia ci sia bisogno di leggi che favoriscano ciò che il buon senso direbbe, se non fosse stato mangiato dal “cui prodest?”.
Del senso civico che manca, scriverò forse in futuro.

Cui prodest scelus, is fecit” deriva dalle parole pronunciate da Medea nell’omonima tragedia di Seneca, non quella di Euripide, che eventualmente avrebbe scritto in greco. “Colui al quale il crimine porta vantaggi, egli l’ha compiuto”.

Audio video: Lo smemorato di Cologno

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La tragedia di Medea in sintesi:
Pelia, re di Iolco, per paura di perdere il trono per opera di suo nipote Giasone, gli affida un’impresa rischiosa con la speranza che egli possa rimanere ucciso: recuperare, insieme agli Argonauti e con la nave Argo, il vello dʼoro, una pelle di montone protetta da un drago. Giasone deve riuscire a superare una serie di prove impossibili. Lo aiuta Medea, una maga, innamorata di lui. Il padre di lei, re Eete, custode del vello, insegue i fuggitivi Giasone e Medea. Lei allora uccide suo fratello Absirto, facendolo a pezzi e gettandoli a mare e così facendo il padre è costretto a rallentare per raccogliere i resti del figlio. Ma Giasone si innamora di un’altra donna e Medea, furiosa e impazzita, capisce che non cʼè possibilita per lei di riconquistare Giasone e medita di uccidere la concubina e per vendicarsi ancora e, infine, uccide i suoi due figli, generati con Giasone.

Medea, di Anthony Frederick Augustus Sandys
Medea, di Anthony Frederick Augustus Sandys

 

Ps. Questo post è stato scritto poco prima dell’uscita di una circolare che dà indicazioni precise sull’attuazione e l’interpretazione dell’articolo 6 del dl 90 del 2014. Deo gratia! Di è stabilito che i pensionati pubblici non possono essere assunti a pagamento come consulenti in altre amministrazioni pubbliche. Per entrare a regime la legge ha necessitato di qualche tempo, cioè che i contratti dei già incaricati consulenti fossero scaduti, tuttavia oggi, nel 2016, siamo già a buon punto.

8 Comments

  1. il “cui prodest” pensavo fosse di Cicerone, che bestia ignorante che sono!
    detto questo…
    al passaggio “e che se chi governa non ha una rappresentanza femminile lo farà con soluzioni di parte” non mi trovo d’accordo. Stai dicendo che gli uomini sono tutti maschilisti e non possono fare scelte imparziali. Non dico che non sia vero, ma non possiamo certo sperare di combattere i pregiudizi sessuali se questo è il presupposto. Comunque, se credi che in Parlamento la maggior parte sia maschilista, non potrai certo meravigliarti se aboliscono le quote rosa.

    Io comunque credo che siano uno strumento inefficace, dovrebbero puntare ad una reale parità dei sessi, ma a mio parere serve solo a spartire la torta anche alle donne, che non è giusto non possano saziarsi anche loro, lo dico in un’ottica di incapacità politica dove chi ci decide al nostro posto non è scelto per merito ma per motivi non tanto limpidi e trasparenti. Detto questo, tra un imbecilleladromafioso uomo e tra un imbecilleladramafiosa donna non saprei chi scegliere, magari il meno peggio, certo invece tra l’uomo e quella che è in parlamento soltanto perché “sa fare bene le fellatio” (citazione liberamente modificata) effettivamente punterei alla seconda… Almeno sa fare qualcosa di buono!

    • ro ro

      Il punto dovrebbe essere quello di trovare soluzioni, non pensare negativamente a chi è più ladro o fannullone. In un mondo dove non si percepisce la differenza tra uomo e donna sul lavoro, non c’è chiaramente bisogno di alcuna legge che faccia rispettare le quote. Dico che a parità di dotazione di base, qualifica ed capacità, oggi chi assume lo fa sicuramente e molto spesso con dei pregiudizi legati al sesso. Il discorso parrebbe femminista e senza razionalità, eppure lo vedo accadere tutti i giorni.

      • Certo, lo Stato garantisce il diritto alla gravidanza e promuove il lavoro femminile […] e tutte queste cose belle a parole però finché ad un datore di lavoro conviene assumere un uomo perché una donna in gravidanza è un “problema” i pregiudizi puramente “sessisti” diventano anche pregiudizi “economici” e quindi dall’irrazionalità del pregiudizio comune si passa alla logica del portafoglio e quella purtroppo non la cambi e non ci metti una pezza finché non ti prendi carico, come Stato, dei 9 mesi di gravidanza che il datore di lavoro si deve accollare. Io non parlo solo di denaro, perché spero che le ditte vengano indennizzate, parlo pure di dover trovare un sostituto a chi è in dolce attesa. (lo so, potremmo dire che anche gli uomini s’ammalano e potrebbero stare via un anno, per fortuna però non capita a tutti nella vita di ammalarsi gravemente in età da lavoro)

        • “Io non parlo solo di denaro, perché spero che le ditte vengano indennizzate, parlo pure di dover trovare un sostituto a chi è in dolce attesa.”

          …dicevo un po’ più su, ma ora stai spostando il discorso dalla logica cinica dell’impresa a quella dell’amore fraterno. Gli utili si fanno giocando sporco, se volevano fare del bene aprivano una onlus!

        • ro ro

          Credo che manchi qualche dato. Il datore di lavoro non paga i nove mesi di gravidanza e lo stato in realtà paga buona parte dei costi. Il problema per il datore di lavoro non é tanto il costo monetario quanto semmai quello di sostituzione della persona. I datori di lavoro però dovrebbero ricordare che anche loro hanno una famiglia.

  2. Cara Ro,

    condivido la tua opinione sul fatto che bisognerebbe dare più spazio alle donne in ogni settore del nostro Paese ed eliminare un po’ di vecchi consulenti dalle ricche pensioni per far spazio a qualche giovane e a qualche adulto (anche se in Italia uno è giovane fino a 50 anni) così ci sarebbe una migliore distribuzione della ricchezza nazionale.

    By the way, scusa la mia pignoleria ma forse nell’incipit del tuo post ti riferivi al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi e non alla Presidente della Camera, Laura Boldrini.

    • ro ro

      Mannaggia…

  3. d’accordissimo su tutto l’articolo.
    i consulenti in pensione, poi, sono una vera piaga!

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