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Proposte di legge e Steve McQueen

Ho mal di testa. Svegliarsi prima delle sette dovrebbe essere vietato per legge. Devo parlare con qualcuno di quei personaggi che vedo spesso in tv negli ultimi giorni per vedere quanto ci tengono al mio voto.

Sveglia alle 5.50. Se non ci sei abituato – e io non ci sono abituato – è uno scoglio piuttosto impegnativo. Devo prendere una freccia e starci seduto per quattro ore. Ma sono organizzato. Nell’iPad ci sono un paio di film da vedere, nell’iPod c’è la musica, hanno inventato whatsApp per farci parlare gratis con chi ci pare, Facebook per i cazzi di chi vuole farceli sapere. Insomma, ho tutto il necessario.

Come al solito in queste occasioni mi ritrovo circondato da umanità, come direbbe Ro, di vario genere. C’è l’uomo in completo, un classico, non giovanissimo e immerso nel suo inutile quotidiano con le notizie del giorno prima. I giornali, sia chiaro, a me piacciono e, avendo tempo, li sfoglio volentieri. Ma non possono avere la pretesa di informarci andando in stampa ore prima di essere letti.

C’è lo studente o il giovane che si sposta per i più disparati motivi, alla mia destra. Un po’ più tecnologici, di solito, affidano il loro tempo a smartphone e tablet. (Questo aggeggio da cui scrivo non legge la parola “tablet”. Almeno il tuo nome, porca troia. Il tuo nome devi saperlo)

Mi fanno sempre sorridere le persone di una certa età con le loro facce sorprese e un po’ spaesate. Sono sempre convinto che lo stupore derivi dal fatto che pare funzioni quasi tutto. E forse non ci siamo abituati, ai treni che funzionano. Basta poi prendere un regionale per sentirsi a casa, vorrei dirgli.

Stamattina pioveva. Io, in macchina alle 6 di mattina, mi sentivo un po’ Michael Fassbender in Shame. Gran film. Certo, dovete togliere il sesso malato, New York e, ovviamente, Fassbender. Peccato che la mia vita non sia un film di Steve McQueen.

10 Comments

    • Fa Fa

      A Cesare quel che è di Cesare, come disse quello. A te Alexander, a me Steve.

  1. RiVerso RiVerso

    “Basta poi prendere un regionale per sentirsi a casa” … beh, oddio, nonostante due gatti che ho ribattezzato Scilla e Cariddi, casa mia è un pò meglio di un regionale… ma per sentirsi in Italia si, quelli van benissimo 😉

  2. Fa Fa

    Possiamo dire che creano una sorta di identità nazionale… 🙂

  3. J. J.

    Non mi posso permettere di viaggiare su un Freccia…è stato bello farlo attraverso le tue parole! 🙂

  4. Fa Fa

    @noruleswords se mi permetti, domani metto in pratica e strappo giornali dalle mani di questi poveri viaggiatori. Grazie dell’ottimo suggerimento!
    @J. sia chiaro: non pago io! 🙂

    • noruleswords noruleswords

      @rO e di che? Pura verità.
      @Fa certo che puoi, anzi devi! 🙂 Non devo prendere il treno, ma domani lo faccio anche io.

  5. noruleswords noruleswords

    Ottimo ritaglio di piatta consuetudine tranviera. Quando penso che c’è gente che quotidianamente si siede sulle poltroncine rosse e grigie, apre il giornale con le notizie del giorno prima e viaggia pensando di essere davvero informato, mi sento stranamente molto intelligente.
    E poi gli toglierei il quotidiano in cui immerge il naso e gli direi “Leggi farOVale. Viaggiare informati.”

    • rO rO

      Soci, ma a noi quanto ci piace ‘sto commento? Grazie!

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