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Prenditi cura di me

Vuoi diventare un pirata? Vai al secondo piano.

La moglie questa mattina l’ha chiamato Johnny, il mio altro vicino di casa. Non sapevo neanche che fossero sposati, fino a che lui non l’ha chiamata così.
Questo vicino di casa ha lo stesso taglio di capelli di Elton John, ha una faccia grande, la pelle chiara e si esprime a voce molto alta quando fa l’amore.
Credo che abbia su per giù la mia età e ho sempre pensato che fosse arrogante, perché quando ci incontravamo la mattina non mi salutava mai. Non sapevo se dargli del lei o del tu, fino a quando un giorno, mossa dal fatto che aspiro da tempo a comprare il suo appartamento, gli ho parlato un po’, tra uno scalino e l’altro. Succedeva un anno fa e in quell’occasione mi aveva raccontato che da qualche settimana lavorava in India, credo a Mumbai.
Ci sono stata in India, anche a Mumbai, e me lo immagino cosa significhi: l’esperienza di ricchezza, povertà, grandezza e miseria che ho provato mi ha fatta tacere per almeno quindici giorni al mio rientro in Italia. Se ci ripenso, ancora ora provo una sensazione di enorme vuoto e di espansione allo stesso tempo, di bisogno di silenzio, perché i sentimenti erano troppi e grandi e rumorosi per le parole. Ed è così lontano da casa, in tutti i sensi.
Ho conosciuto altre persone che hanno lavorato in India per un periodo e con uno di loro mi sento quasi ogni sabato mattina, via Skype: ci raccontiamo un po’ di banalità. In quel periodo Federico scriveva un diario, un cinico diario in cui descriveva le sue giornate in un ufficio popolato da indiani e mandava a me i file.

Stamattina sono andata di sopra e ho suonato al campanello della casa del mio vicino.
La moglie l’ha chiamato, nascondendosi dietro la porta, per non farmi vedere il suo elegante pigiama verde. Il bambino guardava la televisione sul divano.

Piove anche qui sotto.
Così è sceso a guardare il soffitto con me.

– “Dovevo tornare in India, ma ho chiesto un permesso di malattia. Te lo immagini a guarire dalla tosse lì con trentun gradi!
– “….” ( zitta, passo la mano bagnata sulla frangia )
– “Ho chiesto di essere trasferito in America
– “…” ( zitta, penso alle scelte di vita )
– “…vediamo se mi accontentano.

La sua terrazza, dice, è diventata una piscina e io sono sicura però di aver cancellato il desiderio “126. Voglio una piscina”.
La sua terrazza è diventata un mare. Meglio. Quindi l’ho incaricato di fare il mozzo e di spazzare via l’acqua, di grazia! 

“Insomma, bucaniere o pirata è sempre un problema”
“Come vuoi, in ogni caso devi compiere il tuo dovere”, dice Durito con solennità.
“Il mio dovere?” chiedo abbassando la guardia.
“Sì, devi annunciare al mondo intero la buona novella”
“Quale buona novella?”
“Ma come! Che io son tornato, è ovvio.” 

Llueve, llueve, huy cómo llueve…
( I racconti per una solitudine insonne – Subcomandante Marcos)

Soundtrack: Blume – Prenditi cura di me

27 Comments

    • ro ro

      Succede quando hai tante cose in testa. Mi riprometto spesso di non complicare il pane e poi finisce che hanno il sopravvento su me e il pane le melanzane fritte, le olive condite e la provola affumicata….

  1. uuuuhhh… e mi torna la voglia di leggere! Di scrivere, mh.. stasera, forse, stanotte o domani.
    Meravigliato come sempre, sì anche dalla pioggia. Metti gli stivaletti però che lì sotto vedo un po’ di fanghiglia!

    • ro ro

      Scrivi, scrivi, ché fa bene.
      Qui sì, è un po’ umido. Se inquadravo un po’ più a destra, avresti visto la coda del mostro di Loch Ness.

      • È abbastanza umido anche qui, però solo asfalto, roba che se vuoi andiamo a saltare nelle pozzanghere come i bambini.
        No spoiler per il mostro, per piacere, che poi mi bruci un mito. Scrivo scrivo, tranquilla, così magari poi tu leggi leggi.

        • ro ro

          In questo momento tutte le mie energie sono dedicate a guardare i Pinguini del Madagascar … Magari saltiamo pozzanghere dopo, dai. Tu intanto scrivi.

  2. Dai, ho scritto (e pure sonnecchiato un po’). I pinguini avranno finito di saltellare in tv, adesso tocca a noi.

    • ro ro

      E se ti mando Bachelorette, che dici? :o)

      • Why not! Non ha paura delle pozzanghere vero? 🙂

        • ro ro

          No, no, è temeraria lei!!

  3. Come è andata col desiderio n.ro 126 (piuttosto basso come posizione)?

    • ro ro

      Ti ringrazio molto per la domanda che mi dà l’occasione di scriverne. Ho fatto la lista dei 101 desideri, come mi aveva consigliato Harry Haller. Poi però i 150 sono diventati 101 solo stamattina, prima di incontrare Johnny, prima della piscina, per capirci. E quel desiderio l’avevo proprio cancellato, preferendone altri.

      • Un bel taglio! Un 30% in meno.
        Non conosco Harry haller e i suoi 150 desideri.

        • ro ro

          Forse non ti è capitato di leggere i commenti sul post precedente a questo. Se avrai voglia di leggerli, capirai. Harry Haller è un (?) amico, che usa come pseudonimo il nome del protagonista del Lupo della Steppa di Hermann Hesse.

          • Ah! Che Harry Haller sia un oersonaggio di Lupo della steppa di H. Hesse l’ho scoperto pochi istanti fa. Per la lista dei desideri, rileggerò i precedenti commenti.

  4. Ma nei 101 desideri c’era la sestina vincente al Superenalotto da 75 milioni di euro? Perché cosi mi risparmio di pensare agli altri cento…

    • ro ro

      Veramente no, non c’ho proprio pensato a quella. Mannaggia!

    • ro ro

      Il gatto è una piccola gattina che si chiama Sissi e che ha passato il fine settimana con me. Ti piace?

  5. oh, sei viva, e io che avevo paura che le zeppole fossero esplose!!!

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