Skip to content

I believe in miracles

– Ma ti sei messa con un musicista?
– No. Non ancora, per lo meno.

Una delle aspirazioni di sempre, mia e di mia cugina Cristina, è quella di stare con un musicista. Da sempre. Pressappoco da quando è nato il grunge, da quando il nome Seattle ha un suono ben definito, da quando io avevo una Union Jack inchiodata sulla parete sopra la mia scrivania, una camicia di flanella a quadri rossa e nera che non toglievo mai, da quando bevevo litri di tè col latte e soprattutto da quando ho mangiato con le orecchie Vitalogy.
Sì, perché Ten per me è venuto dopo. Dopo e per sempre. Prima Corduroy, Bugs e poi Alive, poi Daughter, I am Mine e tutto il resto.

Stamattina sono andata a vedere la mostra fotografica Five Horizons sui Pearl Jam, all’Auditorio, Roma. La musica, certo, si fa fatica a comprenderla nelle fotografie. Ma sono stata fortunata. Fino a che non sono andata via, non c’era praticamente nessuno.
Alcuni scatti sono incredibili, da incantarsi lì. La faccia dei fans, tutti, centinaia, fino al punto in cui i visi li vedi e non sono puntini, a bocca aperta, con gli occhi sgranati. Tutti pigiati, stretti. Le gocce di sudore di Eddie Vedder, le vene in evidenza sugli avambracci, sul collo. I capelli lunghi, pesanti. Il palco nero, gli sfondi neri, nelle nere cornici di legno.

E che idea perfetta quella di esporre le foto nel foyer, perché le pareti sono a mattoncini rossi, mica di impeccabile, lucido, marmo bianco!

La foto più bella per me è questa:

nello studio, a registrare Ten.

“No, non ami me. Ami l’idea che ti sei fatta di me.”

32 Comments

  1. Daniele Daniele

    “No, non ami me. Ami l’idea che ti sei fatta di me.” secondo me è uno dei principi fondamentali dell’esistenza umana, del rapporto con prossimo.

    • ro ro

      A me ha fatto ridere leggerlo oggi, come citazione di Eddie Vedder. Poco tempo fa un uomo mi ha detto proprio la stessa frase.

    • ro ro

      Ma poi, mi chiedevo, il problema dell’innamorarsi di un’idea, dove sta? Non è sempre così in fondo? O il problema è che diamo per scontata l’incostanza delle persone e quindi l’inaffezione repentina per le idee? Consideriamo più solido un rapporto che si fonda sulla concretezza del fare che quello basato sull’amore romantico? ( come avrai intuito sto pensando se andare a visitare la casa di Keats )

      • Daniele Daniele

        Ma infatti era quello che intendevo io. È sì sempre così, in fondo. Ci si innamora di un’idea. Viviamo di percezioni e non di realtà.
        Riguardo la solidità di un rapporto… mah. Io non ho la più pallida idea di quali siano le sue basi. Si va sempre un po’ alla cieca. E credo sia il suo bello. Altrimenti sai che noia?
        Che ridere, ho letto proprio qualche giorno fa un pezzo sul romanticismo. Una cosa che forse non mi capitava di fare da 10 anni. Almeno. Poi, prima ne accenno in un commento a un articolo di Fa, ora ne scrivi tu.

        • ro ro

          È un classico. A me succede di continuo di imbattermi in cose a cui avevo pensato poco prima. Penso spesso che dio abbia un umorismo tra il sarcastico e il beffardo. Ma lo penso io. Probabilmente lui no.

          • Daniele Daniele

            Questa è una visione molto romantica dell’universo. Appunto 😉

  2. ludmillarte ludmillarte

    è un’importante riflessione. tendiamo ad idealizzare chi ci piace e ci attrae ma, secondo me, non dovremmo proprio farlo; nel caso meglio esserne consapevoli per cercare di abbandonare l’astrazione e tornare al concreto. io ci provo, ma non mi riesce poi così facilino, no no

    • ro ro

      Io penso di stare su una ragionevole via di mezzo. All’inizio di una storia, vorrei essere sempre in una situazione in cui non ci sono pensieri a trattenermi. Poi già vien da sé la concretezza, il riconoscere cose, pensieri e forme.

      • ludmillarte ludmillarte

        beh, allora sono su una via di mezzo anch’io. pensavo peggio

  3. omioddiomioddiomioddio Eddie… come mi ha fatto piangere!! E qualche volta, zittozitto, in segreto, ci riesce ancora… *_* mi prende allo stomaco, lui e quella chitarrina.
    Per non parlare di quando sale sul palco Ben Harper e da buoni amici stanno lì, insieme, e io spiro.

    PS: l’Auditorium è fantastico. C’ho visto e ascoltato un solo concerto, Antony & the Johnsons, consigliatissimo tra l’altro – mi pare sia quest’estate il 5 luglio o giù di lì.

    • ro ro

      Ah, io c’ero quando Eddie Vedder e Ben Harper cantavano Under Pressure! Che giornata. Che concerto.

      Grazie per il suggerimento!

      • sono i miei due uomini ideali, te lo giuro.

