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Respiri blu

A guardare la foto di Henry Laurence Gantt, con i suoi baffoni, non scorgo niente di femminile.
Perchè è noto: la mania del controllo e della programmazione è insita nella femmina e in qualche ingegnere. Se poi la femmina è ingegnere, allora è il top!
Il signor Gantt era un ingegnere meccanico americano e prima di esserlo era un insegnante e un disegnatore. Non credo tuttavia che insegnasse marketing nè che disegnasse fumetti. Si era sposato con una signora che si chiamava Mary. Il motto della sua famiglia era “Dum Spiro, Coelestia Spero“, cioè “Finchè respiro, spero“.

Fai uno più due su quanto detto e ti ritrovi un diagramma di Gannt.

Il diagramma di Gannt è quello che si vede attaccato alle pareti di certi uffici, in qualche fabbrica e in un sacco di film. Prendi un foglio a quadretti, metti in verticale le attività che porterai avanti, in orizzontale il tempo e poi colora tutti i quadratini che coprono quell’attività in quel tempo. Ne esce un calendario di programmazione e controllo dell’avanzamento delle attività.
Pare che ci sia gente che il diagramma di Gantt ce l’ha nella testa. Non necessariamente sta lì a guardarlo di continuo, ma, appeso al muro, ne segue la macchia di colore con la coda dell’occhio mentre i giorni passano. Per ricordarti dove sei, se ne hai bisogno.

Cosa rende inutile e sgradevole la programmazione:
– non tutto si può programmare. Definire troppi dettagli reprime la libertà di movimento, la fantasia nella realizzazione, riduce le possibilità di cambiamento, deprime qualche animo.
Punti a favore:
– quando ci sono tante cose da fare, o procedi con criterio o non realizzi niente: soprattutto è utile a non perdere per strada qualcosa che per te è importante. E tu non ti vuoi perdere qualcosa di importante nella tua breve vita!
– Sapere che ci sarà qualcosa dà via talvolta al film.

Si programma la partecipazione ad un concerto, per godere del fatto che ci sarà, che potrai metterti quella maglietta, con quel disegno e inizierai ad ascoltare le canzoni per impararne le parole e cantare tutto tutto. E se non compri il biglietto per tempo rischi di non trovarlo più.

La differenza tra il programmatore da ansiolitici e quello da zucchero filato è questa: il secondo ama l’idea di avere uno schema perchè una volta colorata la casella, inizia a sognare. Non ha bisogno del dettaglio del colore, quello capiterà dopo, ma sapere che qualcosa succederà lo mette in un’altra dimensione, leggera. Gente a cui serve la cornice ogni tanto.
Una cornice come per Shahrazād in Le Mille e Una Notte.
Gente debole o insicura? Chissà.

C’è chi è più bravo: non ha bisogno neanche di questo per sognare.
Riesce a sognare a prescindere da tutto. Si innamora senza delle pesanti scarpe da ginnastica. Si innamora a piedi nudi, prendendo per mano qualcuno, magari.

Soundtrack: Pearl Jam – Love Reign O’r Me

5 Comments

  1. Il bello dei diagrammi di Gantt è progettarli. Perché la chiave di tutto è la progettualità, immaginare come le varie attività si snoderanno nel tempo, chi parteciperà, come varia il tempo totale se aumento le risorse, qual è il cammino critico del progetto nella sua interezza, eccetera eccetera. La parte pallosissima invece è la verifica, quando bisogna confrontare la realtà con quello che uno si era immaginato. Ecco lì è proprio una rottura.
    Progettare è sognare, realizzare è spesso arida costruzione. E per progettare non serve necessariamente uno strumento che formalizzi tutto. Si possono anche progettare castelli in aria. Basta avere, come diceva Flaiano, i piedi fortemente poggiati sulle nuvole. 🙂

  2. Daniele Daniele

    Sono ingegnere e sognavo da una vita che qualcuno postasse qualcosa su Gannt. Grazie, sono commosso.
    Scherzi a parte, conosco donne ingegnere e a volte sono inquietanti per come tentano il controllo sugli eventi e le persone (risultato su di me: la sensazione di avere un gatto appeso alle palle, se mi consenti la finezza). Anche alcuni uomini, che se ti raccontassi non ci crederesti.
    Io ho invece un conflitto interiore tra il controllo e i sogni: raramente i secondi possono essere inquadrati in un diagramma, e questo è frustrante. Quando è possibile farlo, i sogni non riguardano mai altre persone, per cui sono sogni di serie B.

  3. mi sa no sono proprio un programmatore io, sogno sempre e comunque, proprio “a prescindere” come direbbe totò, e spesso di giorno a occhi aperti 🙂

  4. Il massimo della mia organizzazione è avere, ovunque e sempre, lo spazzolino da denti con me. =)
    Sto andando bene, sto andando bene…

  5. elisabettapendola elisabettapendola

    ciao scopro solo adesso il tuo blog, piacere 🙂

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