Skip to content

Le Baccanti: mai mettersi contro un dio, specie se adorato dalle donne.

La crisi della ragione è il motivo conduttore di una tragedia greca scritta da Euripide.
Il protagonista è il dio Dioniso, il quale non disdegna di fingersi uomo. La trama è la seguente. Dioniso ha travolto le donne tebane, sconvolgendo le loro menti nel delirio dell’invasamento, al punto che esse celebrano orge sul monte Citerone.
Il re Penteo però pensa che le donne siano tutte delle anarchiche in preda agli eccessi e non approva tali sconce licenziosità, così ordina di catturare Dioniso. Lo catturano ma il dio riesce a scappare dalla prigione. Nel frattempo le Baccanti si scatenano con furia sulle montagne, e non solo il venerdì sera, e pure il re è incuriosito dalla situazione, così si traveste da donna per spiarle, solo che purtroppo viene scambiato per una bestia e le Baccanti lo assalgono e lo dilaniano a brandelli. Agave, la madre del re Penteo, era parte del gruppo di donne e, riconoscendo il figlio, viene richiamata alla ragione, comprendendo la vendetta attuata da Dioniso. Tragedia.

Morale: Penteo, che si crede autore del destino proprio e dei propri cittadini, volendo conoscere l’inconoscibile, per questo viene punito: la follia che gli sovverte la mente è un amaro castigo, ma anche una miseranda verità comune all’umana sorte. E comunque lo sbranano, anche se è figlio di una delle baccanti.

Di sabato sera.

BLOGLOVING

 

22 Comments

  1. mi sfugge il pensiero che ti ha portato a questo post….. qualche fatto particolare o semplice filosofia?

    • ro ro

      Non saprei esattamente. Mi divertiva la storia di questa tragedia, suppongo.

      • sembrerebbe una deliziosissima rappresentazione della politica italiana (mi riferisco al precedente governo, non quello tecnico, quello prima ancora)

        • ro ro

          Ah, non c’avevo pensato. Credo comunque che la trama dia spunti ad innumerevoli riflessioni, non trovi? Pare che Euripide intendesse fare uno studio psicologico-religioso, non politico, ma erano altri tempi!

      • “divertiva-tragedia”= mi fai quasi paura ^^

        • ro ro

          É l’effetto catartico. Il teatro spesso a quello serve, no? Certo, Euripide è ben diverso da Molière o da Goldoni, ma il principio è quello di far vivere allo spettatore una storia in cui immedesimarsi, su cui riflettere e farlo uscire dalla sala con degli spunti per la propria vita, se non addirittura infondere un senso di leggerezza ed espiazione raggiunta per quanto provato assistendo allo spettacolo.

    • ro ro

      Cheers!!

  2. elinepal elinepal

    Non oso pensare cosa avevi in mente per questo sabato sera….

    • ro ro

      Toga party…..

  3. Secondo me gli errori (ma mi verrebbe più da chiamarli stronzate) del re sono:
    a) voler mettere termine brutalmente agli sfoghi delle donne invece di aspettare che si esauriscano per raggiunta sazietà
    b) pretendere di arrestare un dio
    c) travestirsi per andare a vedere invece che spiare mettendosi nascosto da qualche parte
    d) travestirsi talmente male da farsi prendere per una bestia – e questa è veramente da pirla. Sempre che nel travestirsi in modo tale da essere preso per una bestia non abbia in realtà manifestato la sua vera natura nel qual caso, come spesso accade nella tragedia greca, alla fine si attua la vera giustizia.

    • ro ro

      Ah ah ah !! Barbara, sei geniale! Hai assolutamente ragione! Ché nel post non l’ho scritto ma il re era pure circondato da geni del male: il fido consigliere Tiresia pure lui s’era travestito da donna per spiare la festa.
      Grazie di questo tuo commento.

  4. Sembra quasi che tu voglia organizzare qualcosa per sbranare qualcuno… 😀

    • ro ro

      Forse è il mio incoscio? Credo di no però. Sono più propensa a ritenere che avevo nostalgia di storie con una morale, una tragedia o una favola, il senso era un po’ quello. Sono in fondo una donna classica e quindi la tragedia greca ci stava….. Poi in questa tragedia gli elementi c’erano tutti o quasi: famiglia, dio, super poteri, femmine, alcol, feste, sangue, mancava un po’ di amore….ma magari tra poco scriverò un altro post su questo ….

  5. r. r.

    Le due birre stemperano un po’ tutto.

  6. è la fine che dovrebbero fare i guardoni, dico io

  7. Adoro i miti greci, specie quando regalano momenti di autentico, genuino, ‘gore’… 😉

    • ro ro

      A me dispiace solo di avere così poca memoria di quanto avrei dovuto imparare a scuola. Il lato positivo è che ogni volta che rileggo qualcosa ho l’emozione della prima volta!

      • Dipende molto dai professori che si hanno avuti (io poi avendo fatto il classico, per anni di ‘classici’ non ne ho voluto più sapere…)parecchie cose le ho ‘riscoperte’ col tempo: l’Odissea, per esempio: letta dall’inizio alla fine è una figata, studiata a spizzichi e bocconi una noia… Per le tragedie greche vale lo stesso discorso, senza contare poi quanti livelli di lettura coi secoli gli hanno attribuito… Io in genere preferisco fermarmi alla ‘lettera’ e già così dà molta soddisfazione…

        • ro ro

          Tu non sei un mio compagno di classe dietro mentite spoglie, vero? 😉

          • Non credo… a meno che tu non abbia frequentato il Montale qui a Roma 🙂

        • r. r.

          Io, però, stavo al Malpighi…

Rispondi

Scroll Up
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: