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Love marketing: da 2.0 a 3.0

Chi era la signora Blanche Ebbutt?

Stamattina guardavo uno dei blog più seguiti in Italia, escludendo quelli politici, cioè quello di Costanza Miriano. Sulla home ci sono delle cornicette rosa e blu con i volti di profilo e mi hanno ricordato il libercolo che avevo a casa: “Quello che le mogli non devono fare”, di Blanche Ebbutt ( Don’ts for Wifes, 1913, ristampato ovunque negli anni a venire ). Non vado fiera di esserne in possesso e non racconterò a nessuno come e perché è tra i miei libri. Ottantacinque micro paginette, la cui premessa, nell’edizione Corbaccio, è dell’amato impicciologo Massimo Gramellini.
Esiste anche un “Don’ts for husbands” della stessa autrice.

Google non aiuta a capire chi era la signora Ebbutt: pare che sia caduta nel dimenticatoio, nonostante il suo libretto abbia dei don’ts per tutti i momenti di vita: personalità, come evitare i disaccordi, abitudini, questioni finanziarie, serate in casa, gelosia, divertimenti, cibo, abiti, ricevimenti, gestione della casa e figli.
Mi pare che manchino solo il sesso e la dieta proteica.

Il libricino della signora Ebbutt tuttavia mi fa pensare che, nonostante il successo di ristampa, sia ormai passato il tempo dei non e che non sia molto attuale neanche quello dei manuali di vita e delle regole per tutto. Mi fa pertanto sorridere il dott. Gramellini quando, nella prefazione del libro scrive: “Perché dovreste leggere un libro scritto nel 1913 …? Me la caverò con la risposta che credo avrebbe dato l’autrice. Perché in amore non esiste un 1913 o un 2013. L’amore ha un respiro eterno e regole immutabili, che sopravvivono ai cambiamenti sociali e di costume.

Ma questo libro parla forse d’amore?
Vi darò un esempio. Apro una pagina a caso.

Gelosia:
Non
lasciate galoppare troppo l’immaginazione se il lavoro che vostro marito svolge lo obbliga a stare lontano da casa intere settimane. E’ una brava persona, altrimenti non lo avreste sposato. Dovete avere fiducia in lui; è l’essenza del matrimonio. Ma…
Non permettetegli di pretendere che restiate chiuse in casa mentre lui è via. Voi dovete avere la vostra vita; non potete vegetare. Deve avere fiducia in vo. Qualunque altro atteggiamento sarebbe per voi un’offes
a.

Gestione della casa:
Non
lasciate che in casa ci sia aria viziata perché tenete sempre le finestre chiuse. Cambiate l’aria e fare in modo che vostro marito viva un’atmosfera più sana.

Personalità:
Non vegetate invecchiando, in particolare se vivete in campagna. Alcune donne sono come le mucche ( * mucche, non vacche! ), ma non c’è alcuna necessità di tale stagnazione. Mettete in movimento sia il cervello che il corpo.

In definitiva, quindi, pensavo alle seimila persone che seguono Costanza Miriano, autrice del libro “Sposati e sii sottomessa” e “Sposala e muori per lei“: il suo blog mi ha ricordato molto la signora Blanche Ebbutt e ho pensato, complimentandomi per il suo successo, a quanto marketing c’è dietro.


Io sono rimasta decisamente alla versione Love Marketing 2.0 e quindi sento di avere molto da imparare sia da lei che da chi è riuscito a passare al 3.0.

Ho pensato infatti ad un paio di blogger uomini che mi hanno raccontato di essere sempre più impegnati a rispondere a giovani donne che scrivono prima sul blog e piano piano poi procedono privatamente, insistendo per incontri 3.0.

21 Comments

  1. Non ho letto alcuno dei libri in questione e non conoscevo questa signora, ma sono sicuro che tanto non vi avrei trovato la frase a me più cara, che forse scriverei in calce ad ogni suggerimento (con somma soddisfazione infantile):

    “I single possono fare tutto.”

    Evvai!!!… 🙂

    • ro ro

      Uh, mi piace! Ho sempre amato i superpoteri.

