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Gattomatto o sulla follia felina

Ho sempre pensato di capirne parecchio, di gatti. Se non altro per l’esperienza: il primo gatto della mia vita dormiva nella culla con me. E cercava di spingermi giù per avere più spazio. Forse avrei dovuto fin da allora farmi delle domande. Ma tant’è, io sono cresciuta pensando di essere un po’ felina e i vari gatti che mi hanno accompagnato fino ad oggi, chi più, chi meno, hanno pensato di essere un po’ umani (uno pretendeva di fare la pipì nel water, per dire). L’intesa tra noi è stata sempre soddisfacente, almeno per me. Se un giorno vi dovesse capitare di leggere un post del mio gatto che dice il contrario potremmo riparlarne. Tutto scorreva nel migliore dei modi, dicevo, finchè non è arrivato Lui: peloso, permaloso, scontroso e, sostanzialmente, pazzo da legare.

( Il gatto rappresentato in questa foto non è Lui, ma una controfigura che ha posato volontariamente per lo scatto).

Passi per le interminabili ore che trascorre fissando un punto del soffitto con cui intavola complicati discorsi (a tema filosofico suppongo) nel quale, per quanto mi sforzi, non riesco ad intravvedere nulla. (e per carità, sicuramente è un limite mio). Passi per il fatto che non sono riuscita a convincerlo che l’albero di Natale era di plastica e che quindi forse era meglio evitare di ciucciare i rami. Passi per l’amore per l’aceto balsamico e la senape, che cerca di rubare in tutti i modi e passi anche il timore verso gli altri gatti a cui fa da contraltare un’insana passione verso i cani (insana perchè un gatto che corre verso un cane lupo ululante desideroso di fare “naso-naso” non può che evidenziare chiare idee suicidarie), ma l’ultima fobia proprio non la comprendo. Dall’oggi al domani lui, detto “il grosso”, ha deciso che il suo terrazzino, nel quale esce da almeno 4 anni, è un posto pericolosissimo, infestato da feroci presenze, ragion per cui risulta chiaro che è impossibile uscire. Ho anche provato a spingerlo “delicatamente” per invogliarlo e a blandirlo mettendogli fuori un piattino col suo cibo preferito. Niente da fare. Lui ha deciso che non uscirà più. Poco male, direte voi, farà a meno di uscire. Certo. Il problema è che nel terrazzino c’è la sua cassettina e se lui è troppo spaventato per raggiungerla dovrà trovare altri luoghi, a suo dire idonei, per espletare le sue funzioni. Per ora ho tamponato mettendo la cassettina all’interno, ma è evidente, viste le dimensioni del mio appartamento, che non può essere la soluzione definitiva. Ritenterò e proverò anche a comprendere l’arcano motivo che ha innescato tutto questo. Vuoi vedere che la plastica dell’albero di Natale, se ciucciata ripetutamente, dava effetti allucinogeni?

11 Comments

    • rO rO

      E sei il nostro
      centesimo iscritto! :))

    • Vale Vale

      Grazie! 🙂

  1. noruleswords noruleswords

    I gatti hanno una memoria visiva molto elevata. Non sara’ mica che abbia visto qualcuno sul terrazzino? Lo dico per voi eh, mica per fare terrorismo..

    • Vale Vale

      L’ipotesi è buona, ma il terrazzino è stato chiuso con una rete molto alta che gli permette di starsene all’esterno anche quando non ci sono e consente a me, madre apprensiva, di non chiedermi dove sarà andato in mia assenza

    • Vale Vale

      Ti ringrazio molto! Ma come ha sottolineato Ro, non è mica solo farina del mio sacco questo blog! Siamo tre amici che hanno deciso di scrivere a 6 mani, ognuno col suo stile personale. Continua a seguirci e scoprirai sempre nuove sfaccettature!

    • rO rO

      Mi sa di no, che non ti fa tanto impazzire, altrimenti avresti letto che il blog non è “mio”, ma scritto a più mani.

  2. Eheheh un tipo tosto il tuo peloso, gli presenterei le mie due :D… Auguri per la cassetta, complimenti per il vs blog e grazie del passaggio! miao

  3. Oh, un’altra persona felineggiante!
    Io ne ho una che s’è sempre rifiutata di bere dalla ciotola, preferendo i lavandini. Sempre.
    Quello piccolo è già più versatile. Ed ora, soluzione trovata col grosso? 🙂

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