Skip to content

Pane e marmellata

A due giorni dalla mia partenza per Curitiba, stamattina mi sono svegliata dopo dodici ore di sonno e con un chiaro pensiero in testa: la Giordania.
Ce l’ho in testa da un sacco di tempo. Giordania e Israele o Palestina. Ma vorrei evitare i soliti gruppi turistici, le carovane confusionarie, le dimostrazioni di artigianato locale organizzate ad hoc.
Vai in Brasile e pensi ad Amman? Sì. Chè ho bisogno di sognare, io. E se non posso essere affianco ad uno zainetto che gira per il Giappone, allora voglio essere al caldo, a mollo nell’acqua salata del Mar Morto, galleggiando, in quel posto privo di vita. Entrare nell’acqua con il dubbio di avere qualche taglietto sulla pelle. Mi piacerebbe concedermi tutto il tempo che sento necessario, senza qualcuno che mi comandi il rientro. Vorrei andarci con te in realtà, perché non avremmo problemi insieme, perché saremmo interessati alle stesse cose, avremmo gli stessi respiri e sospiri, ce la godremmo un sacco insieme. Mi piacerebbe sentire l’aria secca del deserto, che io mi immagino diversa da quella libica. Rimanere lì a bocca aperta quando dopo una gola compare la facciata dell’imponente “Khazneh” di Petra. Sudare.
La colazione sulla terrazza in alto dell’alberghetto, sulla tovaglia di plastica colorata. Chissà se pure lì troverei qualche cicogna appollaiata in cima al nido. Venti euro a notte, il tè, la marmellata e il pane, le olive.
Le braccia abbronzate, le gambe libere, i piedi scalzi.Poi ho nostalgia di un posto come Jerash. No, non ci sono mai stata, ma ho passeggiato per Pompei e a lungo ad Efeso.
Quindi avvicinarci al confine, passare le strade a curve, tra i campi di alberi da frutto. Camminare a Gerusalemme, tra una moltitudine di persone, di negozi di cianfrusaglie, di campane e muezzin. Qualche bouganville viola tra i muri delle case, qualche lampada in ferro battuto. In mezzo a cori di sentimenti, di visioni delle cose presenti e di sempre. Sentire nell’aria il passato, la storia, le tensioni, le differenze, l’odio e l’amore.
Parlare con qualcuno, ascoltare e imparare.

Avere la fortuna di poter guardare magari la città da una delle colline intorno, la sera, e stare lì, seduti, con le braccia a tenere le ginocchia e poi magari sdraiati a cercare di vedere qualche stella, nonostante le luci.

Ma c’è tempo.
Prima o poi.

Soundtrack: Bob Dylan – Like a rolling stone

24 Comments

  1. “Qualche bouganville viola tra i muri delle case, qualche lampada in ferro battuto. In mezzo a cori di sentimenti, di visioni delle cose presenti e di sempre.”

    That just made my day ,)

    • rO rO

      Tempo grigio anche da te?

      • Sì, nuvole. Fin anche nelle tasche, ma sull’avambraccio di un mio amico c’è scritto “It can’t rain all the time” ,)
        Buon viaggio, spero ti sentirai in forma e di buon umore!

        • rO rO

          Ma che bell’idea per un tatuaggio! E grazie 😉

  2. Le tue parole mi hanno fatto sognare … e viaggiare! Magia della scrittura, del racconto …

  3. Bello scritto e belle foto. Grande.

    • rO rO

      Grande?? AH AH AH!

  4. Grazie per il viaggio. 🙂

    • rO rO

      Virtuale però!

  5. Alice Alice

    un viaggio dolcissimo.
    grazie
    anche io ho una grande voglia di tornare a gerusalemme, città magica.
    ma ancora non è il momento.

    ma come fa a venirti in mente il mar morto se stai per partire per il brasile? 😉

    • rO rO

      Perché non ho assolutamente voglia di andare in Brasile, dove facilmente sarò tutto tranne libera e leggera. Ma non si sa mai! In volo dovrebbe andare tutto molto bene: dormirò.

  6. Bellissimo.. io poi lo zainetto ce l’ho sempre pronto.

  7. Meravigliosa Giordania, io c’ero andata proprio di questi tempi. Ho ancora nella testa il deserto rosso, il Wadi Rum, e Petra, una delle cose più belle mai viste.
    Io sogno Instanbul e Gerusalemme.

  8. Sei o non seia Curtiba in Brasile? A parte questo dettaglio il resto fa sognare un bel viaggio più vicino.

    • rO rO

      Ebbene sì, sono a Curitiba!

      • Divertiti a Cutiba e sogna il medio oriente

        • rO rO

          Grazie. Vediamo che riesco a fare 🙂

          • Una fetta di pane con marmellata (di mirtilli)

  9. sgodada sgodada

    consiglio israele. ad aprile è bellissimo. gerusalemme in cocktail di culture pazzesco, come tel aviv con le sue bellissime spiagge, ma farei anche una puntata nei territori occupati per vedere cosa succede dietro il muro. l’ho fatto ed è stato incredibile parlare con ‘gli altri’ .
    poi il deserto, niente di più affascinante, tocchi – 500 metri sotto il livello del mare.
    ti tuffi nel mar morto e quasi rimbalzi fuori dall’acqua.
    e quell’aria secca, pulita, intensa.
    sono mediterranei ma qua senti l’oriente che pulsa forte.
    bella idea israele davvero.
    ho voglia di ritornarci.
    una vita non basta maledizioneeeee

  10. L’idea di viaggiare è bellissima.
    Sono sempre stato attirato dai paesi nordici.
    Quando “sgodada” dice che ha potuto attraversare il muro e vedere, non ho potuto non ricordare il viaggio che feci in Polonia e Cecoslovacchia quando c’era ancora il paradiso comunista.
    Buon viaggio a tutti.
    Quarc

  11. Daniele Daniele

    La trovo una bellissima dichiarazione di amore.

    • rO rO

      Forse. Se qualcuno la legge. Altrimenti è solo un post.

      • Daniele Daniele

        E perché mai? Lo è lo stesso.
        Anzi così è ancora più romantica: una bottiglia alla deriva con dentro un messaggio.

Comments are closed.

Scroll Up
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: