Skip to content

Fondamenta degli incurabili

C’è un poeta russo che si chiama Iosif Brodskij, che ha soggiornato spesso a Venezia, dedicandole un libricino, leggero e aggrazziato come una gondola, intitolato Fondamenta degli Incurabili.

Josif Brodskji, premio Nobel nel 1987 per “una condizione di scrittore esauriente, denso di chiarezza di pensiero e di intensità poetica”, amava Venezia e ci si recava spesso nel periodo di Natale, quando molti degli emigrati moderni della città ritornano a casa e quando i turisti sono di meno e l’inverno e la nebbia abbelliscono la città.
Vicino alle Zattere, cioè la zona battuta dagli studenti cafoscarini alla ricerca di ozio e sole, si trova un massiccio edificio cinquecentesco, l’Ex Ospedale degli Incurabili, detto così perchè in passato accoglieva i malati inguaribili dell’epoca, nello specifico di sifilide. Divenne poi orfanotrofio, poi deposito, poi tribunale e poi sede dell’Accademia delle Belle Arti.C’è stato un momento in cui dovevo andare spesso a Venezia e non vedevo l’ora di fuggire da lì, dal caos dei turisti maleducati, da tutto quel rumore di infradito sbattute, dalla gente grassa e ingombrante ( e Venezia è piccola ), dalla sporcizia e dal fastidio di dover camminare per forza e a lungo da una parte all’altra per raggiungere le mie mete.
Poi improvvisamente è cambiato tutto.
Bastava non avere fretta e concederle del tempo, a Venezia.
Iniziare in un giorno di maggio è stato facile. Sono rimasta in Campo Santa Margherita la sera, sotto le fronde dei castagni, su una panchina ed è successo. Poi di pomeriggio, alle tre, al sole, seduti al tavolino. Poi ancora e ancora, come se tutte le altre centinaia di volte non fossero mai esistite veramente. Come quando hai avuto tante altre storie ma non hanno senso se pensi a quello che è stato poi.

Altre volte c’era lui, il Canal Grande, il serpente marino, quello da cavalcare, e i palazzi che si affacciano su di esso, come scrive Brodsji, l’enorme testiera di un letto. Oppure i lampioni, le lanterne, i cancelli con angoli di corti sconte. Oppure i ristorantini nelle callette cieche ad unico senso di marcia e la nebbia che come una sciarpa mi prendeva non appena avevo passato il ponte della Libertà, tirato a destra, a sinistra e ancora a destra: lì, proprio lì.

Venezia è piena di aneddoti, di pozzi, vasi, piante, gatti, forme. E’ come la natura, che guardata sempre più da vicino ti mostra altri mondi.
Venezia è il labirinto di siepi che io vorrei nel giardino di casa mia.

Goethe la chiamava la città dei castori, perchè era rifugio di molti artisti. Gli spiriti romantici oggi prendono il battello, arrivano a San Michele e passeggiano tra le tombe di Baron Corvo, Diaghilev, Stravinsky, Brodskij e poi prendono un caffè al Algiubagiò.
Il primo caffè a Venezia fu aperto nel 1683, sotto le Procuratie ( gli edifici in Piazza San Marco dove abitavano i procuratori ), e incontrava molto i gusti dei veneziani perché nel Settecento lì intorno si contavano ben trentaquattro botteghe che lo vendevano. Forse lo beveva anche Casanova, il mancato prete, che evidentemente il padre, attore, aveva inquadrato male: meglio sarebbe stato se l’avesse indirizzato alla carriera di scrittore, viste le Memorie, la traduzione in venexiano dell’Iliade e pure quel romanzo fantastico scritto anch’esso in francese che è l’Icosameron.

Un giorno di aprile sono andata a Venezia con degli amici grechi: volevano fare anche un giro in gondola. La prospettiva di Venezia dall’acqua, da così in basso, è emozionante. Il gondoliere parlava, parlava, parlava e siamo arrivati sotto la casa di Casanova, quell’uomo fantasioso che aveva immaginato un mondo convesso, il Protocosmo, in cui erano vissuti senza invecchiare i fratelli Edouard e Elisabeth.
…Come nei racconti di Verne.

Il sogno più vero è quello più distante dalla realtà, quello che vola senza bisogno di vele, nè di vento. ( Hugo Pratt ).

55 Comments

  1. Venezia è anche un sogno, di quelli che puoi comperare
    però non ti puoi ritrovare con l’acqua alla gola e un dolore a livello
    del mare…
    Venezia è un albergo, San Marco senz’altro anche il nome di una pizzeria
    la gondola costa, la gondola è solo un bel giro di giostra.
    Stefania d’estate giocava con me nelle vuote domeniche d’ozio
    mia madre parlava, sua madre vendeva Venezia in negozio.

    • Fa Fa

      Buonasera Francesco, l’amante di Guccini sono io. Grazie per la splendida citazione. 🙂

      • Thanks for your appreciation! 🙂 Avevo letto da qualche parte nel blog un richiamo a Guccini, quei versi che dicono che a 20 anni è tutto ancora intero… ma non ricordo chi era di voi l’Original Poster.

        • Non solo non ricordo chi fosse l’OP ma non ricordo nemmeno il titolo del post 🙁

        • Fa Fa

          Ero io. Che, tra l’altro, da quando ho letto il tuo commento, continuo a canticchiare “Venezia”. 🙂

      • ro ro

        Infatti volevo scriverlo ma poi mi sembrava di metterti sempre in mezzo… Fa, qui c’è chi sta per andare in palestra, sappilo! :))

        • Fa Fa

          Prendo nota. Avevo giusto il valore dei sensi di colpa un po’ basso, questa sera. Grazie Ro. 🙂

          • ro ro

            Scusami. Non volevo veramente causarti sensi di colpa. Era un modo per giustificare la mia dieta di stasera: birra e hamburger!!

    • ro ro

      La gondola in effetti l’ho pagata io, salata e in nero. La cosa la ricordo ancora con una certa frustrazione. Tuttavia era per la mia romantica amica di Salonicco e il suo fidanzato spilorcio.
      Se non era per loro non mi sarebbe mai capitato forse. Invece sai cosa ho pensato? Che io un amico col barchin non ce l’ho e quindi andava bene anche la gondola, perché no?

      … non sono un’amante di Guccini però.

      • Sono stato solo due volte a Venezia ma ho sempre preso il vaporetto e mai la gondola. Non è proprio la stessa cosa… ho un ricordo della prima volta. Avevo 5 anni credo e frugavo sempre nelle macchinette dispenser di chewing-gum perché a volte si trovano monetine…
        Quella volta sul vaporetto nella macchinetta dei chewing-gum ho trovato un pacchetto di Brooklin! Qualcuno aveva messo i soldi e non aveva preso le chewing-gum. Allora io felicissimo mostro il bottino ai miei genitori e ai miei parenti. Saremmo stati in una decina. In un pacchetto di Brooklin ce n’erano 5. A mio padre viene in mente il lampo di genio…
        – Non si offre?
        mi dice.
        Io le offro! Se le sono prese davvero. Me ne hanno lasciato solo una!
        🙁

    • ro ro

      Mi piacerebbe vederti a Venezia…

  2. Ciao, in Veneto ci sono molti turisti russi, soprattutto alle terme. E’ una meta che piace ai russi facoltosi.

    • ro ro

      Interessante! Il prossimo week end tutti a Montegrotto Terme. Ho letto su internet che c’è un hotel che si chiama Terme Preistoriche :),

    • ro ro

      No sta dirme che te ga un barchin?! Venimo tuti 🙂

  3. L’unico ricordo che ho di Venezia è un souvenir acquistato a Murano che la mia compagna di scuola ha frantumato sedendosi sopra. Alghe verdi e pesciolini multicolore. A tredici anni tanto basta per odiare una città. Poi a quaranta leggi un post e ti viene voglia di tornarci, di riabilitare un posto che per anni hai identificato con la glitterata gondola “che tempo fa” scampata ad un sedere assassino.
    Un bacio!

    • ro ro

      Oggi non avevo a portata altro che le foto che vedi, purtroppo. Se ne hai voglia, compra (o sbircia in libreria) “Corto Sconto”, la guida di Venezia di Hugo Pratt. È incantevole. Descrive Venezia in maniera unica.
      Mi fa piacere se sono riuscita a farti venire voglia di andarci.
      :*

  4. Venezia l’ho sempre trovata splendida. Girare per calle e campielli, quelli nascosti e poco conosciuti mi ha sempre procurato i brividi. Quando abitavo a Padova e lavoravo lì, a Venezia ero quasi di casa. Avendo poi il pass per parcheggiare nell’area portuale, mi evitavo il caos di piazzale Roma. Tanti bellissimi ricordi. Concordo con te che Venezia andrebbe vista da ottobre a febbraio. Nebbia e pioggia conferiscono alla città un qualcosa di sorprendente, che nel periodo estivo manca.