  2. Quando ho visto il sondaggio ho battuto mentalmente le mani e ho pensato “ooooooooooooohhhhhhh”!!! Davvero, eh. Non sto sfottendo.
    Per quanto riguarda la tipa del blog con 6000 utenti, che ti anticipo aver dichiarato di non conoscere, credo che sia una gran paracula, così come la signora del 1913. Infatti intercetta un bisogno e dà voce a un dubbio inespresso, pur se con delle risposte apparentemente da pathetic loser.
    Io credo che ci sia molta poca voglia, di questi tempi, di fare compromessi. Ho sempre sostenuto che le unioni (convivenze o matrimoni non importa) non si sfasciano sui massimi sistemi ma sui calzini sporchi. Se non siamo d’accordo sui massimi sistemi, che ci mettiamo insieme a fare? Ovviamente non parlo dell’amorazzo o del “mi fa sangue”, che sono comunque destinati a breve durata. Ma se si decide di condividere l’esistenza, allora è necessario in qualche modo mettersi nell’ordine di idee di farlo, qualche compromesso. Per amore. Ed è questa la differenza tra quanto penso io e quanto affermano la blogstar e la signora del 1913, e anche Gramellini, altro paraculo. Che io penso realmente in termini di amore. Vabbè, forse ho esagerato col “pippone”… 🙂

    • ro ro

      Ovviamente per il sondaggio non ci vuole un genio, ma ammetto di averti pensato, scrivendo.
      Quanto al pezzo forte e agli accessori, concordo con te circa il fatto che ci si metta insieme, normalmente, per le affinità sui valori fondamentali della vita, non per apprezzare lo stesso tipo di spugna nella vasca da bagno. Quanto al lasciarsi, temo possa essere sempre per le stesse tematiche: le persone cambiano o si accorgono che non erano in se stesse.
      Troverei assurdo lasciarsi per gli accessori.

      • E’ un po’ più complicato di così, nel senso che gli accessori sono il quotidiano, la vita di tutti i giorni. Sono quelli che richiedono i compromessi “per amore”. Ma per amore veramente, per quanto sciocco possa sembrare a prima vista. E’ lì che ci si mette alla prova, trasformando le miserie umane quotidiane in legame strutturato. E non è che ci si lascia PER gli accessori, ma perché non si è in grado di stabilire (o mantenere) un contatto per cui è più importante venirsi incontro che mantenere le proprie abitudini. Ne ho viste veramente tante di situazioni così, e mi pare che diventi sempre peggio. Poi mettici anche che quando c’è già una bella crisi di fondo ci si fa anche un figlio sopra, che è una bomba atomica in una coppia che funziona, figuriamoci in una in crisi, ed ecco lì…

        • ro ro

          Sì, hai ragione. È così, anche così e molto altro. Non volevo essere superficiale rispondendoti prima. Sono molto d’accordo con te.

          • No no, e anche io mi sono espresso male, il mezzo purtroppo non aiuta, e non credo che tu sia superficiale. Anzi. Proprio il contrario, dottoressa. L’importante è capirsi 🙂

            • ro ro

              🙂 ci capiamo, dai, ci capiamo io e te.

  3. Scribacchina Scribacchina

    Ho dato un’occhiata veloce al blog di quella signora: non ho ancora capito chi è francamente non mi interessa. Bello però il “don’t” della sua alter ego del 1913: “Non lasciate che in casa ci sia aria viziata perché tenete sempre le finestre chiuse. Cambiate l’aria”. Preso come una metafora, ovviamente 🙂

    • ro ro

      Sì, come metafora non è male!

  4. L. L.

    Perdoni, signorina Ro, non per girare il coltello nella piaga, ma come mai ha il libro di Blanche Ebbutt? 🙂

    • ro ro

      Signor L., l’ho anche scritto che non dirò a nessuno per quale motivo è nella mia libreria. Penso però che potrei anche cederlo a qualcuno. A lei interessa? E inoltre, anche la sua posta è intasata da email di lettrici che desiderano conoscerla? Mi racconti. Aiuti la statistica.

  5. Il blog della signora è davvero inquietante. Non ho dote sufficiente a fare dell’ironia in merito, meriti i miei più sentiti complimenti per esserci riuscita!

    • ro ro

      Inquietante dici?
      Grazie per il resto!

  6. C’ero passato una volta in quel blog lì, ma non mi pareva avesse tutto questo successo… Bah… Ho provato a visionare qualche post, ma parla di argomenti che non m’interessano… Preferisco qui.

    • ro ro

      :))

    • ro ro

      E’ molto bello da parte tua.
      Prossimamente può essere che qualcuno ti contatti.
      Grazie per aver risposto anche tu al nostro sondaggio Love Marketing 3.0!

  7. Daniele Daniele

    Sì è una cosa molto divertente e me l’ero persa.
    Mi sa che sono rimasto anche io alla versione 2.0, siccome – ed ho appena ricontrollato per evitare errori – la mia casella di email non trabocca di messaggi di giovani donne 😉

    Attendo con ansia la discussione sui risultati del sondaggio.

    • ro ro

      pare che la discussione sia finita qui. i post, un po’ come i giornali, se sono vecchi vengono riletti di rado. però se fai click sui view votes dovresti poter vedere le risposte date ad ogni domanda.

  8. Ecco, sono l’ultimissima votante! 😉 Il post io sono riuscita a leggerlo solo adesso.
    Ciao, Mitzi

    • ro ro

      Grazie! 🙂

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