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Coltivare la felicità

Voi ancora non lo sapete, ma io sono la “giardiniera” del gruppo. Nutro da sempre una smodata passione per le coltivazioni dalle più nobili, tipo orchidee genere Cattleya, alle meno – si fa per dire – nobili, tipo zucchine e pomodori. Non dispongo di grandi spazi, solo di un terrazzo, stipato all’inverosimile. Non potete immaginare la soddisfazione dopo una giornata di lavoro, magari particolarmente stressante, di tornare a casa e dedicarmi al mio personale angolo di Eden. Appena arriva la bella stagione io riparto con rinvasi, trapianti, potature, semine e quant’altro offra la natura. Osservo le mie piante nei minimi cambiamenti, ogni giorno hanno qualcosa di nuovo da dirmi: le fragole che ieri erano ancora acerbe oggi sono mature!

E… guarda! Un bocciolo del cedro si è finalmente aperto! Accidenti, la rosa gialla è fiorita! Cavolo! Le piante di peperoncino crescono a vista d’occhio!

E mi meraviglio, mi meraviglio per le piccole cose e voi non ci crederete, ma sono felice.

Come dicevo la settimana scorsa al mio amico Fa (che sto cercando di convertire al giardinaggio) “dopo una giornata di lavoro del cavolo in cui spesso mi chiedo quale sia il senso e chi me l’ha fatto fare, improvvisamente arrivo a casa, mi faccio cullare da Madre Natura e riscopro che c’è un senso, un senso più grande” ed è bello farsi trasportare dal ritmo naturale, sapendo che, comunque vada la propria vita, il ciclo delle stagioni continuerà comunque. Lo trovo rassicurante, ecco. Tra l’altro ho anche due validi aiutanti, il Grosso e la Piccola che mi aspettano con impazienza per il quotidiano giro del terrazzo e consueto esame di ogni pianta.

Ecco per esempio il Grosso mentre osserva da vicino un ligustro texano.

Ho a questo proposito trovato piacevole e condivisibile un libro di Pia Pera dal titolo “Giardino&orto terapia” di cui vi riporto uno stralcio: “tra le piante si prova la sensazione di avere trovato con estrema facilità il nostro posto al mondo. Di trovarci esattamente dove dovremmo essere. Che questo avvenga per la più primordiale delle complementarità, quella tra animale e pianta? Tra creature opposte, che si nutrono l’una del respiro dell’altra? Non saprei. Ma l’importante è questo: funziona”. E ancora “Lavorare la terra, scioglierla e alleggerirla, è come trasformare la mente, farne un terreno da cui strappare, prima che radichino in profondità, stati d’animo distruttivi”.

Io ci aggiungerei che vale la pena provare, prendetevi un bulbo di giacinto e osservatelo crescere a vista d’occhio.

Nell’arco di pochi giorni la bellezza e il profumo del suo fiore vi incanteranno.

E il mondo vi sembrerà un po’ meno grigio.

41 Comments

  1. Quanto è bello questo post.
    Trovare un modo per estraniarsi, ma nel contempo per essere presenti a se stessi facendo qualcosa che ci arricchisce, è quello che io mille volte ho definito “avvicinarsi ad uno stato coscienziale superiore”, ed è quello che dici anche tu quando affermi “mi faccio cullare da Madre Natura e riscopro che c’è un senso, un senso più grande”.
    Quello che cerchiamo tutti (o meglio che dovremmo cercare, per tentare di vivere meglio) e’ la consapevolezza, che si raggiunge incominciando ad avere coscienza di sé. I metodi per arrivare a ciò sono infiniti ed abbracciano tutti i campi umani (yoga, sport, cerimonia del the’, tiro con l’arco, tai chi, meditazione, training autogeno, autoipnosi, musica, pittura, arti manuali ecc.). Allenandosi sulla coscienza del sé diverremo, con il tempo, distaccati dal mondo circostante (‘sono in questo mondo ma non di questo mondo…’). Lo studio e’ fondamentale per apprendere e capire il meccanismo ma, ad un certo punto, bisogna “bruciare” i libri e cominciare a lavorare senza farsi intrappolare dalla lettura.