    • ro ro

      Che bella fortuna che hai avuto e sei stato bravo a goderne, ad andarci, a non impigrirti come talvolta può accadere. Ed é proprio così come hai scritto tu. Oppure sì, d’estate, ma di sera, quando la massa scompare e torna in terraferma; allora si prende un aperitivo, si cena su una terrazza magari o forse giù all’arsenale, poi si passeggia e ci si gode la città.

      • In giro per lavoro,.quando di tempo ne ho, ho sempre amato girare le città a piedi, Roma e Milano comprese. Venezia in questo ha una marcia in più. Alla sera, lo ammetto, non ho mai avuto occasione di girarla, anche perché preferivo tornare a casa.

  5. Io una volta sono stato all’aeroporto Marco Polo…
    (sono una persona triste, lo so)

    • ro ro

      Be’, Malpensa è molto peggio! Non sei triste! Dove andavi? Da dove tornavi? Perché eri lì? Che giorno era?

      • Sono stato ad Orio al Serio e pure a Caselle… andavo una volta a Roma, una volta andavo a Napoli, tornavo da Belluno, per “lavoro”.
        Era freddo la prima volta, c’era la neve e il capo tedesco che mi “perculava” che finalmente avevo visto la neve… io ho fatto due anni e mezzo a Su e nella neve c’ho guidato senza catene e senza pneumatici invernali (per frenare mi poggiavo al marciapiede con la ruota). La seconda volta era novembre e pioveva… pioveva, ma io non sono idrosolubile e nemmeno il fedelissimo giubbotto nero con cappuccio (ora strappato e conservato negli abiti da lavoro manuale).

        Mai stato a Venezia, volevo portarci Iuno, ma che vuoi fare?! Lei deve sempre studiare quando ho un’idea buona…

        • mi piacciono i baci e le coccole, non sono un uomo, sono un orso 🙂 (un panda)

          • ro ro

            🙂

        • ro ro

          Subito dopo il periodo di esami… potresti portarcela. Trovi un bb a Santa Marta o alla Giudecca magari. E lei sarà tutta baci e coccole!! …

          Ops, scusa, sei uomo, rettifico: lei sarà tutta passione e generosità!!

  6. Scribacchina Scribacchina

    Tra un mese ci vado, metto il vestito buono (e anche la maschera).

    • ro ro

      Piacerebbe molto anche a me! E vai anche ad una festa forse?

      • Scribacchina Scribacchina

        E’ un festone, non una festa… è carnevale 😛

        • ro ro

          Sai già che vestito indosserai?

          • Scribacchina Scribacchina

            Sì, il mio “storico” da barista delle Folies Bergère (a meno che riesco a rubare a mia sorella quello da dama del 700!)

            • ro ro

              Bello!

  7. Anche io sono un amante di Venezia (tardivo, nell’infanzia non mi aveva colpito) e adoro perdermi tra le calli di Cannaregio, il mio sestiere preferito.
    Una curiosità: hai portato i tuoi amici greci a S. Giorgio dei Greci?
    Io mi presi un sonoro rimprovero perché entrando avevo dimenticato il cappello sul capo e per giunta stavano officiando la funzione…
    Ci tornerò a marzo con la mia compagna. Venezia è stato un amore di coppia a prima vista

    • ro ro

      Veramente no, non siamo stati a San Giorgio e in realtà quel giorno è stato difficile anche entrate a San Marco. Quindi campanile, calli e callette, gondola, schie con polenta, etc.
      Magari ci incontreremo a marzo senza saperlo!

  8. Piccola tradizione di agosto, in quei mesi infiniti in cui lavoriamo a Jesolo e finiamo sempre col non vedere l’ora di ritornare a Milano.
    Ci si veste di fretta, dopo la trasmissione, si schiaccia l’acceleratore a tavoletta fino a Punta Sabbioni e dal molo 2 si sfreccia in motoscafo verso Venezia. Ci si divide il conto, non come con i greci :P, ci si prende un po’ di vento tra i capelli (i miei va bé non fanno testo) e si arriva a Venezia con la luce più bella che abbia mai visto sbattere sulle facciate dei palazzi e dei monumenti.
    Ci si perde, ancora incantati dal mare, si cena in luoghi imboscati e sempre diversi, e poi ci si inventa la strada per ritornare al molo, quando tutti gli altri già dormono, e invece Venezia è ancora sveglia.

    • ro ro

      Che cosa bellissima!!! :))) mi piace un sacco questa vostra abitudine d’agosto!! Belle le foto!!

