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Drink me, eat me

Banalità.
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A quattro anni e mezzo mi hanno regalato una versione di Le Avventure di Alice Nel Paese delle Meraviglie. Io forse volevo Dorothy e il sentiero dorato, la casa che vola, il dolce cagnetto e soprattutto quei tre, ma abitavo a bordo Italia e già era tanto se arrivava Caroll Lewis. Caroll, che a me in età più adulta ha sempre fatto venire in mente “carol”, cioè canto natalizio. E in fondo Alice’s Adventures Under Ground non è che un regalo di Natale per una bimba ( la signorina Alice Pleasance Liddell ) anche se prende vita in un caldo 4 luglio.

A cinque anni non riuscivo veramente a compredere cosa fossero i Dodo. Una parte di me diceva che non erano estinti e ancora oggi in momenti di assenza dal mondo io credo che sia così. E trovavo assolutamente stupidi Pinco e Panco, che correvano legati uno con l’altro. Nel mio libro di allora il Leprotto era veramente brutto e Alice sufficientemente bella da suscitare la mia invidia e avviare sin da allora il mio fastidio per le bionde. Fantastiche le caramelle salterelle!

Libri che ti segnano. Poi mi chiedono “ma come fai ad essere così“?

“Chi sei tu?” disse il bruco.
“io… io non lo so, signore, ora come ora… almeno so chi ero quando mi sono alzata stamattina, ma penso di essere cambiata parecchio da allora”.
“Che cosa intendi dire con questo?” disse il bruco ” Spiegati!”.
“Non posso spiegarmi, temo, signore” disse Alice, “perché, vedete, io non sono affatto me”.

Così mi sono comprata altre edizioni del libro. Ho letto la storia di Alice, quella vera e pure l’antefatto.

Quindi a voi la mia classifica di cosa mi piace di più di tutta la storia:
1. La bottiglietta con scritto Drink Me che ti fa rimpicciolire e il pasticcino con scritto Eat Me che ti fa ingrandire. Alice può cambiare forma a seconda delle situazioni. E non le si rivinano poi troppo i vestiti!

Si fa presto a dire ‘bevimi’. “ma io guarderò bene prima,” disse la piccola saggia Alice, “per vedere se sula bottiglia c’è scritto ‘veleno’ oppure no”, perché Alice aveva letto parecchie storielle sui bambini che si erano bruciati, ed erano stati divorati dalle bestie feroci, e altre  spiacevoli cose, perché non si erano ricordati delle semplici regole che gli amici avevano dato loro

2. Mi piace il Tea Party, perchè a me piacciono le feste, se in giardino ancora meglio. Mi piace il ghiro che dorme nella teiera e che è così dolce. Mi piace tutta la porcellana da tè e il gesto del Cappellaio che lo versa nelle tazze dall’alto come una fontana. Io amo il tè. Il tè con il latte, perchè è un modo comodo per addolcirlo e perché quando versi il latte si crea nella tazza un gioco di colori che pare per un momento una pozione magica.

3. Il labirinto. Oh, come lo vorrei per giocarci anche in casa mia! Sarebbe un labirinto facile e tu mi troveresti sempre. Ci si potrebbe nascondere dentro per baciarsi di nascosto per esempio. E se mi perdessi, basterebbe forse mettersi in punta dei piedi per ritrovare la strada. E poi i labirinti mi ricordano le favole che mi raccontava mio padre prima di andare a dormire: mi raccontava aneddoti dell’Iliade e dell’Odissea. Sono stata fortunata!

4. I cuori della Regina, che è brutta e perfida, ma i cuori sono i cuori e con il verde della siepe e il bianco delle carte sono così divini!

5. I dodo, lo stregatto, gli animaletti, il Fintartarugone e gli indovinelli, la matematica non decimale e il numero 42 che ricorre qua e là. E maneggiare uno struzzo!!

Qualche settimana fa ho trovato su internet le immagini di un giovane illustratore francese, Benjamin Lacombe. Cercavo altro ma ho trovato questa.
Pensieri indecenti di un giovedì sera.

 

Benjamin Lacomb – Eat Me, Drink Me

29 Comments

  1. Da piccola adoravo questa storia, lo ammetto; l’unica cosa che m’ha sempre un po’ inquietata è la storiella delle ostrichette.
    Quanto era triste?
    MA QUANTO?

    • rO rO

      Rimuovi, rimuovi! O magari rileggendo il testo oggi penseresti solo a mangiartele. Ti piacciono?

  2. Ho letto Alice alla veneranda età di vent’anni, poche settimane fa. Non capisco come ho fatto a sopravvivere fino ad allora, credo sia grazie al fatto che ho visto e rivisto tutte le possibili riduzioni cinematografiche di tutti i tempi (Disney in primis). E’ un capolavoro, un grandissimo enorme sogno!

