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Un funerale

Sabato scorso alle 9.00 ero in una chiesa, ad un funerale. Nei momenti precedenti e in quelli successivi, il mio pensiero fisso è stato “i funerali non mi piacciono”. Il pensiero conseguente è diventato “grazie al cazzo”. Continuo a considerare il rito cattolico, il nostro modo di onorare chi se ne va, profondamente deprimente. Per carità, inevitabile che si pianga e che ci si disperi per la perdita, ma continuo a chiedermi se non esista un modo migliore.

La gente è spesso tanta. Spesso presente più per una questione di etichetta che per altro. Tante lacrime. Anche queste, a volte, più per etichetta che per altro.

Mentre mi guardavo intorno ho notato persone che frequentavo nel 97. Persone che “la conosco sicuramente ma non mi ricordo chi è”. Persone che non era il caso di vestirsi così ad un funerale. I leggings rosa forse non erano la migliore delle scelte. Non hai più 12 anni (e forse non ti avrei perdonata comunque).

La tizia seduta dietro di me cantava. Cantava tantissimo e a voce molta alta. Ma non era questo a disturbarmi. Che mi disturbava era il suo essere perennemente una ottava sopra. Lei cantava un tono più su. E non cantava tutte le canzoni ma solo la fine di ogni verso. Lo faceva in maniera convinta, molto convinta. Ho pensato che potesse aver tentato la via di “X Factor”. E allora sono arrivato ancora una volta alla conclusione che non mi piacciono le persone che ci credono troppo. Lo so, non è un male di per sé. Ci sono persone che si impegnano moltissimo nel fare qualcosa in cui credono e non ce l’ho con loro. Semmai li invidio. Prendersi troppo sul serio, ecco. Questo mi dà fastidio. Sempre. Sul lavoro, per esempio. Io il mio lavoro lo faccio bene e mi merito ogni centesimo. Ma sul lavoro bisogna ridere. Bisogna scherzare. Bisogna fare delle pause. Servono. E smettetela di rompere i coglioni. Su tutto il resto è lo stesso. Dobbiamo imparare a ridere. Anche se questo non c’entra con il funerale. O forse sì.

E’ stato un buon funerale. Nessuno ha avuto la brillante idea di far partire applausi, per dire. Perché io non li ho mai capiti, gli applausi ai funerali.

Non lo conoscevo. Conoscevo la figlia, alla quale voglio bene e che vedo sempre troppo poco. Una persona che conosco da vent’anni – i conti si facevano sabato – e che nella mia vita ha significato qualcosa. Una di quelle che sono passati vent’anni, ma quando ci vediamo è come non fosse passato un giorno.

L’ho abbracciata forte e le ho infilato una mano fra i capelli. Tanti, neri, ricci.

Soundtrack: Ben Harper – Walk Away

54 Comments

  1. Si, il concetto del “crederci troppo” mi ha sempre infastidito, mi sono allontanato dalle religioni per questo motivo. Magari ne fondo una tutta mia, il “crederci quanto basta”.

    • Fa Fa

      Dimmi dove devo firmare e quanto devo pagare. Perchè tu vorrai dei soldi, no? Mi pare il minimo per un credo così geniale ed equilibrato. 🙂

    • Fa Fa

      Cattive abitudini. Purtroppo.

  2. gianlughino gianlughino

    Classico post che avrei voluto scrivere io. Condivido non solo ogni parola,ma persino la punteggiatura. (scusa,volevo enfatizzare.)

    • Fa Fa

      Grazie. Se volessi prenderti troppo sul serio – a proposito – ti direi che mi fa più piacere l’apprezzamento della punteggiatura piuttosto che quello dei contenuti. 🙂

  3. Scribacchina Scribacchina

    Condivido il pensiero sul funerale, ma soprattutto quello sul lavoro: santissimo quel “E smettetela di rompere i coglioni” 🙂

    • Fa Fa

      Immagino che le mie riunioni e le tue abbiano dei punti in comune. E forse alcuni superiori o colleghi hanno la stessa formazione. 🙂

      • Scribacchina Scribacchina

        … direi lo stesso atteggiamento! 🙂

  4. Ho un figlio di diciotto anni (quello piccolo). Questa mattina io stiravo e lui stava sul divano. Lui mi diceva “Mamma, io sono realista.” E io a dirgli “Tu ci devi credere, devi tendere al sogno.”
    Oggi seppellivano la mamma di una persona che amo. Nemmeno a me piacciono i funerali, ma oggi avrei voluto poterci andare.

