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E' ora di sognare

Ieri ho chiamato al telefono una mia cara amica, quella riccia e bionda, con due bambini. Non la sentivo da un paio di mesi e come sempre sono riuscita a parlarle nei cinque minuti precedenti alla pappa ai pargoli. Mi racconta che la situazione di sua sorella è andata peggiorando: a Natale la famiglia si riunirà e suo cognato non sarà presente, per decisione della sorella.
La mia amica, quella bionda e riccia, è angosciata per questa separazione ed è infelice che la sorella non le parli direttamente per darle dettagli.
Ho avuto due pensieri: il primo è per la sorella, che mi par di comprendere nel suo blocco a discutere del suo matrimonio con la sua famiglia, sebbene la mia amica, quella riccia e bionda, dice che si accontenterebbe di un “ti volevo informare che le cose stanno così e così e non voglio discuterne oltre”. In realtà noi tutti sappiamo che spesso poi si finisce a parlarne e molto e infatti io continuo a pensare che anche il silenzio sia una risposta.
Anche il secondo pensiero è per la sorella della mia amica, quella riccia e bionda: mi chiedevo se é ben cosciente di quello che sta accadendo, se è presente in sè.

Tempo fa scrivevo che ho bisogno di tornare a sognare.
Bene, sognare credo che ci renda presenti nella nostra vita, coscienti.

– Che cos’hai sognato?
– Niente.
– Male. Sognando si sogna e si conosce. Sognando si sa.
.
Sono i sogni che sogniamo per essere migliori.

34 Comments

  1. Per la famiglia della tua amica deve essere difficile festeggiare il natale se sono davvero molto preoccupati per la sorella

    • ro ro

      La decisione è stata della sorella della mia amica.
      Pare che la sera di Natale faranno un buffet invece che una cena al tavolo e forse i bambini, presi poi dall’apertura dei regali noteranno di meno chi manca.

      • Non è importante dove si festeggia e importante solo che sono insieme .

  2. L. L.

    Non c’è dubbio, è vero, nulla è più concreto dei sogni.

    • ro ro

      Mi fa piacere che la pensi come me.

      • L. L.

        Ci tengo alla sua opinione, lo sa 🙂

        • rO rO

          Abbiamo recentemente parlato di lei con Menteminima. Le sono fischiate le orecchie?

          • L. L.

            Davvero?
            Il Signor L. è lusingato che vi ricordiate ancora di lui

            • rO rO

              È talmente singolare che è impossibile dimenticarsi di lei!

              • L. L.

                Condannato alla singolarità, in effetti. Per fortuna che il signor L si abbandona spesso alla pluralità, altrimenti che noia occuparsi solo di sé stessi. Non le pare? 🙂

                • rO rO

                  Sì, però non faccia anche lei come quelli che non ricordando quali sono i sé e quali i se, fanno diventare se stessi, dei sé stessi.
                  Scusi. Sono fastidiosamente pignola talvolta. Lei mi è simpatico e mi permetto di parlare. Mi creda, altrimenti non lo farei. So che per altro in italiano vale anche questa versione, eppure mi fa sempre pensare che venga usata da chi, pigro, non vuole ricordare la differenza.

                • L. L.

                  Pare anche a me che si possano usare entrambe le forme, sia se stessi che sé stessi. Non sè stessi, però. Lei che accento ha?

                • rO rO

                  Ha ragione. L’accento corretto è sé stessi.

                • L. L.

                  Chissà quello di rO com’è, se grave o acuto

                • rO rO

                  Ritengo che la O non sia accentata.

                • L. L.

                  Mi preoccupa questa sua preoccupazione per gli accenti. Sia clemente, mi raccomando.

  3. Poi arriva quel momento,
    non entro nel merito della famiglia della tua amica, quella riccia e bionda, perché dai piccoli dettagli è sempre difficile capire i grandi schemi che muovono “il sole e l’altre stelle”,
    quel momento in cui la scintilla del tuo criceto addormentato brilla e rifletti, e riflettendo ti rendi conto che segui questo blog perché di tanto in tanto trovi delle perle, perché un pò ti rispecchi in una frase, in un atteggiamento, in uno sguardo.
    Arriva il momento in cui alla fine del post ti fermi, il tuo corpo ti dice che non stai respirando da troppo tempo e non sei Pellizzari, riprendi fiato, e lo rileggi.
    Oggi è quel momento. Il tuo affermar che sognare ci rende “presenti nella nostra vita, coscienti” mi ha colpito, molto. Una filosofia che non posso non condividere…
    I sogni ci rendono migliori, ci gettano in un futuro remoto o in quel passato prossimo, o, semplicemente, ci narrano una storia. E concludendo:
    – Senza di loro, la morte e l’oblio hanno il sopravvento.