  3. A me piace come racconti le storie. 🙂

    • rO rO

      E io che pensavo, ingegnere, che lei apprezzasse soprattutto la mia professionalità! 😉

  4. Accidenti, m’è venuta voglia di leggere anche questo libro.. potresti smetterla per cortesia con questi post o non mi rimane più tempo libero! 🙂 scherzo.. è bellissimo.

    • rO rO

      Credo di aver finito. Mi hai letto nel pensiero perchè non ne posso più di me che parlo di libri. Prossimamente credo di sfornare un post su triclini e amache.

  5. Molto bello come articolo . L’ ho letto pure io Alice nel Paese delle Meraviglie , è molto bella storia e sicuramente un racconto bellissimo , davvero molto bello . Molto bella questa foto Molto bello il tuo blog .

    • rO rO

      Oh, grazie! Il “nostro” blog, perché non lo scrivo da sola ma con lei, lui e attualmente l’altra lei 🙂

      • Io mi chiamo Marcello , se ti interessa segui il mio blog , nel quale scrivo notizie di videogiochi e di film e alcune volte scrivo anche racconti . Se vedi prima dei miei articoli ci sono poche pagine che ho messo, poi sotto trovi tutti i miei articoli e tutti i miei racconti .

        • rO rO

          Ma che poteri hai?

  6. Daniele Daniele

    Ecco perché mi piace come scrivi: perché devo rileggere alcuni passaggi per capirli, come se ci fosse qualche significato nascosto. Tipo Kerouac, che, per la cronaca, un po’ mi rappresenta.

    • rO rO

      Ah ah ah!! C’è sempre qualche significato nascosto!

      • Daniele Daniele

        Ciò mi consola.
        L’alternativa, che non ho menzionato per puro terrore, era che io fossi un po’ tonto.

        • rO rO

          Suvvia, no! Non sono mica testi scientifici i miei. Tuttavia adesso che l’hai scritto inizierò a farci caso.

          • Daniele Daniele

            La classica zappa sui piedi insomma…

  7. tarantolata tarantolata

    “Alice, ma tu impari dai tuoi errori o cosa?”
    “…cosa!”
    Io!!! 😉
    Mi piace il post.

  8. kappaemme kappaemme

    “Zanna Bianca”: se mi rappresenta questo proprio non lo so. Mi ricordo di averlo incontrato alle scuole elementari e quando, dopo la decima volta che lo avevo letto, il maestro mi chiese il perché di questa mia continua scelta, io penso di aver fatto spallucce perché non sapevo dare una risposta giusta (oppure perché un amore non si può descrivere a parole). Oggi che non indosso più il grembiulino (odiato e nero) ho ancora desiderio di respirare attraverso le narici del mio lupo.
    Scusatemi per la lungaggine: siete così ospitali che mi sembrava da maleducati non approfittarne.
    Anche se altri lo hanno già detto non vedo perché non dovrei aggiungere il mio apprezzamento per il vostro blog (cioè per il vostro stile)
    Ci rivediamo presto.
    p.s. dimenticavo grazie per la visita su 24cinque (poi c’è anche caterina24cinque e avenue24cinque GAIA…è solo un momento di megalomania passeggera)

  9. Le immagini di Benjamin Lacombe sono strepitose, vedono quello che molti non percepiscono nella storia. Sono banale, mi rappresenta “La mia Africa”, una sensualità nascosta e a tratti palese di una natura selvaggia e libera, l’immenso e l’amore senza costrizioni.

  10. pensa, io ho 46 anni e rileggo ancora con cupidigia le storie di Alice..

    «Ma io non voglio andare fra i matti», osservò Alice.
    «Be’, non hai altra scelta», disse il Gatto «Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.»
    «Come lo sai che sono matta?» disse Alice.
    «Per forza,» disse il Gatto: «altrimenti non saresti venuta qui.»

    Lo so, sono un caso disperato. 🙂

    • rO rO

      Mi piace un sacco!

  11. Articolo interessante e colgo l’occasione per complimentarmi per questo sito! veramente ben fatto e con tanti articoli utili!

    • ro ro

      Grazie.

    • ro ro

      Interessante. A me i King Crimson ricordano uno parecchio sciroccato con cui ho avuto uno scambio di email ( io ) e improperi ( lui ).

        • ro ro

          Ma anche voi avete avuto a che fare con lo stesso tipo? Comunque, loro non mi dispiacciono è che ormai associo l’immagine urlante della copertina agli improperi che mi ha scritto. Non sono belle cose.

          • e no, possiamo immaginarl, so’ brutte cose, un imprinting al contrario. Per quanto possa valere, consoliamoci con la nostra musichetta preferita, march of the martians:

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