  9. Ma il giro in vongola non costa uno sproposito?

    • ro ro

      A me é costato sessanta euro per venti minuti e tre persone, senza il rilascio di fattura. Da questa esperienza ho compreso che se sei simpatico al gondoliere, puoi trarne dei vantaggi.
      Un paio di settimane fa Vale mi ha chiesto se l’accompagno a Venezia, perché appunto vuole togliersi lo sfizio: stiamo cercando quindi qualcuno che ha un amico gondoliere…

      • Quasi onesto, dici che si possono riempire gondole come gommoni di extracomunitari per dividere la spesa?

        • ro ro

          Temo che il gondoliere non lo permetta. Pensavi ad un meeting di gruppo per un romantico San Valentino?

          • Scherzi? Legge della domanda e dell’offerta, a san Valentino ci spennano anche in gruppo! Bisogna andare quando non ci va nessuno, tipo il 30 febbraio!

            • ro ro

              Non so se la francesina ti segue il 30 febbraio… ma le hai già preso un anello? La porti a Ko-Samui?

  10. Ho sempre amato immensamente Brodskij, ho sempre amato immensamente Venezia. Una volta ci andavo molto spesso, adesso meno, ma ogni tanto ho proprio bisogno di tornarci. Bellissimo perdersi nelle calli e alzare la testa e vedere un gioiellino di bifora assolutamente anonima, che non trovi in nessuna guida, un vetro istoriato, una colonnina tortile…
    (Strepitoso il commento di Fannes!)

    • ro ro

      Proprio come hai scritto tu.

      Vongola? Conoscendolo un po’ forse intendeva proprio quella!!

    • ro ro

      Grazie mille! Tu non sei molto lontano mi pare.

      • Hai ragione. Tra l’altro i miei cugini hanno case ed albergo in palazzo storico a Venezia. E pure la compagna di mio fratello tiene casa là. C’è qualcosa di karmico in tutto ciò.

        • ro ro

          Mi pare ottimo! Io al posto tuo coglierei l’idea.

  11. Abito a Padova e Venezia fino a un paio di anni fa non la sopportavo. Da piccolo si trattava di portare i parenti in visita dalla Francia a fare un giro, a vedere un posto diverso dal solito (per loro), sbattendo fra i mille turisti ed evitando le cacche di piccione in piazza S. Marco (per me).

    Poi ho iniziato ad andarci da solo. Ci sono stato un paio di capodanni fa con un paio di amici, evitando con cura il flusso di turisti e bottiglie rotte e i fuochi d’artificio, cercando di perderci il più possibile. A un certo punto pareva di stare in un labirinto, abbiamo percorso più volte sullo stesso ponticello. Saranno passati quaranta minuti. Ogni volta sembrava che ce l’avessimo fatta a uscire, ma ritrovavamo sempre, inaspettatamente e a sorpresa lo stesso punto. Ci siamo seduti lì e abbiamo sorseggiato il nostro Vov con panino al salame e più tardi un panettone portato da casa.

    La magia stava nel vedere Venezia svegliarsi. Verso le 5-6 di mattina, in un bar a fare colazione, con la tivù che andava raccontando chissà cosa e un veneziano pancione e un po’ eccentrico che spiegava la bellezza di assistere alla regata.

    – Ma visto che ci siamo, lei sa dov’è piazza S. Marco? Non l’abbiamo ancora trovata e ci piacerebbe fare un salto, più tardi
    – Come no, è qui dietro!

    Venti metri a destra, altri pochi passi e poi a sinistra. Il campanile di S. Marco. Dopo averlo cercato per tutta la notte eccolo lì, di fronte a noi. Piazza deserta, tranne che per tre o quattro netturbini che ammucchiavano i cocci di bottiglia con le ramazze.

    Concordo con chi dice che Venezia va gustata di notte, lontano dai percorsi convenzionali.

    Spero di riassaporarla presto. Ho un amico alla Ca’ Foscari, se gli esami mi daranno tregua ne approfitterò che sono mesi che mi chiede di andare. Bacaro tour, cazzeggio in zona universitaria, Spritz quanto basta e anche un po’ di più e giù a conoscere gente che lì non manca mai. Può nascere qualcosa di interessante.

    Grazie per avermi ispirato col tuo post.

    🙂

    • ro ro

      Grazie a te, indubbiamente.

  12. Una sera, magari, Venezia | ButtatoLì Una sera, magari, Venezia | ButtatoLì

    […] Ispirato da un post sul blog Farovale. […]

Rispondi

Scroll Up
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: