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Customer satisfaction per zoccole

L’altra sera sono stato a cena da amici. Una pizza enorme che sto probabilmente ancora cercando  di digerire e una serata davvero piacevole. Percorro, per tornare a casa, una strada molto nota in zona per le ville presenti lungo il tracciato e, soprattutto, per la notevole offerta di sesso a pagamento. E’, per non usare eufemismi e perifrasi del tutto inutili, pieno di zoccole. Una simpatica ordinanza comunale, resa nota tramite grossi cartelli ai lati della strada, vieta di “fermarsi per contrattare prestazioni sessuali a pagamento”. Se non contratti, vai sul sicuro.

Insomma, guido cercando di non addormentarmi e la radio passa il nuovo singolo degli Smashing Pumpkins. Per un attimo, solo un attimo, penso che finalmente il buon Billy Corgan sia tornato a fare il proprio lavoro egregiamente, salvo poi manifestare a me stesso seri dubbi sulla qualità del singolo a confronto con il passato.

Mentre guido osservo l’umanità ai lati della strada, insulto gli altri autisti che, nell’intento di individuare l’amichetta preferita, stanno sul lato della corsia a 30 all’ora e si fermano improvvisamente una volta compiuta la scelta, cerco anche di capire in base a cosa facciano questa scelta. Ricordo bene la tipica signorina a bordo strada di 15 anni fa. Era una mercato che sfruttava prevalentemente ragazze africane, spesso non in perfetta forma. Ora a bordo strada sono tutte bianche, giovani – troppo – e, obiettivamente, molto belle.

Non ho mai pagato per fare sesso e credo che non lo farò mai, al momento la cosa mi disturba molto, ma ho imparato che la vita riserva sempre strane sorprese e pieghe inaspettate per cui non farò l’assolutista. Diciamo semplicemente che mi chiedo se è stata fatta, a fine anni ’80, per esempio, una verifica della soddisfazione dei clienti, se è stato consegnato un questionario – in macchina, dopo il servizio, prima di scendere – in cui si chiedeva di dare un voto da 1 a 10 ai vari aspetti del servizio. Accoglienza, chiarezza delle informazioni, comodità dei locali (ah, no, quella dipende da te), varietà dell’offerta e così via. Forse si sono resi conto che si poteva migliorare il servizio, forse hanno introdotto un sistema di gestione della qualità, una banale ISO 9001, e adesso queste povere ragazze sono costrette a fornire un preventivo scritto al cliente, a farglielo firmare per accettazione, a tenere un elenco aggiornato dei clienti e dei fornitori.

I clienti non sarebbero contenti, credo, ma vuoi mettere la qualità del servizio?

3 Comments

  1. 9dropsofink 9dropsofink

    Rammaricandomi per la triste realtà e condizione, non posso che sorridere nel leggere il tuo pensiero 🙂

    • Fa Fa

      Ho da sempre l’impressione che sia una battaglia persa….meglio provare a riderci sopra 🙂

      • 9dropsofink 9dropsofink

        È persa perché fondamentalmente non conviene a nessuno (tranne a chi per strada ci finisce con l’inganno e la violenza, ovvero per le vere “protagoniste” di questa tragedia) che il fenomeno della prostituzione cessi d’essere.
        Probabilmente l’unico reale modo per combattere la prostituzione sarebbe aprire bordelli legali (e ciò porterebbe anche soldi nelle casse statali, se già non v’arrivano in altro modo), ma credo che l’ipocrisia italiana di Stato laico ma ancora troppo legato al Vaticano non lo permetta.

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