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Vale versus ULSS

“Non si preoccupi, vedrà, entro 4 ore dall’intervento lei starà già da così a così (ruotando la mano). SI FIDI”.

Questo è stato solo l’inizio, naturalmente. Negli ultimi mesi purtroppo ho avuto a che fare con le più svariate problematiche di salute di molte persone a me care e ho quindi dovuto tuffarmi in pieno nel mare magnum della sanità italiana. Con quali risultati? Negativi sul piano umano e negativi anche sul piano dei risultati, con il pensiero conclusivo traducibile nel classico luogo comune del “c’è da sperare di stare sempre bene”.

Vignetta presa da

Situazione uno: il centralone. Mi viene in mente subito l’inizio del primo Fantozzi, con la moglie che chiama il centralone della ditta per avere informazioni sul marito scomparso. Poi penso “vabbè che sarà mai, un centralone! Chiamiamo!” risponde la voce elettronica “si prega di restare in linea per non perdere la priorità acquisita. Il suo tempo d’attesa stimato è…. (segue suspense pari a quella provata in stazione quando viene annunciato che una corsa è stata cancellata e non si sa ancora quale) inferiore a 5 minuti”

ah beh! Meno male, penso!

27 minuti dopo (veramente 27 minuti dopo, non è per dire tanto tempo dopo) mi risponde la centralinista

“ah… pero’ per questo esame deve chiamare il diretto del reparto che le spiegano”

“ok, mi dia il numero..”

“le ricordo che può chiamare dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 14,30”

ovviamente io sto chiamando di venerdì e sono le 15,16. Vabbè, ritento sarò più fortunata – mi dico nel mio inguaribile e a tratti detestabile ottimismo-.

Lunedì: richiamo il diretto del reparto, inutilmente. Numero sempre occupato.

Martedì: mi risponde una signora che gentilmente mi informa che io non posso fare nei tempi ipotizzati l’esame, devo spostare la data e per farlo devo, ovviamente, richiamare il centralone.

“Scusi non potete farlo voi già che ci stiamo parlando?- accenno timidamente-“

“assolutamente no, deve ripassare dal numero verde del centralone”.

SIGH. Ok richiamo. Stavolta più fortunata, solo 13 minuti d’attesa. Confesso di essere stata quasi felice in quel momento. Risponde un’altra gentile signorina

“sig.ra lei ha già una visita prenotata a suo nome… “

“sì- dico- ma mi avete detto di chiamare il reparto per le specifiche del caso e il reparto mi ha detto di richiamare voi per spostare l’esame ad un’altra data, dato che non ci siamo con i tempi previsti” (è un’esame che si può fare solo 6 giorni al mese)

“ma è sicura?”

“…..?!? (desiderio mio di rispondere “no, quando non so come ammazzare il tempo chiamo il centralone a caso”) certo! ho appena parlato con il reparto”

“ma ha parlato con un uomo o con una donna?”

“?!?!? Con una donna… ma perché, mi scusi fa differenza? Devo richiamare e chiedere di parlare con un uomo e forse mi darà risposte diverse?”

“no, naturalmente”

“?!??????!!!!!”. Ok, rifisso un nuovo appuntamento.

Situazione due : dopo infiniti tentativi di soluzioni farmacologiche, senza alcun risultato,si procede, come da protocollo, con chirurgia mini invasiva che avrebbe dovuto portare i risultati di cui parlavo all’inizio. Dopo 4 ore nessun risultato. Commento del medico che aveva parlato delle 4 ore “eh ma prima di dieci giorni non si può vedere niente” dopo dieci giorni “bisogna aspettare comunque almeno 6 settimane”. Scommetto che avete già indovinato cosa succede dopo le 6 settimane… bisogna aspettare almeno 4 mesi! Siamo passati con la più totale scioltezza da 4 ore a 4 mesi! Nel frattempo,  innumerevoli tentativi di contattare il medico referente che “oggi non c’è ma lo trova domani…”

l’indomani: “oggi non c’è…”

“ma come, ieri mi ha detto che oggi c’era!”

“ha deciso all’ultimo di andare ad un convegno”

“ah, vabbè… allora riprovo lunedì..”

“no, lunedì è in ferie”

“grunf… e quando torna?”

“tra due settimane”

“ho capito, allora chiamo più avanti”

“sì ma guardi che rientra 5 giorni e poi è in ferie altre due settimane”. Decido quindi di prendermi anch’io un giorno di ferie per fare tutte le telefonate e gestire tutti i tempi d’attesa, non vedo soluzioni alternative.

Situazione tre:  un’ora prima dell’intervento, sala operatoria, chirurgo dice all’ operanda

“allora signora, sa cosa facciamo? Togliamo anche l’utero, che l’intervento viene meglio”

la malcapitata, meno convinta del suo ruolo di operanda, risponde “ma … come dottore… non capisco… cosa c’entra quest’altro organo? Sono qui per operarmi di un’altra cosa”

il genio della medicina risponde “sì sì non si preoccupi, SI FIDI, vedrà che così l’intervento riesce meglio e poi… in fin dei conti… cosa se ne fa dell’utero? Vent’anni li ha passati da un pezzo”.

Mi ricorda il macellaio sotto casa “signora, le ho messo un po’ di carne in più, che faccio? La lascio?”. Sembra si stia parlando di pezzi di persona e non di persone intere.

Conclusioni: intervento realizzato come proposto dal chirurgo e… sbagliato! È stato necessario un altro intervento e tra un paio di mesi ne servirà un altro ancora.

SI FIDI.

Tutto questo sembra paradossale, invece è tragicamente vero. Stiamo peraltro parlando di visite in regime di libera professione, consulti con illustri primari, e interventi in cliniche ritenute il fior fiore della sanità italiana. Non oso immaginare che succede a chi cerca soluzioni ai suoi problemi di salute senza avere disponibilità economica. Sono, come potete sentire, molto amareggiata, anche perché bazzico la sanità da molti anni per lavoro e so quante persone disponibili e meravigliose ci sono. Ma quando ci si scontra con certe situazioni non si può che sentirsi umanamente sconfitti.

18 Comments

  1. E’ un’ordalia, cara Vale. E un’idrovora di denaro che va a finire non si sa dove. Nel senso che non si sa se sia mafia, ndrangeta o camorra. Sono testé reduce da un consulto per mio suocero, 87enne, cui un ortopedico aveva proposto un “interventino”. Fortunatamente abbiamo sentito un internista che ha detto che è assolutamente sconsigliato. Soprattutto per le potenziali infezioni post-operatorie. E’ difficilissimo prendere una decisione, perché chi dovrebbe aiutarti aumenta solo l’entropia. E tu esci ogni volta da uno studio diverso un po’ più confuso di prima.

    • Vale Vale

      Infatti. Ormai mi regolo così: chiedo almeno 3 consulti, se almeno 2 specialisti sono d’accordo sulla diagnosi, si procede, altrimenti si chiede un quarto consulto e così via…

  2. La battuta su Fantozzi (che ho apprezzato tanto) e quella sul macellaio sono le uniche due isole di salvezza che vedo in questo oceano di amarezza. Una cosa su tutte: ma con che leggerezza si può dire “togliamo anche l’utero”? Sono basito.

    • Vale Vale

      E pensa che quando abbiamo protestato con il direttore sanitario per la mancanza di etica, oltre che di una minima sensibilità, di questo ginecologo, ci è stato risposto “è il migliore che abbiamo”. Non c’è da stare allegri…

  3. quello che ho letto mi sa di déjà vu. il ping pong tra il centralone e il reparto, compresa la domanda “ma chi gliel’ha detto, scusi?”, è un classico.
    hai tutta la mia solidarietà. 🙂

    • Vale Vale

      Ti ringrazio e mi dispiace che sia toccato anche a te. Davvero.

  4. Sto vivendo una situazione simile con mia nonna, che visti i tempi biblici per sapere un responso mi ripete in continuazione “non diventar mai vecchio, che non c’è malattia peggiore” :p

    • Vale Vale

      Allora vedi se riesci a farti dare la ricetta per l’eterna giovinezza! 😉

      • Al massimo conosce quella per i tortellini ma non me la vuol dire. Segreto professionale di nonna :p

        • rO rO

          Ci interessa!!

  5. afrore afrore

    Benvenuta nel dorato mondo della P.A. dove paraculati fancazzisti, sostenendo di essere sottopagati per le loro 36 ore di lavoro settimanali, si arrogano il diritto di fare male il proprio lavoro. Si parla di gente che dal momento dell’assunzione conta i giorni che li separa dalla pensione, al lavoro studiano sistemi per ottenere prepensionamenti, permessi, finte malattie, licenze matrimoniali, maternità che si protraggono da una gravidanza alla successiva senza soluzione di continuità……

  6. M2 M2

    Capisco purtroppo per esperienza la tua amarezza e non sarebbero fuori luogo, penso, rabbia e indignazione. Mi auguro che tutto volgerà al meglio.

    • Vale Vale

      Grazie! Riesco a sentire un piacevole calore solidale provenire dalle tue parole. Non è poco. 🙂

      • M2 M2

        Ho letto il tuo post e ho letto anche quello che non c’è scritto, e avrei voluto trovare altre parole, ma non ci sono riuscito o forse non ho voluto cercarle. Evidentemente le parole non erano tanto importanti, dal momento che il loro senso è arrivato e di questo sono contento 🙂

        • Vale Vale

          🙂

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