    • Fa Fa

      Ti assicuro che non avrei perso quel funerale per niente al mondo. Perché è importante esserci, a volte. In quel caso lo era per me e, ne ero certo, era importante per la mia amica vedermi. Tutto qui. Non è sempre così.
      Tuo figlio DEVE crederci e fare tutto il possibile. Solo che quando ci sarà riuscito, ecco, dovrà ridere. Di sé, del suo lavoro, della sua vita.
      Intendevo questo. 🙂

        • Fa Fa

          Dovrà ridere anche di sua madre, ovviamente. 🙂

            • Fa Fa

              Tu continui a guadagnare punti. 🙂

  5. elinepal elinepal

    Ogni tanto immagino il mio. Che sono buddista e per fortuna è un’altra roba. Ma le persone sono talmente abituate ai funerali cattolici che dovrò far delle prove, prima, mi sa.

    • Fa Fa

      Sicuro. Siamo così abituati..
      Viviamo o almeno siamo nati in Italia. Siamo quelli più difficili da redimere. 🙂

  6. Io non vado ai funerali .se potessi non andrei neanche al mio.di solito quando muore qualcuno a cui tengo vado a bere del rosso in qualche luogo con il mio cane.e lo ricordo.

    • Fa Fa

      Esattamente quello che cercavo. Un modo migliore per salutare. E questo a me piace moltissimo.

  7. I funerali non sono mai piacevoli, perché dovrebbero essere un momento di raccoglimento invece si traducono in un momento di chiacchiere alla faccia di chi piange lacrime sincere.

    • Fa Fa

      Probabilmente hai ragione. Mi viene da pensare che la forma privata possa essere sempre una buona soluzione.

  8. Mi piace l’ironia disarmante del vostro blog!
    A proposito dei funerali, l’ho sempre pensata come te, e ho sempre odiato l’aspetto da sagra di paese che questi assumono

    • Fa Fa

      Ciao Marco, grazie! Se passi di qua per la prima volta ti ricordo che abbiamo un divano bianco e morbido sul quale puoi accomodarti.
      Sai, noi italiani siamo quelli che applaudono quando un aereo atterra, figurati se ci facevamo scappare l’applauso al passaggio della bara. 🙂

  9. Casualmente anche io mi trovavo a un funerale un paio di giorni fa e in quei momenti ho fatto alcune delle considerazioni che hai fatto tu. Ma soprattutto osservando una cugina di N grado tra le prime file, truccatissima, leggermente scollata e col tacco killer da serata di gala mi sono chiesto: ma per chi è che ci si mette in tiro con il vestiario a un funerale? Per il trapassato forse ?

    • Fa Fa

      Il problema è proprio quello di considerare un funerale alla stregua di una serata di gala. Ognuno si vesta come vuole, per carità., io ne faccio sempre una questione di buon senso e di stile.

  10. tu non sai quanti funerali ho perso xè non ci potevo essere… soprattutto un funerale, “quel” funerale, a cui ho dovuto rinunciare perché non potevo fare diversamente… e ogni tanto ci penso, a come sarebbe stato, al fatto che dare l’ultimo saluto, forse, mi sarebbe servito a pensarci di meno, a non sentirmi come se la morte mi avesse portato non solo la persona cara ma anche il diritto di salutarla un’ultima volta, l’ultima di tutte… l’ultima… per farle sapere che tenevo a lei e che mi manca da morire… ma la vita ogni tanto ci prende in giro…

    non so più cos’ho scritto…

    la tua amica avrà sicuramente apprezzato la tua vicinanza, d’altronde l’amicizia è proprio stare accanto quando l’altro non riesce a sorreggersi da solo (ok anche i momenti felici vanno condivisi ma è facile quando tutto va bene, stare vicino agli altri)..

    (ok non è un post sensato ma ieri è stata una serata pesante… sotto tutti i punti di vista… pessima)

    • Fa Fa

      La presenza può servire a noi, sono d’accordo. Dobbiamo pur sempre stare bene con noi stessi e sentire di aver fatto quello che andava fatto. Ma ci sono poi diversi modi per onorare il ricordo, credo. Quella persona, Elenuccia, credimi, sa perfettamente quanto tenevi a lei.
      Mi spiace per la serata pesante. Ma non so esattamente come interpretarla. Troppa festa? Troppo alcol? Oppure solo una serata storta?

      • moralmente pesante…. e non sarà solo una serata…. nel senso che è stata una serata isolata ma i cui effetti si protrarranno nel futuro….. lucky me.. ………………

        • Fa Fa

          Tieni duro, Elenuccia. Hai la mia solidarietà. Che non conta nulla, ovviamente.

          • È pur sempre qualcosa nel mare di pesantezza in cui sn finita… grazie

            • Anche se a pensarci bene tener duro nn basterà questa volta. …
              Scusa sn andata fuori tema cn i miei commenti

  11. E’ passato un anno dall’ultimo funerale a cui ho partecipato, e ho avuto pensieri molto, molto simili ai tuoi. E’ davvero questo il modo migliore per commemorare qualcuno che se ne va? Specie se non ci credeva, specie se sei tu seduto in chiesa che non credi e ti sembra che si stia parlando di tutt’altro tranne che di parole utili in quel momento.
    O adatte, perché magari di utile ci sarebbe poco in ogni caso.