    • Vale Vale

      Ciao! Grazie! Verissimo, dovremmo cercare la consapevolezza. Credo che questa sia la base. Del resto è dai tempi dell’oracolo di Delfi che ci portiamo dietro l’ammonimento “conosci te stesso”. Alcuni scelgono di farlo…

      • E sì. E fu ripreso dai Pitagorici, e nel medio evo dagli alchimisti. E insomma, potremmo parlarne per ore 😉

  2. Bellissimo!!! io adoro i fiori!
    Sono la massima espressione della bellezza della vita e nel caso dei frutti… direi la massima espressione della bontà!!

    😀

    • Vale Vale

      Grazie! 😀

  3. Diversi amici mi sfottono appena glielo dico, ma io non smetto mai di ripeterglielo: quando vi butta male abbracciate un albero. In pochi secondi si riacquista la serenità.
    Verissime le parole sulla complementarietà!
    E complimenti per la passione e i risultati =)

    • Vale Vale

      Assolutamente d’accordo! Mi è capitato spesso di farlo… I miei preferiti sono gli alberi molto “anziani”che è impossibile cingere completamente da soli 🙂

  4. elinepal elinepal

    Che bello! un terrazzo! è vero le piante danno un’enorme soddisfazione e un gran sollievo mentale. Ma scusa vivi ai tropici che ti si maturano le fragole ora?

    • Vale Vale

      Eh no è una foto di repertorio! Giugno 2012. Pero’ le ultime le ho incredibilmente,raccolte a novembre…

      • elinepal elinepal

        brava assai allora!

  5. Alex Alex

    Ero convinto sollo alla lettura del titolo. Lo sai che sei la giardiniera del gruppo ! Anche a me piacciono le orchidee ma piuttosto quelle che si osservano nella natura : vesparia, orchidea piramidale, concordia, ballerina..ecc…(ne abbiamo 70 taxon solo nella mia regione). Direi che la vera giardiniera si riconosce anche alla scelta degli scatti : un bellissimo giacinto blu di Delft e non un orrendo giacinto gamberetto rosa 🙂

    Alex

    • Vale Vale

      Ciao Alex, grazie! Aspettavo un tuo commento! Da queste parti abbiamo l’Anacamptis Pyramidalis e la Coeloglossum viride, per esempio. 🙂

  6. Più che il pollice verde, dico sempre che a me, la Natura, ha regalato il pollice verso. Non ho costanza, dimentico di annaffiare le piante, proprio non mi entrano in testa i tempi relativi alla semina e al ciclo di crescita.
    Però adoro profondamente l’idea di avere un piccolo orto domestico di cui ognuno possa prendersi cura. Sarà che sono cresciuta in quello di mio nonno, respirando l’odore dei pomodori appena maturati e stando attenta a non pestare le foglie della lattuga nel terreno. E’ bellissima l’idea di nutrirsi di ciò che si è prodotto con le proprie forze 🙂 Brava, Vale!

    • Vale Vale

      Non demordere! Per quanto possa essere verso il tuo pollice penso tu possa trovare qualche pianta da coltivare con soddisfazione. Se ti piacciono e hai un po’ di sole prova con i peperoncini, sono davvero facili da gestire… P.s. Quanto buono è il profumo delle piante dei pomodori? 🙂

      • Eccezionale. E il sapore dei peperoncini cui hai accennato? Divino! Proverò 😉

  7. Branoalcollo Branoalcollo

    Io ho due orchidee, che curo con devozione, con scarsi risultati, a volte le sgrido pure…

    • Vale Vale

      Io ci parlo sempre, a volte elogiandole, a volte rimproverandole “lo vogliamo far uscire questo fiore sì o no?” non so se funziona per loro, sicuramente funziona per me, che ho sempre bisogno di verbalizzare. Che tipo di orchidee sono le tue? Io ho sempre miseramente fallito con le Cymbidium, ad esempio

  8. Daniele Daniele

    Come darti torto! Anche io sono un seguace della cura delle piante.
    Quando (raramente) me ne muore una ci rimango malissimo.
    In particolare adoro i cactus, ma anche al limone – che ho salvato da una notte a -13 (due inverni fa) – sono molto affezionato. In realtà a tutte le mie piante…

    • Vale Vale

      Credo che anche quel limone salvato dal gelo sia molto affezionato a te!

