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I calzini blu del cane di Pavlov

Ci sono una serie di cose che mi riescono difficili. Anzi, ci sono milioni di cose che proprio non mi riescono. Sono una persona incapace, ad esempio, di parlare tanto per parlare. Sarei un pessimo politico e, dipendesse da me, le riunioni durerebbero quarti d’ora. Peccato che il mondo sia pieno di persone che invece adorano parlare e adorano, soprattutto, ascoltarsi. ed eccoli lì, per ore, a parlare di niente, a eccepire il niente, a chiedere del niente. Ore immolate sull’altare del suono di quelle  voci.

Ma non mi riescono anche molte altre cose: alcune inutili come fare il saluto vulcaniano o vedere “uomini e donne”, altre importanti come costruire una bomba atomica oppure un ponte sullo stretto di Messina. Non sono neanche capace di collegare dei cavi elettrici (non ho mai capito la storia dei colori e della messa a terra). Ma se mi date due cavi, probabilmente, posso farcela. Non riesco, peraltro, mai a capire perché tutto il mondo delle tecnologia sembri spesso volermi fare incazzare (compreso questo tablet).

Fra le cose che non riescono ce n’è una che riesce difficile a tutto il genere maschile. Si tratta del proibitivo esercizio di guardare frontalmente nel momento stesso in cui incrociamo una donna che va nella direzione opposta. Si contano, a causa di questo movimento, numerosissimi stiramenti ai muscoli del collo.

Non prendetevela con noi. E’ un semplice riflesso incondizionato, una banalissima questione di stimolo-risposta. Voi siete lo stimolo al quale noi rispondiamo. Pavlov, in fin dei conti, non ha mai rimproverato il simpatico cagnolino e lui, considerate, sbavava anche molto meno.

Un’ultima cosa trovo davvero complicata. Distinguere il colore dei calzini fra quelli neri e quelli blu, il mattino, appena sveglio. Vorrei fare un appello a quel signore che li vende e dove anche voi, immagino, li avrete comprati almeno una volta.

O forse no, voi comprate solo Paul Smith.

L’appello, dicevo: quel blu, porca troia, un po’ più chiaro, please. Che alle 7 di mattina, con la luce artificiale e il sonno cosmico, sembran tutti uguali.

Soundtrack: Strokes – Hard to explain

22 Comments

  1. rO rO

    Love spreads :))) Spring’s coming!

    • Fa Fa

      Quella “Love Spreads”?
      Dio li benedica. Assieme alla primavera, ovviamente. 🙂

      • rO rO

        Pensavo a quanti spunti mi hai dato con questo post. Tipo che per il tuo imminente compleanno potresti ricevere dei nuovi calzini, che la mia inutile milza probabilmente risponde a degli stimoli nervosi e soprattutto che alla prossima riunione di lavoro in cui ti incontrerò ti saluterò con il saluto vulcaniano!!! Dio benedica le nostre curve ed i vestitini leggeri che indossiamo.

      • Fa Fa

        Per ora dovreste continuare a coprirvi, che c’è il freddo. Noi tanto ci voltiamo lo stesso! Aspettiamo tutti molto ansiosi la primavera e i vestitini leggeri. 🙂

  2. Vale Vale

    Come ti capisco Fa! A me capita di uscire da riunioni interminabili e incontrare qualcuno che mi chiede di cosa abbiamo parlato. Normalmente rispondo “del sesso degli angeli” visto l’essenzialità vitale dei temi affrontati! Odio le riunioni…

    • Fa Fa

      Dovremmo fare una riunione io e te, Vale. Un quarto d’ora, ci diciamo quello che dobbiamo dirci, e poi andiamo a bere un Prosecco. Questo si chiama “saper utilizzare il tempo”.

      • Vale Vale

        Quando vuoi! 😀 per un amico e un prosecco il tempo si trova sempre

  3. Bachelorette Bachelorette

    Ma come sapevi di Pavlov? Me lo sono andato a leggere! Interessante quasi di più di Paul Smith!

    • Fa Fa

      Noi umanisti le abbiamo studiate, quella robe là. Non chiedermi perché ma Pavlov è una delle tre cose che m’è rimasta in mente. 🙂

  4. Daniele Daniele

    non è che magari sei daltonico? scherzi a parte, dopo un quarto d’ora di riunione mi si chiudono gli occhi. il trucco? mi pizzico l’interno coscia per stare sveglio.
    riguardo l’imminente primavera: bella eh, ma la tortura di curve e vestitini…

    • Fa Fa

      Interessante teoria. Ma i numeri di pallini colorati riesco a leggerli! Proverò ad adottare la tua tecnica per le riunioni…grazie di aver condiviso!

  5. Post divertente, eppure tragico, perché hai fatto diversi centri. Fra i vari, quello più doloroso riguarda l’imminente apertura della stagione di “b-watching”; negli ultimi mesi siamo stati graziati dalle temperature rigide, che hanno fatto ispessire e allungare gli abiti, così da lasciarci concentrare e vivere quasi serenamente. Ma temo che fra poche settimane la giungla si scatenerà in noi. Provo spessissimo a non voltarmi, con tutto me stesso. E più la ragazza in questione è bella da farmi sciogliere, più è clamoroso riuscire a non voltarmi. Ma sono vittorie di Pirro. Esse sono ovunque…pietà…

    • Fa Fa

      Condivido il dramma. E’ sempre un rigido esercizio di autocontrollo. 🙂

      • M2 M2

        *mumble*
        sì… “rigido” direi che descriva bene il fenomeno 🙂

  6. Infatti credo sia per questo che a volte le nostre torsioni cervicali suscitano ceffoni alla Federer da parte delle nostre accompagnatrici: per evitarci colpi della strega.

    Quanto ai calzini, consiglio il mio metodo: acquisto massiccio di pallet di calzini monocolore. Ottimo anche in caso di buchi sistematici su un solo alluce.

    • Fa Fa

      Grazie del consiglio. Ma come fai ad abbinarli al vestiario? Ti vesti sempre alla stessa maniera? #dubbiamletici

  7. ho scoperto, leggendo delle scritte “con le palline” di essere daltonico e mai me lo sarei immaginato… pare ne soffra lo 0,2% del popolo maschile… me ne sono fatto una ragione|

    • Fa Fa

      Io i calzini neri/blu non li distinguo comunque. Senza essere daltonico. Son drammi. 🙂

  8. Medesimo problema in cerca di un efficace soluzione!
    Grazie

    • Fa Fa

      Lieto di non essere solo! 🙂
      E poi, è noto, il primo passo è ammettere di avere un problema.
      Ma non possono scriverci sopra “blu” o “nero”?

  9. Quella dei calzini l’ho combinata anch’io diverse volte, credo sia il pensiero di tutti: perché il blu è così scuro? Perché proprio il blu dei calzini?
    E poi: non è mica così inutile il saluto vulcaniano!

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