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Le 10 cose che non vorrei mai che mi capitassero in treno (e che invece succedono)

Dopo aver letto il post di Fa, che oggi eccezionalmente viaggiava in treno, non ho potuto non pensare alla mia vasta esperienza e mi è quindi venuto spontaneo stilare una breve lista tragicomica di esperienze di vita vissuta:

1) treno delle 7,20 che arriva alla mia fermata già strapieno perchè inspiegabilmente costituito da sole tre carrozze.

2) vagone pieno di gente che parla a voce alta dei cazzi suoi, al telefono o no, soprattutto di prima mattina. (Li odio). Anche vagoni pieni di scolaresche schiamazzanti; momenti in cui realizzo che forse la maternità non fa per me.

3) vagone straripante e gente al binario che vorrebbe salire e guarda sconsolata il controllore nel tentativo di trovare una soluzione (che di spiegazioni, ormai si sa, non ne verranno fornite) e controllore che passa di porta in porta a spingere sulle schiene (e non solo) dei viaggiatori nella speranza di comprimerli maggiormente.

4) treno che si ferma per interminabili minuti in piena campagna. non è dato sapere perchè.

5) treno che si ferma per interminabili minuti a 50 metri dalla stazione. Ancora peggio del punto 4, visto che oltre a non saperne il motivo non si può neanche scendere).

6) treno soppresso con annuncio “la corsa per… delle ore… oggi non verrà effettuata”. grazie ed arrivederci a chi sperava di salirci.

7) treno in ritardo perchè fa troppo freddo e i binari sono ghiacciati.

8) treno in ritardo perchè fa troppo caldo e i binari sono dilatati.

9) vagone che prende fuoco in corsa (ovviamente il mio vagone).

10) vagone con aria condizionata d’inverno e riscaldamento d’estate. Nel secondo caso, i finestrini sono inevitabilmente bloccati ed è quindi impossibile aprirli.

Mi rendo conto che potrei continuare ancora parecchio. Sento il bisogno di precisare che la mia esperienza riguarda solo i treni regionali. Possiamo quindi fare meglio! mi aspetto che a breve diventino così anche gli altri convogli.

 

16 Comments

  1. littleprettyflower littleprettyflower

    Ahahah mi è sembrato di averli scritti io questi punti. Ti capisco benissimo, e non sai quante volte ho maledetto i regionali, però a rileggere queste cose così, ora, in tranquillità e senza trovarmi nella situazione, la loro tragicomicità mi fa solo ridere! 🙂

    • Vale Vale

      In effetti non ci resta che riderci sopra!

  2. delicatepoppy delicatepoppy

    Aggiungerei fetore proveniente da qualche passeggero, non sarà carino da dirsi ma capita spessissimo.

  3. Mi sto chiedendo se anche tu segui la mia stessa tratta… specie per il vagone che prende fuoco. Mai trovato il treno le cui porte si ghiacciano e quindi non può ripartire dalla stazione perché se i sensori non rilevano le porte come chiuse il motore non si accende?…. Ola tratta improvvisamente chiusa per frana altrettanto improvvisa, con trasbordo su pullman per 5 km e rientro sul treno dopo 5 km per proseguire il viaggio incrociando le dita che non ci siano altre fantomatiche frane…?

    • Vale Vale

      Finora per fortuna la frana non mi è ancora capitata, ma le porte ghiacciate sì! Evidentemente Trenitalia fa in modo di distribuire i problemi sulle diverse tratte equamente… Sia mai che qualcuno si senta più fortunato degli altri!

  4. Dimentichi la beffa: “Ci scusiamo per il disagio”

    • Vale Vale

      Hai proprio ragione. Ho sicuramente tralasciato tante cose, per esempio quando viene annunciato uno sciopero e poi invece i treni ci sono tutti e anche in orario! Ma lo fanno per noi, per aiutarci a spezzare la monotonia della quotidianità…

  5. E i passeggeri che si arrabbiano con altri passeggeri “che non gli vogliono fare spazio”.
    I vagoni più belli sono quelli rarissimi mezzi vuoti nei quali dormono tutti, sono dei vagoni che in verità non esistono, una spirale d’invenzione che i pendolari inventano quando sognano un mondo migliore.
    E poi quando devono “svuotare” la prima carrozza, che sennò non è “a norma” e lì le persone che avevano conquistato un posto prendono i forconi e iniziano ad urlare in aramaico anche se l’aramaico non lo sanno.
    O il mitico ritardo di “65 minuti” – che potrebbe prospettare una soppressione. Quindi tutti si catapultano su quello dell’ora successiva e l’altro treno, quello in ritardo, si fa il viaggio vuoto mentre i pendolari pur di tornare a casa hanno contratto gabbie toraciche e nervi.
    Ci arriviamo a destinazione qualche volta, più eroi di prima sicuramente.

    • Vale Vale

      Sì, sì è vero! Mi è capitato anche il ritardo “non quantificabile” e l’obliteratrice (unica nella microstazione) perennemente guasta con il capotreno che dice “non le aggiustano neanche più”; dopo mesi di proteste trenitalia è intervenuta mettendo sopra l’obliteratrice (che continuava ad essere guasta) un cartello con scritto “si ricorda che è obbligatorio obliterare il biglietto”. Sic.

  6. seunanottedinvernounlettore seunanottedinvernounlettore

    Se posso, aggiungo un’altra voce:
    – Vicini di posto che alle sette di mattina mangiano polpette di carne con odore di fritto che si irradia per tutto il vagone, non facendoti rimpiangere di non essere riuscita a fare colazione.

    • Vale Vale

      Approvo totalmente!

  7. A me è capitato anche il treno in cui pioveva dentro la carrozza oppure in cui nevicava! Treno soppresso causa pioggerellina leggera e infine treno che viaggia a passo d’uomo senza nessun motivo tra La Spezia e Pisa! 😉
    Andrea

    • Vale Vale

      Ciao Andrea, vedo che le fantasiose giustificazioni di trenitalia colpiscono davvero tutte le regioni. Quindi, se sei un pendolare, in bocca al lupo!

      • Trenitalia non ha confini purtroppo! Crepi il lupo e naturalmente in bocca al lupo anche a te 😉
        Andrea

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