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Polena: recette françoise

Tempo fa avevo prenotato un viaggio in Kenia. Però poi era stato annullato per contingenti motivi e sono finita a Santa Maria, un’isola di Capo Verde, in mezzo all’Oceano Atlantico, di fronte al Senegal.Dopo qualche giorno di letture in mezzo al vento con nessuno intorno, alzando gli occhi solo per guardare il mare e i kite, un paio di ragazze anche loro provenienti dal mio stesso paesino al Confine dell’Impero mi avevano preso in simpatia. Una di loro si era invaghita dell’istruttore di kite ed entrambe avevano iniziato un corso con lui. A me lui interessava poco o meglio, non mi ero accorta di tutto quel fascino.

Il kiter si chiama Vincent, è biondo, bretone ed era lì non solo per la sua passione per il mare ma anche perché, complice un primo viaggio fatto con la sua barca a vela dalla Francia anni addietro, non poteva resistere alla simpatia e ai sorrisi dei bambini di Capo Verde, così poveri di tutto.
Una sera le ragazze erano state invitate a mangiare le famose crepes di Vincent e io ero andata con loro. Lì è successo che io e Vincent abbiamo parlato tanto, mangiato tante crepes alla nutella e la conversazione è continuata ancora più intensa al bar sotto casa dove abbiamo scolato qualche birra tutti insieme e poi OPS! lui mi ha presa per mano e mi ha portata fuori di lì, baciandomi contro un muro sotto un cielo pienissimo di stelle.
Non è stata una cosa molto carina da parte mia nei confronti delle ragazze e mi sono sentita in colpa per un bel po’. Coscienza che mi sono liberata poi parlando con loro e ascoltando l’opinione di Vincent.

Il caso ha voluto che il mio rientro in Italia venisse spostato perché il volo era in overbooking e così io e lui abbiamo passato tanti giorni insieme, io ho finito il mio libro e lui mi ha presentato il suo amichetto più caro, Elisio, e la sua famiglia, mi ha raccontato dei suoi progetti di aprire una scuola e tante altre cose.
Cose che mi piacevano molto, che non erano il mio sogno ma che potevo condividere e avrei voluto vivere con lui.

E’ successo che il vento è calato e anche Vincent è tornato in Europa. Ci siamo scritti. Mi mancava e sono andata a trovarlo. Viveva sulla sua barca. Pioveva un po’, era aprile e aprile in Bretagna è tutto una nuvola. Una sera con la sua auto scassatissima siamo andati a mangiare in un ristorante piuttosto strano, che vorrei tanto ritrovare, ma di cui non ricordo il nome: era vicino al porto di Lorient e abbiamo mangiato delle saint jacques buonissime che ancora ricordo a distanza di anni.Sembrava un locale da pirati. Drappi rossi alle pareti, menu su tavolette di lavagna nere, candele, musica.Ero innamorata? Chissà. Ad ogni modo sfortunatamente i nostri sentimenti erano diversi, lui non ha più risposto alle mie email e non ci siamo più rivisti.

Soundtrack:Noir Dèsir – Le vent nous portera

27 Comments

  1. Bella botta di vita. E bella anche la guitarra di Manu Chao a far da colonna sonora.

    • Bachelorette Bachelorette

      :o)

  2. Però caspita se hai l’animo ricco. 🙂

    • Bachelorette Bachelorette

      In che senso? Ricco di immagini? Se intendi questo, sì. Immagino sempre un sacco di cose. Ti piacciono i miei disegni? ;P

      • Ricco di storie, di immagini e di concetti, sì.
        E comunque i tuoi disegni sono un perfetto commento a questa storia! 😀

        • Bachelorette Bachelorette

          A dire il vero prima sono venuti i disegni e solo ora il racconto della storia che c’è dietro. Disegno sempre solo per me e spesso non si capisce il senso se non li spiego.

  3. Davvero i disegni sono tuoi? Bellissimi! (Perfetto anche l’abbinamento tra lo spolpamento della sirena e la canzone di un efferato assassino…)

    • Bachelorette Bachelorette

      confermo che li ho disegnati io. Sono contenta che ti piacciano e che tu abbia apprezzato la vignetta finale. Ops, m’è venuta fame… È ora di cena d’altronde.

      • Oddio, non dirmi che adesso ti metti a fare dell’autocannibalismo…

        • Bachelorette Bachelorette

          Nooo, no no. Adesso cucino un po’qualcosa con il meraviglioso wok che mi ha regalato Fa!

          • Ambè, allora mi metto tranquilla: l’accostamento mi aveva impensierita (sai com’è, noi vecchie zitelle facciamo presto a partire per la tangente).

  4. Un ricordo del passato che è finito tra le esperienze di vita. Forse è stato meglio che la conclusione sia finita col dimenticarsi l’un l’altro, anche perché come hai detto avevate aspettative diverse.anche se sotto l’innamoramento potevi condividerle.
    Il ricordare quel piacevole episodio con distaccata nostalgia mi fa presumere che terminato quel momento di euforico innamoramento, probabilmente sarebbe subentrato un periodo più riflessivo.
    Comunque credo che sia stato un gradevole e piacevole menomento.

    • Bachelorette Bachelorette

      Sai che é? É che è una storia vecchia ormai. L’ho digerita. Ero persa ma la distanza poi ti fa vedere le cose diversamente. Vincent cucinava divinamente le crepes ma aveva un senso della pulizia sotto la sufficienza e poi… Poi non mi amava! E come si fa a desiderare qualcuno che non ci vuole?

      • Credo proprio di no. Se uno non ti vuole, è meglio lasciar perdere come hai fatto.

  5. cose che succedono e che arricchiscono…
    dopo, perché al momento…

  6. Davvero buono il ritmo narrativo. E il vignettame non pesa quanto una ciliegina sulla torta ma come un chilo di ciliegine (sulla stessa torta, per latro). Il rischio maggiore è che il peso in questione schiacci il sottostante.

    Un solo dubbio, il Kite mi era culturalmente lontano. L’ho dovuto cercare.

    • Bachelorette Bachelorette

      Milo, capiscimi, prima sono nate le vignette e nella mia testa c’era tutta quella roba. Solo poi è venuto il testo.
      Quanto al kitesurf, è uno sport bellissimo. Se hai interesse ti segnalo qualche posto dove seguire un corso 😀

      • Ma che sia chiaro. io il Bretone non lo bacio.

        Testo e vignette si completano, brava, ti meriti un bacino :-*

        • Bachelorette Bachelorette

          Non mi aveva mai baciato un milodonte.

    • Bachelorette Bachelorette

      Grazie.

  7. Bello. Ai miei tempi succedevano cose simili, ma eravamo poveri. Andavamo a Viserbella.

    • Bachelorette Bachelorette

      Chissà perché invece immaginavo che fossi ricco, avessi una casa in centro a Roma e tutti i costumi da bagno firmati!

      • Per motivi biecamente economici posso permetteremo solo i costumi da bagno gnè-gnè. Per fortuna li so indossare con grazia.

  8. Ma che tristezza!
    A partire della canzone, che mi son rifiutata di ascoltare dato che la conosco bene, e l’adoro, ma mette un’angoscia…
    Però è stata un’esperienza, e sembra pure niente male. Peccato per il nome disperso del ristorante!

    • Bachelorette Bachelorette

      La storia infatti non era tanto felice.
      E il ristorante poi!! Mannaggia a Vincent! ;o)

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