    Ancora peggiore è stata la messa “in memoria di”, un anno dopo -dunque poco tempo fa. Tante chiacchiere, nessuna memoria.

    Credo che dipenda tutto dal fatto d’essere o meno credente, no?

    Ps. E guarda caso condivido e sottoscrivo anche la regola del non prendersi troppo sul serio. Che si canti questo, nelle canzoni liturgiche,

    • Fa Fa

      Tutta la questione della fede io non l’ho toccata ma è una molto rilevante. Facci caso, il defunto è sempre un uomo di grandissima fede, anche se non vedeva una chiesa da trent’anni. Diciamo che crederci, nel senso di avere fede, probabilmente cambia un po’ la prospettiva. Magari lo scriviamo noi qualche inno al crederci il giusto. 🙂

  12. duepassietorno duepassietorno

    mia nonna non si perdeva mai un funerale, mio nonno invece li detestava. all’ennesimo funerale a cui mio nonno non voleva andare, mai nonna gli disse “se continui così, vedrai che quando morirai te non ci verrà nessuno al tuo funerale” e mio nonno, che non si alzava dalla sedia, le rispose “bè, il morto di oggi, non ci sarebbe venuto comunque”.
    ecco, era giusto per sdrammatizzare 😉
    A

    • Fa Fa

      Tuo nonno aveva capito tutto.
      E sdrammatizzare è esattamente quello che bisogna fare. Sempre.
      Anche in ufficio, intendo. 🙂

  13. Sono convinto che il dolore per una perdita deve sempre essere una cosa intima molto intime da tenersi per se …per quanto riguarda i funerali …non mi piacciono a prescindere …quindi vorrei non esserci neanche al mio

    • Anch io dicevo sempre che già mi toccherà andare al mio x cui gli altri potevo saltarli, ma quando è morto mio nonno ho sentito che avevo bisogno di esserci e nn poter andare a quello di alcuni parenti mi sembrava di far loro torto… pensa te. … poi a me, nn parteciparvi, mi fa sentire cm se fosse rimasto qualcosa in sospeso che nn puoi sistemare. …

      • Diciamo che ….se ne sentì la necessità ….e giusto andarci ….io infatti ricordo perfettamente quello di mia nonna ….durante il quale ho ..pianto ….avevo degli occhiali scuri …ma non perché spesso si portano in quelle circostanze , quanto invece perché il mio soffrire doveva restare una cosa fra me e me …almeno in quel momento ….!!!!

        • Per qualcuno è un bisogno Sì. .. anche xe al defunto nn cambia nulla. …

          • Dipende se sei credente o no …a me è successo di salutare mia nonna che non c’è più …..ed è anche per questo che ho voluto esserci al suo funerale !.,.,

            • Io vivo di sensazioni. .. in parte è dovuto al fatto che sn nata cattolica, dall altro sento che c’è qualcosa .. .

              • Sei nata cattolica …significa che la tua famiglia ..ti ha indirizzato in quel senso …credo ….comunque ..sono d’accordo con te anche io vivo di sensazioni !!! Mi sembra la strada più giusta !!
                Sergiocavaliere.wordpress.com

                • E forse è anche la strada che ci fa sentire meno soli xe andare a sensaz è cm se qualcuno ci dicesse qya

                • Se qualcuno ci indicasse la strada sarebbe troppo facile

                • …cm se qualcuno ci sussurrasse qualcosa. … scus ma dal cell faccio macelli cn l invio dei commenti. ….

  14. è il solito dilemma: siamo tristi per quelli che non ci sono più o per noi che comunque dobbiamo andare avanti?

    non lo so

    da anni cambio la canzono che vorrei mettessero coem base al mio funerale, solo che non dicendolo a nessuno rimane una cosa mia

    è un modo per dire grazie alla vita, comunque

    • Fa Fa

      Sarei curioso di sapere quale canzomlne sceglieresti. Avevo scritto un post con qualche canzone adatta.
      Non avevo mai ragionato sul fatto che siamo tristi per noi e non tanto per chi se n’è andato. Interessante.

      • quando n hai il li tempo rintracci il link al post di cui scrivi?

        al momento la canzone che trovo più adatta è questa

        tu?

        • Fa Fa

          Eccolo. 🙂

          • grazie, ah ah ah, ti ho risposto lì…

            in effetti … ci si potrebbe organizzare, del tipo che oltre al testamento si debba redarre una palylist, preferibilmente già in mp 3 su chiavetta…

            magari in chiesa si porta lo stereo e due belle casse…

            🙂

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