    • ro ro

      “Sogno di sognare, sogno di conoscere, sogno di capire…”

  4. concordo: anche il silenzio è una risposta
    ognuno ha i propri tempi per metabolizzare le faccende prima di comunicarle agli altri..

  5. karina890 karina890

    Vero 😀

  6. Per comprendere appieno il comportamento della sorella dell’amica, ricci e bionda, forse si dovrebbe conoscere il contesto della famiglia di lei. Ci sono familiari che ascoltano senza dare giudizi e tutt’al più qualche suggerimento. Altre che invece interferiscono pesantemente.
    Ma volevo parlare della parte finale del post: i sogni.
    Sono messo male, malissimo. Se sogno, non ricordo e se non sogno, rimane lo stesso un buco nero.

    • ro ro

      Male, molto male! 😉 La sera, prima di addormentati, a che pensi? Leggi?

      • Penso e scrivo e a volte leggo ma i sogni rimangono un buco nero. Sia chiaro che sogno ma alla mattina svaniscono e puff! non resta più niente.

  7. Ok, ma dove arriva il punto in cui si parla del sebo?

  8. spero solo che questo Natale nessun uomo o donna lo passi senza i propri figli.

    Io sogno di subire incidenti di ogni genere, di uscirne incolume e pensare “non può essere vero, sto sognando”.

    Credo di aver smesso di avere paura della mia Morte. Credermi invulnerabile sarà la mia rovina

  9. Non c’è mica bisogno di dormire per sognare. E se fossi la tua amica, quella riccia e bionda, andrei a cercarla, mia sorella. Per abbracciarla e suggerirle di sognare. Senza parlare di niente, ché tra sorelle magari non serve neanche, parlare.

    • ro ro

      Temo che la pratica sia molto più complicata della teoria. La mia amica, quella bionda e riccia, non ha mai avuto un rapporto di grande confidenza con sua sorella che, a quanto mi dice, sì tiene sempre tutto dentro o al più lo dice alla sua migliore amica. Proverò comunque a riferire il messaggio.

      • A volte un evento doloroso può favorire un riavvicinamento. Semplicemente sentire la vicinanza di una persona anche senza parlare può essere di grande aiuto. O magari stimolare un vaffanculo. Quando i rapporti si raffreddano così, tutte le strade sono aperte. E non ci sono ricette. Sarebbe anche da capire quanto alla tua amica, quella bionda e riccia, questa situazione di non-dialogo con la sorella pesi effettivamente.

        • ro ro

          La mia amica, quella bionda e riccia, fai conto che non ci dorme la notte per la separazione della sorella. Le pesa anche che la sorella si confidi poco con lei, ma credo di capire perché lo fa: la mia amica, bionda e riccia, è estremamente rigorosa nella sua visione cristiana e, per quanto si dica comprensiva, manifesta le sue opinioni più di quanto la sorella forse potrebbe desiderare.
          Spero tuttavia per entrambe che, se non subito, possano in un prossimo futuro avere maggiore dialogo tra di loro.

          • E’ per questo che suggerivo alla tua amica, quella bionda e riccia, un ascolto silente. Perché a volte il silenzio dice più di mille parole. E la tua amica, quella bionda e riccia, deve necessariamente confrontarsi con una realtà fondamentale: che a volte è meglio un tappo in bocca.

  10. Wish mi ha fregato l’esatto (ma proprio al millimetro) concetto.. per punizione diverrò suo lettore fisso… 😉

    • ro ro

      Sei ingegnere anche tu? ( Cerco le somiglianze! )

  11. Io che non sogno, o meglio, che non ricordo i miei sogni, sono allora “incosciente” e non mi dispiace perchè la realtà spesso è dura da affrontare.

    Quando leggo che si parla di amiche mi viene sempre un nodo in gola perchè non riesco ad avere una conoscenza degna di questo nome.

    Spero che il ricordo che ti ho suscitato sia dolce e non amaro 🙂

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