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Keats, librerie e basilico

Stamani passeggiavo.
Mancavano pochi minuti a mezzogiorno. Guardavo la porta della Keats-Shelly House e, mentre ancora ero indecisa se entrare, un uomo, di corsa come il Bianconiglio, mi è sfrecciato davanti, imboccando la porta.
Così l’ho seguito. Sulla porta c’era un cartello che diceva “At 12.00 Judie Codell speaks about Pre-Raphaelites Painting Keats”.
Via su per le due rampe di scale! Una signorina inglese molto bella e gentile mi ha accolto al secondo piano e, dimenticando tutto, mi sono persa ad ascoltare  degli occhi grandi e blu di Keats* ( in realtà pare fossero marroni, ma non per Houghton ) e di Isabella and the Pot of Basil, una poesia presa da una storia del Decamerone del Boccaccio.

John Keats morì lì, a Roma, il 23 febbraio 1821, lo stesso anno in cui morì Napoleone, lo stesso anno in cui Byron pubblicò Il Don Giovanni. Poi morirono anche Shelley, Blake, Beethoven, Coleridge. Poi incoronarono la Regina Vittoria e il romanticismo finì.

John Keats, già manesco giovine, poi farmacista non praticante, poi viaggiatore sotto la pioggia nel lake district della Scozia, spesso manierista e probabilmente codardo, morì a venticinque anni di tubercolosi, la malattia di famiglia, forse in un lettino singolo a barca che assomiglia tanto al mio, solo che il mio è ad una piazza e mezza. Scrivo forse, perché a quei tempi avevano l’abitudine di bruciare tutto, tappezzeria compresa, se uno aveva una malattia infettiva.

Amava l’irrazionalità della natura umana, Keats, l’emozione, l’immaginazione, il genio.

Nel 1820 Keats e il suo amico Severn presero in affitto due stanze al secondo piano dell’edificio accanto alla famosa scalinata di piazza di Spagna. Lasciò la tanto amata Fanny a Londra e, seguendo le istruzioni del medico, si dirise a sud, senza mai sposarla, diciamolo. Eh, non poteva, era uno squattrinato. Lei però trovò comunque marito. Mica era come Jane Austen!

Le stanze di Keats e Severn erano separate da un salone, oggi coperto da librerie dedicate a Oscar Wilde, Walt Whitman, Theodore Roosevelt, celebri lettori di Keats. Severn un giorno dipinse un ritratto di Shelley mentre componeva il Prometeo Liberato e il quadro è ancora lì, insieme alle ciocche di capelli di Keats e Shelley, allora scambio comune di affetto tra amici.

And she forgot the stars, the moon, and the sun,
And she forgot the blue above the trees,
And she forgot the dells where wanters run,
And she forgot the chilly autumn breeze;
She had no knowledge when the day was done,
And the new morn she saw not; but in peace
Hung over her sweet Basil evermore,
And moinsten’d it with tears unto the core.

Il romanticismo mi piace? La casa è bellissima. Keats un po’ meno. Certo, nella casa, già mi ci sentirei a mio agio: letto a barca, librerie in legno scuro, terrazzino!

34 Comments

  1. Daniele Daniele

    […] terrazzino! E vista su Piazza di Spagna.
    Ti accontenti di poco…

    • ro ro

      La casa sarebbe bellissima per se stessa anche in Alta Badia. Certo, il caffè sul terrazzino con la fontana del Bernini davanti, sarebbe super lusso. E pensare che il povero John non aveva i soldi per sposare Fanny!

      • Daniele Daniele

        Magari era una scusa 😉

        • ro ro

          Ops. Hai cambiato foto! 😉

          • Daniele Daniele

            Già… Ne ho talmente poche dove sono venuto bene che posso permettermi una rotazione senza troppo impegno.
            Inoltre mi hanno dato del lei 😉

            • ro ro

              Nooo, il lei quando non è al lavoro ma magari detto da uno che consideriamo coetaneo è terribile!

              • Daniele Daniele

                Sono botte dure da incassare… 😀

      • M2 M2

        Pare che a Roma regalino case ed appartamenti di gran lusso ad insaputa del beneficiario, Keats non aveva le entrature giuste?

        • ro ro

          Ci vorrebbe un appassionato di Keats che ci informi circa la sua appartenenza politica.

  2. delicatepoppy delicatepoppy

    Ci sono passata settimana scorsa ma a quell’orario era chiuso..in compenso sono andata a visitare il cimitero dove è seppellito Keats ed è stata una bella esperienza, un ambiente affascinante.

