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Cerco casa: la casa a cascata di Ayn Rand

Quindici anni fa circa ad un festa di carnevale al Molino Stucky ho incontrato uno strampalato medico americano che, affascinato da Venezia, ci andava ogni anno per riviverne l’atmosfera e scattare fotografie.
Trascurando che per anni ho continuato a pensare che mi portasse sfortuna solo pensarlo, devo a lui la scoperta di un libro che continuo a portarmi nel cuore. Il libro, non il film.

La Fonte Meravigliosa (Fountain Head) di Ayn Rand.
Ayn Rand, coerente e radicale scrittrice degli anni Venti. Borghese, russa di San Pietroburgo, nata Alisa Rosenbaum, cambiò nome. Era laureata in storia.  E’ sfortunatamente morta nel 1982, a New York.

Il libro racconta la storia di un architetto che non accetta compromessi e che combatte per l’affermazione delle proprie idee contro una moltitudine ottusa, contro la collettività mediocre. Lui non progetta case neoclassiche, copie sterili del Partenone e senza contesto. E’ inizio secolo e le facciate in vetro, l’uso dei materiali come il granito, possono armonizzare un edificio con l’ambiente circostante, facendo sì che sia parte di un unico piacevole paesaggio. Così il protagonista si scontra con chi non vede bellezza in queste soluzioni, con chi, egoista, si vende al nuovo compratore, alla massa ignorante, si scontra con chi non apre neanche la propria mente a nuove ipotesi.
Io immagino Howard Roark, i suoi avambracci con la pelle chiara, le vene in evidenza. Lotta contro e con Dominique Francon, la donna bella ed intelligente che ama, che sposerà un altro, ma che è come lui. E’ integro Roark, fiero e granitico. Il libro inizia con una sua descrizione, appena espulso dalla Scuola di Architettura dell’Istituto di Tecnologia di Stanton, proprio alla vigilia della laurea e continua a raccontarne la vita negli anni.

Il film è misero in confronto al libro. Evitate di guardarlo. Gary Cooper non è l’uomo descritto nel libro.

( La casa nelle foto è la Rock House, abitazione progettata da Patterson & Associates, e si trova in Nuova Zelanda )

E’ un libro di quelli che ti fa riflettere e decidere chi vuoi essere nella vita. Un libro impegnativo perché fa pensare, ti fa interrogare su quello che fai tutti i giorni. Un libro per chi cerca se stesso, un libro che non si dimentica e chi l’ha letto non puo’ che sentirsi fortunato.

Chissà. Un libro per chi, come me, cerca casa.

Incipit:
Howard Roark scoppiò a ridere.
Stava eretto, nudo, in cima ad uno scoglio. Il lago giaceva a grande profondità sotto di lui. Un’esplosione di granito lanciò spruzzi d’acqua e schegge di pietra fino in cielo, sopra lo specchio immobile delle acque, non increspate neppure dalla più lieve bava di vento. La pietra scintillava luccicante, bagnata dai raggi del sole. E il lago al di sotto sembrava un anello sottile di acciaio, che tagliava a metà le rocce, precipitanti fin nel profondo, immote. si sarebbe detto che nascessero dal cielo e nel cielo finissero; e il mondo sembrava sospeso nello spazio, un’isola ondeggiante sul nulla, ancorata ai piedi dell’uomo.

Citazione 1:
Chi crea, si basa sul proprio giudizio. Il parassita segue l’opinione degli altri. Chi crea, pensa. Il parassita copia. Chi crea, produce. Il parassita ruba. Chi crea crede alla conquista della natura. Il parassita alla conquista degli uomini. A chi crea va data indipendenza. 

Citazione 2:
E del resto ostentare la propria intelligenza è una cosa volgare, ancor più volgare… che mostrare la propria ricchezza.

Soundtrack: Cook da Books – Your Eyes

26 Comments

    • rO rO

      Porta pazienza. Questo post è in fieri.

      • Lo è come tutti quelli che come noi “cercano casa”

    • rO rO

      Vedrai che ti piacerà. Magari dirai che è lungo, magari che a 3/4 è un po’ lento, ma ti arricchirà enormemente.

