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Battisti e la corsa al treno delle 7,20

Non tutte le mattine devo prendere il treno e quando lo prendo non è sempre alla stessa ora. Tranne il martedì, giorno in cui devo SEMPRE prendere il famigerato treno delle 7,20. Di conseguenza io ODIO il martedì.

Anni or sono Lucio Battisti cantava

“Mi sono informato c’e’ un treno che parte alle 7 e 40
non hai molto tempo il traffico e’ lento nell’ora di punta..”.

Ora… pagherei per poter prendere un treno alle 7,40. Volete mettere 20 minuti in più? Sono pochi dite? Nooooo sono tantissimi per chi, come me, ha, nel corso degli anni, sviluppato tecniche fantozzianamente sempre più perfezionate per alzarsi il più tardi possibile e riuscire comunque a prendere il treno delle 7,20.

Vi preciso che ovviamente non è pensabile prendere un treno dopo e arrivare comunque al lavoro in orario perché dalle microstazioni come la mia passa un treno all’ora, quando va bene.

La mattina inizia così:

–          Ore 6,35 sveglia

–          Ore 6,36- 6,39 sfilza di imprecazioni, lamentele, grugniti e autocommiserazioni varie (tipo “vita di merda, ma chi me l’ha fatto fare quella volta, potevo fare un lavoro diverso, in una città diversa, sarei stata una persona sicuramente più felice etc.”). Va da sé che ho dovuto necessariamente contenere i minuti dedicati a questo inevitabile sproloquio, ché quando si inizia a parlare tra sé e sé di questi argomenti non si sa mai dove si va a finire, né quanto ci si impiega ed io, è bene ricordarlo, ho i minuti rigidamente programmati.

–          Ore 6,39- 6,40 occhiataccia invidiosa all’umano alla mia sinistra che dorme beatamente avvolto nelle coperte come un bruco nel suo bozzolo.

–          Ore 6,41- 6,43 apertura della porta della stanza dove dormono i gatti e successiva presunta libera uscita degli stessi; presunta perché, soprattutto d’inverno quando è buio e freddo e c’è la nebbia il Grosso e la Piccola mi guardano con commiserazione stiracchiandosi nella cuccia. Ovviamente ricominciano a dormire il secondo dopo. “Odio anche loro – penso- vorrei essere un gatto… anzi no, non uno qualunque, ma uno dei miei sicuramente”.

–          Ore 6,44- 6,54 lavaggio rapido e successiva vestizione (la sera ho già preparato in bagno tutto ciò che mi dovrò mettere il mattino successivo).

–          Ore 6,55- 7,03 trucco e parrucco: la tecnica è stata talmente affinata negli anni che a volte io stessa mi meraviglio del risultato. In otto minuti si passa da vincitrice del concorso “Miss notte dei morti viventi” a “sobria professionista affidabile”. Lo so, si stenta a crederlo.

Dato che non abito sopra la microstazione e “il traffico è lento all’ora di punta” ho bisogno di almeno 15 minuti da dedicare al tragitto. Quindi:

–          Ore 7,04 dirigersi alla macchina con l’intenzione di partire a razzo in direzione microstazione sperando di non trovare uno dei numerosi imprevisti di cui farei volentieri a meno tipo:

-accorgermi all’ultimo di non avere idea di dove ho lasciato le chiavi di casa la sera prima e quindi doverle cercare.

-la stessa cosa ma con le chiavi della macchina.

-trovare la macchina con la batteria a terra.

-trovare la macchina col vetro congelato e dover usare le unghie per grattare il ghiaccio e avere un minimo di visibilità (questo solo ad inizio stagione, poi non mi fregano più).

(E per intenderci, trovare la macchina è già una buona notizia, dato che potrebbe capitare di non trovarla affatto).

–          Ore 7, 08 (finalmente) partenza effettiva e successivi trucchi per ottimizzare i tempi come:

-allungare la strada per velocizzarla passando attraverso un benzinaio e poi da una rotonda invece che tentare l’immissione selvaggia nel traffico irrequieto che esce dall’autostrada.

-immettersi nella colonna di macchine e ricordarsi di prestare attenzione alla fisionomia di chi decidiamo di lasciar passare davanti a noi “cosa mi costa, tanto siamo in colonna”. Questo è un passaggio delicatissimo, i secondi possono essere fondamentali e far passare qualcuno che poi rallenta la marcia ci si può ritorcere contro.

Negli anni ho capito che è meglio diffidare: del pensionato col cappello in testa, il quale sicuramente non ha fretta, del signore che appare ineccepibile ma che poi inizia a leggere il giornale e si distrae, delle signore struccate che si truccano in macchina e dei signori mediamente barbuti. Vi giuro che una mattina mi è capitato un tipo che si faceva la barba. Col rasoio elettrico, per fortuna. Morale: diventate cinici e non fate passare nessuno, che il treno a voi non vi aspetta.

-rischiare di investire almeno una vecchina zigzagante in bicicletta

– FINALMENTE, LA META! Arrivare alla microstazione e sentire la solita detestabile voce nasale che dice “si avvisano i signori viaggiatori che il treno n.  …. Arriverà con 45 minuti di ritardo”.

Ecco. Fanculo la sveglia alle 6,35 e tutti gli accorgimenti successivi. Vincerà sempre Trenitalia. Odio i treni. Odio il martedì.

16 Comments

  1. rO rO

    Un giorno mi troverai al binario, per solidarietà, fungendo da Starbucks umano, e ti porterò un bicchierone di caffè che tu potrai bere e portare con te fino a destinazione.

    • Vale Vale

      Sarebbe un pensiero adorabile Ro! Anche perchè, come avrai notato, i tempi per la colazione sono stati …soppressi. Anche loro, come i treni.

  2. italianamentescoretta italianamentescoretta

    Una domanda: sei certa sia legale la sveglia alle 6:35?

    : )
    r.

    • Vale Vale

      Assolutamente no, come direbbe anche Fa. Ed è proprio per questo che mi dà fastidio, potendo scegliere opterei per altre e più piacevoli forme di illegalità!

  3. Prima di uscire di casa, o addirittura prima di iniziare a prepararti, vai su questo sito: http://viaggiatreno.it/viaggiatreno/
    Immetti il numero di treno che dovrai prendere (lo trovi sul sito di trenitalia, in base ai dati orari che inserisci) e puoi vedere se il treno è partito e, come spesso capita, quanto abbia di ritardo.
    A me ha salvato innumerevoli mattine.

    • Vale Vale

      Sì conosco questo servizio e, stranamente, funziona anche bene. I problemi sono due: devo ricordarmi di controllarlo (e sono annebbiata non poco a quell’ora) e, soprattutto, devo comunque svegliarmi alle 6,35 per controllare a che punto è arrivato il treno. Poi magari capita che arriva in orario alla tua stazione ma lì sta fermo un’ora… Non ci si può fidare delle fs…

      • Ti capisco, le Fs sono il mio personale leviatano…Occorre un apposito supereroe…

        • rO rO

          Fatemi sapere se ne trovate uno!

  4. il mio gatto in pieno inverno mi sveglia alle 4 perché vuole uscire. Ti stimo.

    • Vale Vale

      L’introduzione della gattaiola sulla porta del terrazzo ha cambiato la mia vita non poco. La consiglierei senz’altro.

  5. Una volta erano pericolosi i vecchietti su 126 ad altezza volante e coppola in testa: ora c’è una diversificazione del pericolo su 4 ruote… 😉

    • Vale Vale

      Sì e credimi, le nuove leve del pericolo sono ancora più temibili! 🙂

  6. Variazione sul tema: metti le chiavi di casa e della macchina in bagno insieme ai vestiti. Risparmi un minuti!

    • Vale Vale
    • Giusto! Martedì prossimo userò questo accorgimento, poi rischierò mettendo la sveglia alle 6,36… Vi farò sapere se il treno lo prendo lo stesso! 😉
  7. A prescindere per me 20 minuti sono un’infinità, e raccontando un’ora così si capisce 20 minuti sono davvero un’infinità! E soprattutto tempo utile! Anche a me 20 minuti cambiano….sevgliarsi dopo, non beccare il pireno del traffico, prendere il treno giusto… (nel mio caso – e probabilmente malgrado me – Trenord non vince quasi mai, tiè!)
    Ciao!!

    • Vale Vale

      I treni di Trenord purtroppo o per fortuna non li ho ancora mai testati, ma pur sempre di treni si tratta, quindi mi associo al sonoro “tiè!”

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