        • ro ro

          Posso capire. Anche Ben Harper mi piace molto. E adesso mentalmente faccio la top five delle sue canzoni che preferisco….

      • che concerto era? quando? io ho visto solo Ben live, svariate volte *_* i Pearl mai…

        • ro ro

          Era l’Heineken Jammin Festival, al Parco San Giuliano, Marghera, Venezia, due anni fa.

          • holy heineken J.F. …sempre concertoni fighi! Ben dal vivo rende da pauuuuura, si lancia in dei virtuosismi super ‘suoi’, che sanno di lui!!! C’è tutto il suo Live From Mars che a me piace molto.. una parte è soft e una è strong. Amabilissimo *_*

            • ro ro

              Comunque per essere precisi, hanno cantato insieme, e pure quella canzone, in mezzo mondo. Adesso mi vado a rivedere le foto!

  4. se dovessi stilare una classifica dei motivi per i quali mi piace questo blog, bhe senza dubbio questo post sarebbe molto in alto.
    Grazie infinite per questo post, quante cose mi ha fatto venire in mente, potrei riempire questo spazio con un numero importante di righe, ma lo spazio è pur sempre tuo/vostro e quindi mi fermo qui con un altro GRAZIE.
    Kia ora!!!

    • ro ro

      :))) tu sentiti libero. Poi, se mai sarà il caso, te lo si farà notare, se sarai invadente. Il nostro divano è grande per accogliere un sacco di persone!

      • Avevo acquistato da qualche giorno “il vile” del marlene kuntz e in una festa de l unità vicino a casa mia vennero a suonare, trovai un amico con una maglietta con scritto “grunge is dead” mi disse che per lui il grunge era morto con la morte di Kurt Kobain. Se fosse esistito già il vostro blog mi sarei potuto giocare la frase “è morta solo l idea di grunge che ti eri fatto”.
        😉

        • ro ro

          Ah, ah, geniale! 🙂
          Mi sto facendo il conteggio dei tuoi anni. Credo che tu ne abbia dieci meno di me ed è molto divertente, quasi quanto ripensarmi con “Non è per sempre” in ascolto in loop per ore, cosa effettivamente capitata.

          • Dieci in meno non credo sai io pensavo più quasi coetanei dico io la mia?

            • ro ro

              Be’, sono curiosa! Però ovviamente io non ti darò informazioni a mio riguardo. In quanto signorina, ho sempre una imprecisata giovane età! 😉

              • Io te lo dico però prima mi dici da cosa hai dedotto che dovrei avere 10 in meno!

                • ro ro

                  Scrivi semplicemente, prima di tutto. Sei fresco, leggero, come di solito si è da giovani giovani. E ogni tanto le tue selezioni musicali e i commenti a seguire mi fan pensare che quelle canzoni te le abbia fatte conoscere un fratello più grande.

                • Cara la mia Ro! Mi sa che alla fine sei tu più giovane di me….
                  Sono un adolescente nato nel 77…
                  Quindi sono già 36!!!
                  Se scrive Semplice è perché sono solo un semplice dj sono il manovale della musica e delle emozioni!!!
                  Quindi? Non voglio sapere la tua età precisa ma solo se davvero ci sono così tanti anni di differenza!!

  5. Giusto qualche giorno prima che tu scrivessi il post, accoglievo l’estate rispolverando un disco fra i tanti. Una calligrafia, che non sembra più nemmeno mia, aveva segnato, su di un cd graffiato e vissutissimo, tre lettere: TEN.

    Seduto sul divano e con la portafinestra spalancata sul balcone, ho imbracciato il basso e ci ho sudato sopra, suonando insieme a loro, chiudendo gli occhi e godendomi la dolce narcosi.

    Non sai che rammarico esser nato troppo tardi per poter avere la giusta età e beccarsi un loro concerto.

    Ma in compenso, nato nel 1985, sono stato accolto a braccia aperte dal mondo con l’esplosione del reattore di Chernobyl… un destino segnato…

    • ro ro

      Ecco, mi fai tenerezza. Poi ti penso a suonare il basso e mi dico che va tutto molto bene.

      Ogni età ha delle opportunità meravigliose da vivere e magari sei anche stato fortunato a non aver ascoltato troppo gli Wham! ( io li adoravo ovviamente ) o i Level42 con la loro Lessons on Love.

  6. Ciao Ro, a nome di tutto il Five Horizons team volevo ringraziarti per questo tuo post! Siamo felici che la mostra ti sia piaciuta e che abbia suscitato in te forti e belle emozioni. Dopo tanta fatica è bello leggere le tue parole! Volevamo chiederti la possibilità di condividere il tuo link nella pagina fb ufficiale di Five Horizons. Sei d’accordo? Intanto ti auguriamo un buon inizio di settimana, a presto! Paola

    • ro ro

      Spettacolo!! Grazie a voi di aver letto qui!! :)) La mostra era così bella che se fossi a Roma ci sarei venuta di nuovo. Male non farebbe portarla anche da queste parti! Condividi pure il link! Ci mancherebbe.

  7. La musica che non si può ascoltare (nelle immagini) è come l’idea di cui ci si ammanta, per credere di amare.

Comments are closed.

Scroll Up
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: