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Un qualunquemente pranzo politico

Ti capiterà nella vita di andare a pranzo con un politico, no? Può succedere.
Oggi è toccato a me. Non era proprio un politico di lista, ma uno di quelli che rappresenta un sacco di gente e che il ristoratore lo chiama “Presidente!”, inchinandosi a novanta gradi.
Incontro fissato per l’una vicino alla porta dedicata al Santo Ics. C’è pure il sole.
Che ti metti addosso e dentro? Io vesto di nero e indosso, sotto la sciarpa nera, una collana d’oro, lascito di mia madre, che brilla come se fossi il faraone di Luxor sotto l’arco della tomba che lo accoglierà per sempre. Giacchina nera modello militare dell’esercito russo oppure di coso dei Coldplay, che non guasta. Dentro, in mente, ho L’arte della Guerra di Sunzi, che contiene le risposte a tutto meglio che Il Padrino parte terza.
Il mio appuntamento è in lieve ritardo. Giusto il tempo di guardare degli annunci immobiliari alla vetrina di fronte e scrivere un messaggio a Fa per darmi quel certo atteggiamento di chi è impegnata a far qualcosa.
Il mio appuntamento arriva fumando un sigaro toscano ed è ovviamente al telefono. Ha un bitorzolo sul naso come la più nota strega delle fiabe. Porta gli occhiali di un modello ultrapiatto e forse ha gli occhi chiari, ma giuro che non me lo ricordo. Non è molto giovane, ma ci diamo del tu da quando abbiamo fatto un viaggio insieme in India tanti anni fa. Perché siamo amici noi, vero?
Ha fatto preparare una saletta isolata al piano di sopra: il tavolo è ovale per sei o otto persone, ma ci siamo solo io e lui e ho la sensazione di sedere intorno ad una palla da rugby. Chiudono la porta scorrevole, che è come quella delle cabine dall’estetista che mi fa la ceretta.
Meno male che arriva un calice di prosecco.
Di che vuoi parlare? Ché già mi imbarazza l’invito, perché io di lavoro voglio poter parlare in ufficio. Almeno so chi le ha messe le cimici, se ci sono.
Lui la prende larghissima e prima mi chiede del mio viaggio di settembre.
Menu: antipasto di gamberoni per lui, io non ordino l’antipasto ma a forza devo mangiare del prosciutto crudo, risotto con zucchine e gamberi per due, mandarini, ché sono a dieta.
A metà risotto bevevo altro vino e mi scaldavo. No, non era il pepe. E’ che come fai  a dire ad uno, che ha il potere di indirizzare parecchi investimenti pubblici nel territorio dove abiti, che sta facendo una porcata? Ecco, quello che ho fatto io oggi è stato dirglielo.
Nell’ordine gli ho detto che:
– ritengo che ci sia tanta gente in gamba in giro per non dover ricorrere ad assumere a pagamento collaboratori che ormai hanno superato l’età della pensione;
– mi indigna profondamente veder pagare importi sfacciati a dei consulenti per qualcosa che io potevo far benissimo senza richieste economiche se non il mio abituale salario;
– se è possibile preferisco non rimandare di dodici mesi quello che per il bene comune posso fare oggi;
– mi fa schifo presentare progetti che so essere scritti male, anche se non stimo chi li esaminerà e anche se so che le loro teste potrebbero cambiere tra tre mesi.

In definitiva: il conto l’ha pagato lui, non ho per lui l’esperienza necessaria per comprendere certi meccanismi e soprattutto ho ancora bisogno di qualcosa di forte per digerire o rimettere il suo consiglio che era press’a poco: “Se mi posso permettere, tu cerca di imparare da questa situazione, perchè vedrai che poi in futuro ci sarà spazio anche per te!“.

Ro, scrivania dell’ufficio, in un giorno qualsiasi di gennaio 2014, che sorride amaramente pensando a Cettola Qualunque ( Votatemi abbondantemente, sempremente, immodestamente e qualunquemente, cazzu cazzu, e ci saranno tre chilometri quadrati di pilu in più per tutti. Indistintamente e cadaunamente! )

25 Comments

  1. Fa Fa

    Tu lo sai che io capisco, vero? Sai quanto odio porto con me per queste cose, no?

    • ro ro

      Lo so.
      Sai poi che penso? Che oltre a regalarla a voi la fischetta da whiskey, forse dovrei comprarla anche per me.

      • Fa Fa

        Sempre utile averla a portata di mano. 🙂

  2. il nero sfila, e tu ti sei sfilata egregiamente.

    • ro ro

      Bah.

  3. Finché il conto non sarai tu a pagarlo probabilmente ti salverai…in ogni caso sono dell’idea che per te lavorerei gratis 😉

    • ro ro

      Fa potrebbe confermare che lavorare per me non é sempre facile. Sono piuttosto esigente.
      Mi fa però molto piacere quello che hai scritto.

      • Fa Fa

        Con la precisazione che io non ho mai lavorato PER te. Semmai CON te. Ma anche la scelta lessicale può essere sintomatica, no? 🙂

        • ro ro

          Certo! Che poi chi legge si immagina che t’ho commissionato qualche lavoretto… Invece non é mica così. Noi i lavoretti li si fa assieme semmai, tipo cose creative, tipo feste in piscina con alcool e barbecue e musica!

  4. Comprendo il tuo disappunto, compreso la noticina finale. Però hai fatto benissimo a esporre il tuo punto di vista, Ovviamente la risposta che ti ha dato non poteva essere diversa.
    Sono sempre stato contento di non essermi mischiato coi politici, anche quando se ne è presentata l’occasione.

    • ro ro

      Tra le cose belle della serata: mio padre, a cui sintetizzavo l’incontro, ha preferito non sottolineare l’integrità di sua figlia ma mi ha detto che mi sono comportata decisamente male, da vera scocciatrice, e avrei dovuto essere più accondiscendente.

      • Accondiscendente? Grazie, no. Hai doppiamente il mio plauso. Potrà sembrare stupido in questa Italia dove tutti pensano a se stessi e ad arraffare il più possibile ma credo che non ti pentirai do averlo fatto.

        • ro ro

          Per ora sono infastidita (Grazie papà!) perché io non desidero affatto essere la rompiscatole di turno ma starmi zitta sarebbe stato così ipocrita…..
          Ad ogni modo stasera leggerò qualcosa di piacevole e mi impegnerò a non pensarci. Grazie per la solidarietà.

      • duepassietorno duepassietorno

        ahahah! bello il commento di tuo padre…
        probabilmente lui ha… almeno l’età necessaria per comprendere certi meccanismi!
        A

        • ro ro

          Talmente bello che mi ha messo di profondo malumore. Nella sua idea di mondo bisogna sempre essere concilianti, cosa che comprendo, ma che nella mia di visione non deve compromettere la mia integrità morale. Per fartela spiccia, è il tipo di uomo che sosterrebbe di non accusare il tuo compagno se ti mette le corna, senza prima assicurarsi che non ci siano delle buone ragioni per l’accaduto.

  5. francescoveronese francescoveronese

    L’ha ribloggato su Post-it.

  6. Ro, la soddisfazione di avergli detto ciò che pensi, ti fa stare venti centimetri sopra la frase cretina che ti ha propinato che poi, se leviamo certa gente dal governo dell italia di posto ne vien fuori nn solo x te ma anche x tantissimi altri e pure risparmiando!

    • ro ro

      Bah.
      Cmq, giusto per dover di cronaca, non era uno che sta al governo. Non si sa mai che leggendo qualcuno si immagini somiglianze. Era un caso come un altro, di tanti che succedono.

      • Tranquilla, io l ho inteso cm uno di qualche lista di zona, ben in vista, nulla di più 😉

  7. La promessa di pelo in piú per tutti fa calare l’adesione, ma per il resto
    (lo sai, no?)

    • ro ro

      🙂

  8. Harry Haller Harry Haller

    Ti do tutto il supporto morale e spirituale possibile, sono sicuro che anche al subcomandante Marcos a un qualche punto della sua storia avranno detto “se stai calmino ci sarà un posto anche per te…” Lui non l’ha fatto, spero neanche tu! Forse questo basta per elevarti allo stato di Subcomandante Ro!

    • ro ro

      Ah ah ah! No, non l’ho fatto e mi ritengo molto fortunata, perché sono in una posizione in cui posso agire così senza, per ora, subirne conseguenze spiacevoli. Un giorno forse ti manderò il mio cv chiedendoti lavoro. Chissà!

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