    • ro ro

      Mi chiedevo se ci sei andata in uno dei giorni di pioggia. Forse no, vero?

      • delicatepoppy delicatepoppy

        no, ci sono stata lo scorso giovedì che era una giornata di sole intenso..perchè me lo chiedi? E’ bello anche con la pioggia?

        • ro ro

          Non saprei, ma l’avrei trovata una situazione triste, con la pioggia. Triste e romantica, probabilmente. Tutto qui.

  3. Morto così giovane…eppure aveva già creato dei capolavori destinati a fare storia…
    Questa è una questione che mi colpisce sempre …

    • ro ro

      A me invece colpiscono altre cose, che credo tuttavia di dover approfondire, perchè non ne so abbastanza. Sarei curiosa di leggere un po’ della corrispondenza tra John è Fanny. Mi chiedo se le cose fossero andate come nel film Bright Star. Era un mondo così diverso dal nostro da non permettere un matrimonio in mancanza di una rendita o Keats era senza energia e virile coraggio? O era lei strana? Chissà.

  4. Mattù!
    Quanto ti fermi a Roma, dolce pulzella? (Mi unisco al filone romantico..!)

    • ro ro

      Ancora un paio di giorni. C’è Fa che credo mi rivoglia vicino!

      • Becchiamoci sabato!
        Ci sono sguinzagliati altri blogger per la capitale! 😀

  5. Bello! Lake district è in Inghilterra mi sa. Non vorrei che arrivassero fin a glasgow alla ricerca 🙂

    • ro ro

      Sì, hai ragione. Chissà perché ho scritto Scozia! Grazie per l’errata corrige.

  6. Scribacchina Scribacchina

    Ma quanto è piccolo il mondo?… Nella casa di Keats e Shelley ci sono stata anch’io, la scorsa estate: me la sono lasciata come ultima perla da visitare prima di ripartire. Potrei anche dirti che ho fatto quasi le stesse foto che hai fatto tu 🙂 Un consiglio: se non ci sei ancora stata, vai in via del Corso a vedere la casa di Goethe: merita. Buon soggiorno romano!

    • ro ro

      Grazie. Ho letto che la casa viene visitata da circa 23mila visitatori all’anno.

  7. M2 M2

    Interessanti le tue “vacanze romane” 🙂
    Se dovessi indicare una data per la morte del romanticismo direi proprio quella della morte di Byron. Un gigante.

  8. Questa – la Keats & Shelly House – è una di quelle cose che uno dice: “si vabbè, prima o poi ci vado…” e intanto il tempo passa e magari c’è chi viene dall’estero solo per vedere quella… paradossi di nascere e vivere a Roma…

    • ro ro

      Pare proprio che sia cosi. Esempio, stasera, tipo alle 19.15, sarò in coda ai Musei Vaticani con un amico romano che praticamente aspettava me per andarci.

      • Ci devo tornare anche io… ma ci vogliono 2, 3, 4 volte… 😀

        • ro ro

          Hai ragione. Intanto però proviamo con una visita guidata serale 🙂

          • Non sono molto da ‘visite guidate’… fossi in voi ci tornerei con calma, con un elenco delle 10 – 20 cose da vedere assolutamente per non perdersi… a me ‘sti musei fanno sempre un pò paura: i Vaticani, il British, il Louvre… sempre la stessa impressione da ‘sovraccarico sensoriale’… 😉

            • ro ro

              Oh, sì. È così. Ma non è poi anche quello il bello?

              • Beh, si… forse… dipende poi molto dal ‘cosa’: i ‘vialoni’ del Louvre con le loro interminabili quadrerie mi hanno fatto venire un improvviso desiderio di partita di pallone, mentre la Vittoria di Samotracia all’entrata chi se la scorderà mai… per me comunque lo ‘shock’ del Centro Pompidou rimane insuperato… 😀

                • ro ro

                  Bello. Mi manca. È però in lista. Sai quelle storie per cui vai in una città un sacco di volte e poi non ti togli mai le voglie?

                • Io ringrazio la prof d’arte della II Liceo per la scelta… 🙂

  9. Nonostante sia romano, non ci sono mai stato: shame on me!
    Bel post ed ottimo spunto: ci metterò una pezza il prima possibile 😉

  10. rabuccia rabuccia

    L’ha ribloggato su daisuzokue ha commentato:
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