      • Daniele Daniele

        Credo che adesso mi sia debitore, e in caso di bisogno lui dovrà salvare la vita a me.
        (devo averlo sentito in qualche film di azione, ma non so se vale anche per i limoni)

        • Vale Vale

          Ahahah! Sì secondo me vale anche per loro! 😀

  9. delicatepoppy delicatepoppy

    Non c’è niente da fare io e il giardinaggio siamo due cose diverse, quindi posso solo ammirare la tua costanza ed accorgermi di quanto possa essere bello avere una passione da “coltivare”. Probabilmente non sono interessata particolarmente alle piante per reazione ad un padre che ha sempre dedicato tutto il suo tempo libero all’orto e alle piante da frutto…fin da piccola ne sono circondata ma non sono mai riuscita ad appassionarmici..

    • Vale Vale

      Io avevo una madre così. Fino a 20 anni detestavo qualunque forma di vegetale. Poi mi hanno regalato una orchidea e ho dovuto prendermene cura. Da allora non ho più smesso.

  10. Mi è appena morta una pianta grassa.
    Non so cosa voglia dire.
    Aveva più di sei anni.
    Non le ho mai dato un nome.
    Un po’ d’acqua ogni tanto.
    Mio padre me la regalò,
    per salvarmi dalle onde elettromagnetiche.

    Mio padre ha il pollice verde.
    Mio padre mi vuole bene.

    😀

    • Vale Vale

      E tu non hai pensato di comprartene un’altra? Tuo padre ne sarebbe contento 😀

      • Ma sai che è proprio una bella idea? Non ci avevo mica pensato io… 😀

        • Vale Vale

          Se poi vuoi essere veramente munifico potresti regalarne tu una a lui!! Scommetto che neanche a questo avevi pensato eh?! Vedi che idee originali a bazzicare i blog degli altri?! 😀

          • Dovresti fare l’ideologa! 😀

  11. ho un giardino e una ventina di gatti. ti lascio immaginare cosa succede le volte in cui mi applico su una pianta o scavo la terra… sono tutti lì intorno, curiosi e annusanti, qualcuno con la zampetta prova anche ad aiutarmi nello scavo o “sistema” le foglie della pianta.
    il mio pollice (purtroppo) non è verde ma non lo sono neanche quelle ottanta zampette!!
    🙂

    • Vale Vale

      Fantastica immagine! Mi sembra di vederli! Anche i miei collaborano, solo che non hanno capito bene come funziona per cui quando io butto la terra dentro i vasi loro la tirano fuori con la zampa! Complimenti per la tua tribù!

    • Vale Vale

      Grazie! 🙂

  12. Alice Alice

    io oggi mi sono arresa alla mia orchidea: non fiorirà mai più… l’avevo innaffiata, le dicevo tutti i giorni quanto era bella e come ci tenevo a lei. per lei tenevo sempre la finestra un pò aperta perché entrasse un pò di luce e aria fresca… niente, i boccioli che mi avevano illuso sono caduti. senza manco fiorire.
    che delusione, ma come si fa?

    • Vale Vale

      Io sarei per non arrendersi! Che tipo di orchidea è?

      • Alice Alice

        mmh… che domanda difficile. è un’orchidea non basta?
        ecco, forse questo è il motivo per cui non fiorirà mai più 🙂

        • Vale Vale

          Ahahah! Può essere! Forse si sente incompresa nella sua vera natura! 😉 mi pare che esistano circa 60000 specie diverse, 190 solo in Italia! Individuata la specie sarà più facile curarla al meglio. Non demordere, mi è capitato di pensare di alcune che fossero morte e poi non solo non lo erano ma sono anche rifiorite. In bocca al lupo!

    • rO rO

      Mi impiccio un po’ anche io. Non ho il pollice verde, non particolarmente, ma in questo momento ho davanti agli occhi 5 orchidee fiorite. Da anni risbocciano almeno una volta ogni sei mesi e sono di specie diversa tra loro. Con tutte adotto la stessa tecnica. L’ambiente è caldo, hanno luce. Sono in ufficio perché a casa mia farebbe troppo freddo. Ogni 15 giorni le metto a mollo con il vaso nell’acqua per qualche ora. E questo è quanto.

      • Vale Vale

        Se non ricordo male Ro, le tue sono tutte phalenopsis e se fioriscono significa che hanno trovato la giusta esposizione. Direi che la luce è il fattore principale…

        • rO rO

          Confermo, tutte Phalaenopsis: una Phalaenopsis Aphrodite, due Phalaenopsis Schilleriana e le altre due… non so! Una dà sul violetto.

      • Alice Alice

        ciao (e scusa ho visto solo ora!)
        paziente come in tutte le cose belle e aspetto. 🙂

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