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What goes around, comes around

Cose che mi rimangono in testa e tornano.
Randy Pausch era un brillante professore di informatica americano, morto piuttosto giovane, nel 2008. Durante la sua ultima lezione agli studenti tenne un discorso estremamente illuminante. Chiaro e ottimista, esso ha fatto il giro del mondo.

A me è rimasto ben inciso in testa per questo.

Una buona scusa è formata da tre parti:
1. Mi dispiace
2. Era colpa mia
3. Cosa posso fare per rimediare?

Tutto il resto è aria.
La signorina “scusa” con il suo intercalare, regolare nelle conversazioni con certe persone – non con altre, sottintende spesso una variante del punto tre: “Cosa posso fare io?”, alternativa al “Di che cosa sei responsabile tu?”, inculcatomi da un educatore durante un campo estivo parrocchiale in montagna.

Soundtrack: The Doors – Love me two times

35 Comments

  1. Discorso molto illuminate dici bene, di luce e vita! grazie per avermelo ricordato… 1000 sorrisi ^____^

    • rO rO

      Grazie! 🙂 Buona giornata! Caffè!

  2. Daniele Daniele

    Non lo conoscevo quindi grazie della segnalazione.
    Mi piace molto, tra le sue frasi celebri: “Non si può arrivare in cima da soli. Qualcuno deve aiutarti. Io credo nel karma. Credo che si riceve ciò che si è dato”.
    Anche io credo che si riceva quello che si è dato, se si considera un campione di tempo sufficientemente grande.

  3. masticone masticone

    un amico di Randy pausch è anche amico mio
    quindi,,,

    • rO rO

      Masticone! Mancavi solo tu nell’allegra brigata!

  4. già, una buona scusa dovrebbe essere sempre così

  5. afrore afrore

    In Italia secondo me la scusa prevalente sarebbe: era destino.
    Fatalismo mediterraneo vs pragmatismo anglosassone

  6. Splendido Randy Pausch… ma anche la soundtrack è roba seria!! 🙂

  7. Consiglio il libro di Randy Paush!!! Non tutti son capaci di scusarsi. Io lo faccio se mi accorgo di aver sbagliato. Se non mi accorgo non lo faccio. Apro quindi un’altra questione. Tutti quelli che credono di aver subìto da te un torto, non tti chiedono spiegazioni, ma ti odiano e ti sputtanano di nascosto?!
    Forse perchè non sanno scusarsi?
    Ciao rO, che città è?!

    • rO rO

      Da come descrivi tu la situazione, credo che quei “tutti” non abbiano alcuna intenzione di scusarsi, a prescindere dal saperlo o non saperlo fare. La città è Guangzhou ( Canton ), Cina. Presa dalla mia collezione di foto dalle camere degli hotel. Non ho trovato di meglio stamattina.

      • La voglio anche io una collezione di foto dalle camere degli hotel!!! 😀

        • rO rO

          Ah ah ah! Allora inizia! Non sarà difficile 🙂

  8. bellissima lezione

  9. M2 M2

    Una cosa su cui vale la pena di riflettere è se e quando noi stessi e gli altri chiediamo scusa o propiniamo una scusa. Sono due cose sostanzialmente opposte che a volte vengono confuse.
    Avrei una curiosità sul titolo: rimanda ad una canzone di Anouk?

    • rO rO

      Veramente no. Rimanda ad un proverbio inglese e basta. Certo, se poi, oltre alla canzone che vedi citata come soundtrack, dovessi pensare ad un’altra, allora prima canticchierei Justin Timberlake ma dopo due battute sarebbero i Nirvana di All Apologies.
      Qual é il titolo della canzone di Anouk?

      • M2 M2

        So che esiste un tale Justin Timberlake solo per via degli insulti che rimedia sui canali di Youtube 🙂

        Il titolo della canzone non è significativo -sarebbe Nobody’s wife-, lo è il fatto che nel testo Anouk ripeta più e più volte “sorry” e citi il proverbio. Mi chiedevo quindi se ci fosse un’attinenza con quanto volevi dire ed eventuali sottili distinzioni tra “sorry” ed “excuse me” (da cui anche la mia rilfessione precedente ed altre mie elucubrazioni non necessarie).
        La canzone di Anouk per me è stupenda, vale la pena di ascoltarla .
        Il testo lo trovi qui: .

      • afrore afrore

        A me viene in mente Bob Marley prima dei Nirvana.
        Oppure, per gli eletti dell’house, Alex Natale

        • rO rO

          Bob Marley… Ok, ho capito.

  10. M2 M2

    Ops, postare link è proibito 🙂

    • rO rO

      Diciamo che… rovina un po’ la grafica e quindi non lo apprezzo molto. La canzone invece ce l’ho ben presente 🙂

      • M2 M2

        [i]Diciamo che… rovina un po’ la grafica e quindi non lo apprezzo molto.[/i]

        Ah… mi spiace. E’ colpa mia, come posso rimediare?

        • rO rO

          🙂 Non l’hai rovinata. Quindi non ti preoccupare. Grazie!

  11. Daniele Daniele

    Mi è venuta in mente un’altra cosa riguardo alle “buone” scuse. Capita che ai punti che hai elencato qualcuno ne aggiunga un quarto, un 2bis: “non ho fatto apposta”.
    Rovina tutto e mi fa andare in bestia. È ovvio che non hai fatto apposta (saresti una carogna indegna di essere scusata altrimenti), e non è un alibi.
    Ecco questo non lo sopporto. Ed evito sempre di dirlo quando mi scuso.

    • rO rO

      Approvo!

  12. jolienight jolienight

    ^_^ decisamente importanti quelle parole.

  13. “What goes around, comes around | FarOVale” definitely got
    myself addicted with your blog! I reallywill probably wind up being back more regularly.
    Thank you ,Markus

    • rO rO

      We’ll be happy to see you here. Unfortunately we write in Italian. I hope you’ll find a way to undestand it. So, please, take place 🙂

  14. Randy Pausch è una persona di quelle che ne nascono poche. Esistono anche delle altre “lectures” illuminanti, una riguarda la gestione del tempo, che, data la sua situazione, era diventata una risorsa piuttosto critica. E lasciare un testamento spirituale di questo tipo è qualcosa che i figli porteranno nel cuore per tutta la vita.
    Nel merito, chiedere scusa è difficile. Se lo si fa, bisogna cercare di farlo al meglio, prendendo il proprio orgoglio e mettendoselo sotto i piedi. Altrimenti non funziona.

    • ro ro

      Fatti vedere un po’…. dici che ci assomigliamo?

  15. Grazie di aver linkato questo post. Questa cosa della scusa mi sta facendo riflettere.

    • rO rO

      Da quando un po’ di tempo fa c’ho riflettuto anche io mi sono resa conto che le scuse vere hanno uno spessore diverso dalla semplice frasetta.

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