  1. Daniele Daniele

    Anche io cerco casa, quindi dimmi una cosa. Ho un’idea precisa al riguardo, ma mi interessa il tuo parere: quanto è giusto scendere a compromessi rispetto ai tuoi sogni?
    La casa è importante, è il tuo rifugio.

    • rO rO

      Il giusto lo conosce solo il cuore e ognuno ha il suo. Direi q.b.

  2. afrore afrore

    La citazione 2) mi fa riflettere e non mi trova d’accordo in quanto ossimoro: l’ostentazione dell’intelligenza. L’acculturato ostenta, imponendo al malcapitato interlocutore improbabili collaudati percorsi mentali preconfezionati volti inesorabilmente ad essere asseverati tramite citazione di letture, frequentazioni di altisonanti ambienti pseudoculturali, imposizione di facili e urlati stereotipi politici….. ……l’intelligente non ostenta se lo è veramente.
    Come l’ostentazione è imposizione e prevaricazione dell’altrui mente così l’intelligenza è libertà fatta manifesta di adesione ad una feconda idea

    • sarebbe un ossimoro in un mondo perfetto. ma siamo umani, imperfetti. la tentazione di ostentare è sempre lì, specialmente quando ci si trova in certi contesti. va tenuta a freno. e non sempre ci si riesce.

  3. Fa Fa

    Libro magnifico. Lungo ed estenuante, come molti grandi libri. Come tutte le grandi storie. Grazie Ro di avermelo fatto leggere. 🙂

  4. Due signore citazioni, di un libro dei tanti che non ho letto….chissà che un giorno non mi capiti sotto mano.
    ah…buona ricerca di casa 😉

    • rO rO

      Parliamone!

      • Parliamone sì! Mi chiedo come fanno certi architetti a fondere le loro “opere” in contesti che sono agli antipodi delle loro visioni.

        Cmq darò un occhio alle recensioni ed eventuali estratti di libro & autore 🙂

        Un saluto!

  5. afrore afrore

    L’apprezzamento per un’abitazione dipende dal gusto, vicende personali ed esigenze pratico/lavorative di una persona ma di una cosa sono sicuro: non c’è nulla di peggio di una casa grande con stanze chiuse, non abitate, quelle che hanno sempre alcuni balconi chiusi; mi fa pensare ad una felicità familiare ormai perduta, una finestra chiusa chiude dietro sé urla di bambini e sogni di adolescenti

  6. Le infinite porte di Hermann Hesse | FarOVale Le infinite porte di Hermann Hesse | FarOVale

    […] so che c’è. Non so dove ma c’è. E’ come l’Hermine di Hermann, è come la Dominique Francon di Howard Roark. Quello che sento io è che esiste un mio simile e mio opposto, complicato e semplice quanto me, in […]

  7. rO rO

    L’ha ribloggato su FarOValee ha commentato:

    Domani mattina viene qui un’architetto, una che lavora in un’agenzia immobiliare. Forse è la volta che vendo casa.
    Quanto a trovarne un’altra, mi pare molto più difficile.
    Ho fatto le pulizie di primavera a novembre.

  8. L’ha ribloggato su sweetietashi.

  9. Io alla casa comincerò a pensarci tra qualche anno, a gennaio torno a farmi coccolare un po’ dalla mamma XD

  10. Bel libro. Terribilmente maschilista.

    • rO rO

      Deve essermi sfuggito. Non me ne sono mai accorta.

  11. Cristopher toph Caietti Cristopher toph Caietti

    A chi crea va data indipendenza. Come non essere d’accordo. Leggerò il libro durante il mio breve periodo a Bordeaux.
    Buona ricerca.

    • rO rO

      Bordeaux! Che invidia … Il libro non è piccolo quindi se il tuo soggiorno sarà breve avrai bisogno di qualche giorno in più. Poi magari, se ne hai la pazienza, scrivimi e fammi sapere che ne pensi.

      • Cristopher toph Caietti Cristopher toph Caietti

        Certo che lo faccio.
        A Bordeaux c’è una persona che mi interessa molto solo che la distanza è un problema grosso e si aggiunge alle nostre vite alla rincorsa.
        Mi sto chiedendo da vario tempo come mai le persone interessanti sono tutte distanti.

        • rO rO

          Sfiga?

          • Cristopher toph Caietti Cristopher toph Caietti

            Un pochetto direi di sì.

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